Contratto, prova di forza
“Concerto” di duemila metalmeccanici davanti a Unindustria. E mille alla Comer di Fabio Storchi

 Massiccia adesione dei metalmeccanici reggiani allo sciopero di quattro ore per il contratto nazionale e “contro le posizioni intransigenti di Federmeccanica su salario, orario e diritti” dopo sei mesi di negoziato.

Nella città del leader della Fiom Maurizio Landini (che oggi ha parlato a Milano) e del presidente di Federmeccanica Fabio Storchi, i sindacati hanno cercato e ottenuto la prova di forza. Oltre duemila, secondo le cifre fornite da via Roma, i lavoratori al presidio di via Toschi che con bandiere, fischietti e fumogeni si sono fatti sentire per tutta la mattina sotto la sede di  Unindustria. Altri mille davanti alla Comer di Reggiolo, gruppo di cui è presidente proprio Fabio Storchi, dove si è concluso un lungo corteo che è sfilato nell’area industriale Ranaro: davanti alla Comer hanno preso la parola Valdis Righi, della segreteria provinciale Fiom Cgil e Giancarlo Pelati della Uilm Uil. A concludere è intervenuto per la Fim Cisl provinciale Michele Del Fabbro.

Via Toschi, nel cuore di Reggio,  è un appuntamento tradizionale per le proteste sindacali. Qui hanno parlato i segretari provinciali di Fiom Cgil, Sergio Guaitolini e Uilm Uil, Jacopo Scialla, due delegati della Corghi e della Lombardini, Nicola Alberta della Fim Cisl nazionale, Michela Spera della Fiom Cgil e infine  il segretario generale nazionale della Uilm Uil, Rocco Palombella.

“Federmeccanica cambi proposta contrattuale, a partire dal   salario e ci convochi al più presto al tavolo negoziale – ha detto Palombella – perchè oggi i metalmeccanici in tutta Italia stanno dando   una prova di determinazione, responsabilità e orgoglio”.

“Questa  è  la città del tricolore che ha unificato l’Italia -ha   continuato Palombella- ed è  inammissibile che i vertici   degli imprenditori metalmeccanici ci propongano di dividere   un milione e seicentomila addetti del settore con aumenti   differenziati e paghe altrettanto differenti. Il primo   livello contrattuale deve dare aumenti retributivi a tutti i   metalmeccanici e non ad una loro esigua minoranza, perchè  va   recuperato il potere d’acquisto tenendo conto dell’inflazione   e della crescita del settore. La forza espressa dai   lavoratori metalmeccanici che oggi hanno incrociato le   braccia in ogni dove indurrà Federmeccanica a fare marcia   indietro”.

I sindacati parlano di percentuali “altissime” di adesione allo sciopero nelle principali aziende della Provincia,  con picchi del 95%.

Ecco alcuni dati: Comer Industries 90% , Lombardini 90%, Bosch 90%,  Walvoil 90% ,Ognibene 90%, Meta System 95%,  Argo Tractors 95%, Corghi 95%,  Emmegi 75%,  Interpump 90%, Tecnogas 90%, Omstill 85%, Ardagh 90%.

IpCleaning 90% , Elettric80 80% , Padana Tubi 80% , Bucher 90% . Danfoss 90%.

 

 

 

 

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