Ex-Cormo, debole schiarita al tavolo regionale: stavolta c’era anche Legacoop Reggio
Privato si fa avanti per affittare il ramo d’azienda

5/4/2016 – Confermato l’obiettivo, almeno a parole, di mantenere i tre stabilimenti della serramentistica cooperativa. E l’annuncio che si sono fatti avanti dei privati per affittare i rami d’azienda di Open.Co di San Martino in Rio (ex Cormo) e Castelvetro di Modena, nonchè della Lavoranti in Legno di Ferrara. L’assessore regionale Palma Costi parla di “un passo in avanti sul percorso per la salvaguardia dell’attività di impresa e dell’occupazione”  emerso oggi in Regione nel corso del tavolo di sulla crisi di Open.Co e Lavoranti Legno di Ferrara, entrambe imprese cooperative del settore degli infissi e dei serramenti. Tuttavia non v’ è traccia del nuovo piano industriale che Legacoop aveva annunciato dopo il precipitoso ritiro di quello che di fatto escludeva dall’orizzonte proprio la ex Cormo di San Martino in Rio, e che ha provocato le proteste dei soci lavoratori, scesi ripetutamente in piazza contro Legacoop.

La bara e il manichino impiaccato davanti al centro Malaguzzi: la protesta dei soci lavoratori ex Cormo contro Legacoop

La bara e il manichino impiccato davanti al centro Malaguzzi: la protesta dei soci lavoratori ex Cormo contro Legacoop

Al confronto erano presenti oltre a Palma Costi, i due commissari liquidatori delle cooperative, gli amministratori dei territori interessati, la Lega delle Cooperative regionale e territoriali, i rappresentanti sindacali regionali e di Fillea Cgil Filca Cisl nonché  i rappresentanti dei lavoratori delle cooperative. Dunque Legacoop di Reggio Emilia si è ripresentata al tavolo, disertato per alcuni mesi sino al disastro di gennaio.

“Durante l’incontro è stato ribadito l’obiettivo – si legge in una nota della Regione –  già condiviso nei precedenti incontri, di conservare attività e occupazione sui tre siti coinvolti.  Benché sia diversificata la situazione nei tre stabilimenti, sia per Open.Co sia per Lavoranti Legno, i commissari liquidatori hanno comunicato l’interesse da parte di privati all’ affitto di rami d’azienda. Mentre Legacoop regionale ha annunciato il sostegno finanziario alla creazione di nuove esperienze cooperative e/o di integrazione con l’imprenditoria privata purché queste siano  soluzioni sostenibili e praticabil”.
“Con l’incontro di oggi il confronto è rientrato su un binario costruttivo – ha ammesso l’assessore regionale – Pur in una complicata situazione ciò consentirà di impegnare tutte le parti a ricercare in maniera costruttiva soluzioni  in grado di offrire prospettive realistiche di occupazione e di attività di impresa in tutti i territori”.
Il tavolo si riunirà nuovamente, sempre in Regione, per ulteriori aggiornamenti e approfondimenti il prossimo lunedì 2 maggio.

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4 risposte a Ex-Cormo, debole schiarita al tavolo regionale: stavolta c’era anche Legacoop Reggio
Privato si fa avanti per affittare il ramo d’azienda

  1. giuseppe Rispondi

    05/04/2016 alle 19:01

    Che non riesco la Legaccop a riorganizzare una nuova coop.va fra diversi ex soci e ripartire con l’affitto ? Oppure la stessa Lega non crede più alle coop ? Non c’è Fondcoper che ha soldi per aiutare il sorgere di nuove coop.be di lavoro ?
    Si dorme oppure si aspetta il messia privata a salvare un po’ di occupazione ; tornando così all’origine dove tutti erano dipendenti salariati e non cooperatori.

  2. stracco Rispondi

    05/04/2016 alle 19:10

    E se l’imprenditore privato fosse l’onnipresente Sicrea guidata da Luca Bosi, Spa (non cooperativa) che ha concentrato i cantieri ex Cmr, Orion, San Possidonio, CdC, Mecoop e via discorrendo?
    Va tutto bene, intendiamoci, ma con quali soldi?

  3. marco Rispondi

    06/04/2016 alle 08:25

    Non va bene sig. Stracco. Sicrea è società di capitali. Si tende ,con questa scelta, a creare società di capitali controllate da una oligarchia di poche persone, cancellando la cooperazione, che era ed è una associazione di lavoratori che insieme si organizzano anche per emanciparsi.Chi sono questi dirigenti che scimiottano le società di capitali e cancellano una grande storia , sociale e politica.

  4. stracco Rispondi

    06/04/2016 alle 08:59

    Proprio questo mi preoccupa. Il mondo Legacoop, anzichè raccogliere i cocci e ripartire dal basso con spirito cooperativo, decide di rottamare un intero sistema economico e di valori, una storia intera, gettando la spugna e abbracciando la forma capitalistica (anche se, torno a dire, non capisco con quali soldi). Mah. Sta avvenendo un rivolgimento, prima di tutto culturale e ideale, nel profondo di Reggio senza che nessuno reagisca.

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