Comune di Brescello, il ministro Alfano proporrà lo scioglimento per mafia . Martedi la decisione del Consiglio dei ministri

16/4/2016 – Il Consiglio dei ministri deciderà nella riunione di martedì sullo scioglimento del consiglio comunale di Brescello per infiltrazioni mafiose. Una decisione non può essere ulteriormente rinviata in quanto le dimissioni del sindaco Marcello Coffrini hanno collocato automaticamente il paese di don Camillo nel turno elettorale del 5 giugno: salvo appunto che non venga deliberato lo scioglimento d’autorità, nel qual caso andrà avanti il commissariamento.

 

La piazza di Brescello con la statua di Peppore, muto testimone di altri tempi

La piazza di Brescello con la statua di Peppore, muto testimone di altri tempi

Si sa che il ministro dell’Interno Angelino Alfano proporrà di procedere allo scioglimento, e il CdM dovrebbe decidere di conseguenza. Ma il nodo, evidentemente è politico, perchè lo cioglimento per mafia sarebbe un duro colpo prima di tutto per il Pd reggiano.

Il ministro dell'Interno Angelino Alfano

Il ministro dell’Interno Angelino Alfano

Dopo sei mesi di lavoro della commissione di accesso – formata dal viceprefetto Adriana Cogode, dal capitano dei Carabinieri Dario Campanella e dal funzionario Giuseppe Zarcone, col supporto di un gruppo investigativo di carabinieri specializzati – il prefetto di Reggio Emilia Raffaele Ruberto, nel suo rapporto al ministero, aveva proposto lo scioglimento del consiglio comunale di Brescello per il pericolo di infiltrazioni mafiose nell’apparato amministrativo locale.

La foto del ministro Delrio insieme al sindaco di Brescello Marcellpo Coffrini pubblicata sul blog di Beppe Grillo

La foto del ministro Delrio insieme al sindaco di Brescello Marcello Coffrini pubblicata sul blog di Beppe Grillo, prima delle dimissioni

Nelle trecento pagine della relazione conclusiva stilata dalla commissione d’accesso si fa riferimento tra l’altro a dipendenti comunali assunti a tempo riconducibili alla famiglia Grande Aracri, ad appalti e subappalti poco chiari, a cambi di destinazione d’uso dei terreni soprattutto nella zona dove vive prevalentemente la comunità cutrese (Cutrello, in gergo locale)e dove domina Francesco Grande Aracri, fratello del boss Nicolino “mano di gomma”.

 

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