E’ dura la vita per il figlio di un ministro
Michele Delrio arbitra la partita Casarano-Barletta, e subito diventa una “macchinazione politica”

27/4/2016 – Nel calcio se ne vedono di tutti i colori, ma che un arbitraggio in Eccellenza diventi una “macchinazione politica” non si era ancora sentita, salvo ovviamente che nei bar sport.

L’arbitro Michele “Billo” Delrio da Reggio Emilia, 23 anni, uno dei nove figli del ministro Graziano Delrio, è stato accusato appunto di essere strumento di una macchinazione politica non più tardi di domenica al termine del play off del campionato di eccellenza pugliese tra il Casarano e il Barletta.

Michele Delrio

Michele Delrio

La gara, disputata a Casarano, è stata persa dai padroni di casa  per 0-1. Alla fine del macht il presidente dei rossoblu del Salento, Cosimo Bellisario ha preso carta e penna e ha scritto in un comunicato stampa: “Non vorrei che il risultato sia il frutto di una macchinazione politica a nostro danno”.  Bellisario era chiaramente inferocito per sette ammonizioni, tre espulsioni dalla panchina e il suo allontanamento, insieme al direttore sportivo del Casarano, dalla zona degli spogliatoi.

Ma le accuse all’arbitro (“Alteregia e arroganza, magari sentendosi protetto dal gran numero di agenti delle forze dell’ordine presenti allo stadio”) questa volta si ammantano di complottismo: “È fin troppo evidente che il peso specifico della città di Barletta, capoluogo di Provincia,  non può essere paragonato a quello del Casarano – ha scritto testualmente Bellisario – Non vorrei che la designazione di Delrio (e tralascio il particolare che sia il figlio del ministro) sia stata la risultante di quella presunta macchinazione tendente a spianare la strada al Barletta”. Qualcuno, per favore, gli dica che in fondo è solo calcio di categoria Eccellenza.

 

 

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Una risposta a 1

  1. Isola dei Famosi Rispondi

    27/04/2016 alle 15:57

    Un ‘isolano’ perfetto. Per sempre…

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