Correggio è in vendita per far fronte al fallimento En.Cor
I cittadini pagheranno il crac targato Pd?

30/4/2016 – Consiglio comunale di fuoco a Correggio: dopo quattro ore di dibattito, il bilancio di previsione è passato con 9 voti favorevoli del Pd e  5 voti contrari delle opposizioni (forza Italia, liste civiche, 5 Stelle).

Lo scontro, come di rado se ne vedono, ha avuto una ragione ben precisa: il fallimento della società pubblica-privata En.cor e annessi scandali  in cui si intrecciano politica e affarismo – legati fra l’altro  al rovinoso business della jatropha, pianta oleosa africana usata come combustibile alternativo,  la cui coltivazione intensiva  distrugge le economie rurali di intere regioni del Senegal, del Mali  e del Madagascar –  che rischia di mettere in ginocchio il Comune e la città. E’ probabile che il Comune perda in prima battuta le cause con le banche, che reclamano la non trascurabile somma di 29 milioni di euro, sventolando le lettere di patronage (garanzie di prima istanza) firmate dall’ente a favore di En.Cor e mai ritirate quando ci fu l’ultimo passaggio di proprietà prima del fallimento.

Nella previsione di essere chiamata a pagare nel giro di pochi mesi (la causa con la Banca San Fclice potrebbe andare a sentenza già in giugno) il Comune ha stilato un lungo elenco di partecipazioni azionarie (compreso il pacchetto Iren) e di ben sedici immobili da alienare o comune da offrire agli istituti di credito. L’elenco è contenuto nella nota integrativa al bilancio, in cui viene ripercorsa in parte la vicenda Encor e che riporta il parere dell’Anci, secondo cui la sconfitta in tribunale del Comune è  “possibile”.

Sono tre le banche che hanno trascinato in Tribunale il Comune di Correggio: la Popolare San Felice 1893 di San Felice sul Panaro, che reclama 10 milioni 718 mila 28,34 euro; la Bnl – Banca nazionale del Lavoro che vuole indietro 14 milioni 136 mila 077,28 euro;  e il Banco Popolare che sempre in base alle lettere di patronage a favore della fallita En.Cor rivendica dal Comune 4 milioni 425 mila 849,40 euro.

Il comune, che ha messo in campo una batteria di legali, tra cui l’amministrativista Bertolani, spera di ottenre l’annullamento delle lettere di patronage portando la vicenda davanti al Tar. Ma se anche così fosse, nel frattempo il Comune di Correggio dovrebbe far fronte alle condanne esecutive in sede di cause civili, pagando perciò i 29 milioni.

Un mese fa, esattamente il 29 marzo, l’Anci (associazione dei Comuni italiani) ha inviato un dettagliato parere al comune di Correggio, riportato integralmente nella nota integrativa. L’Anci scrive che “stante i punti dei principi contabili appliacati agli enti locali, esaminati i documenti presentati dall’Ente e in particolare il parere del legale si può, al momento, ragionevolmente classificare la perdita come “possibile”.

Si raccomanda comunque all’ente, stante l’entità del contenzioso, di tenere a disposizione il patrimonio cedibile come “attività potenziale”, da realizzare nel caso di soccombenza e di impegnare nel frattempo solo le spese indispensabili per il funzionamento e quelle necessarie a evitare che sia arrecati danni patrimoniali certi e gravi“.

Da qui la decisione di mettere lla nota integrativa l’elenco degli immobili e delle partecipazioni da cedere eventualmente per far fronte al contenzioso con le banche. Intanto nel bilancio triennale 2016-2016 la quota vincolata è stata portata a 1 milione 679 mila 948,66 euro “a copertura delle passività potenziali”.

In sostanza, il bilancio approvato ieri è in buona parte pro-forma, perchè dopo le sentenze, se di condanna, l’amministrazione dovrà procedere a rettifiche molto consistenti. E qui si apre un capitolo assai delicato, perchè si parla della possibile apertura di una procedura di “pre-dissesto” in base alla quale, per far fronte alle perdite, il Comune potrebbe aumentare tasse e imposte in deroga alla legge, in particolare con un pesante “ritocco” all’addizionale Irpef. Se così fosse, e allo stato dei fatti è possibile, alla fine il comune metterebbe le mani nelle tasche di famiglie e imprese per pagare il disastro della En.cor targato Pd.

CORREGGIO IN VENDITA

In base agli elenchi pubblicati nelle nota integrativa, il comune di Correggio farà fronte al debito con le banche con la vendita partecipazioni per un totale di 8milioni 551 mila 798.85 euro e di immobili per 16 milioni 407 mila euro.

Fra le partecipazioni cedibili la voce di gran lunga più importante è quella delle azioni Iren per un valore di 7 milioni 868 200 euro. Seguono Piacenza Infrastrutture (quote per 294 mila euro) azienda Act per 271 mila euro.

La lista degli immobili comprende:

– La palazzina degli Ambulatori medici di via Di Vittorio, angolo viale Saltini per un valore stimato di 331 mila euro.

– Il centro Arcobaleno, villa con parco in viale Saltini, ristrutturato di recente per ospitare un centro diurno per disabili. Valore stimato 685 mila euro.

– La Sala polivalente Espansione Sud. Valore stimato 100 mila euro.

–  La Palazzina Associazioni (in cui hanno sede diverse associazioni cittadine). Valore stimato 570 mila euro.

– Ex Circolo XXV Aprile – unità immobiliare al piano terra di un condominio di corso Cavour, oggi solo parzialmente utilizzato. VAlore stimato 600 mila euro.

– Ex edificio scolastico di Mandrio, oggi solo parzialmente utilizzato. Stima 840 mila euro.

– Casa nel Parco – Edificio nel parco urbano di via Fazzano. C’è anche un pubblico esercizio al piano terra he è affittato a un privato. 240 mq commerciali ,valore stimato per il pianoterra 480 mila euro.

– Ex Palestra Dodi – Fabbricato del centro storico in viale Vittorio Veneto. Dal sisma del 2012 non è più utilizzato e sarà sostituito da nuova struttura in corso di realizzazione nel nuovo polo scolastico delle medie superiori. Valore stimato (tenuto conto dei costi di ripristino) 400 mila euro.

Circolo Tennis – Sei campi da gioco e servizi, gestito da privati, in via Tondelli.Valore stimato 570 mila euro.

– Sede Isecs – Mulino Barbieri. L’edificio di via Circondaria ospita gli uffici dell Istituzione servizi  educativi culturali e scolastici. Valore stimato 400 mila euro.

– Sede Associazionismo Culturale. In via Ardione, è stato realizato nel 2008 come sede delle associazioni islamiche (una moschea non autorizzata?). Potrebbe essere venduto alle stesse comunità musulmane. Valore stimato 360 mila euro.

– Parcheggio interrato di Piazza Porta Reggio. Ha 68 posti auto. VAlore stimato 1 milione 350 mila euro.

– Centro per l’Impiego – Al primo piano di un condominio dipiazza Garibaldi, già sede della Pretura. Valore stimato 750 mila euro.

Sede Croce Rossa e Avis – Una struttura di due piani fuori terra in via Vittorio Veneto, con relative autorimesse. Valore stimato 980 mila euro.

– Complesso Rurale Prato. TRe edifici comprendenti fabbricato colonico tradizionale, spazi abitativi, stalla, fienile, ricovero attrezzi e un prefabbricato. Da tempo in abbandono. Valore stimato 280mila euro.

– Negozi di Budrio. Due unità immobiliari in via Budrio, valore 200 mila euro.

TERRENI

L’elenco dei beni comunali alienabili comprende anche un terreno edificabile in via Campagnola di 15 mila 623 metri quadrati, valore 1 milione 874 mila 760 euro; un terreno “potenzialmente edificabile” in via Europa dal valore stimato di 483 mila 600 euro; un terreno “potenzialmente edificabile” in via Astrologo per un valor distima di1 milione 470 mila 360 euro; un lotto anche questo definito potenzialmente edificabile di oltre 30 mila metri quadrati in via Monache, valore stimato 3 milioni 682 mila 560 euro.

(p.l.g.)

 

 

 

 

 

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