Brescello, crisi di rigetto
Ermes Coffrini: “Lo scioglimento una pazzia totale”
E per la gente la mafia non esiste
Gratteri: “Così la ndrangheta si è clonata in Emilia”

21/4/2016 – Lo scioglimento del consiglio comunale di Brescello “è un fatto importante, dimostra il buon lavoro che sta facendo il prefetto di Reggio Emilia. La conferma di quello che diciamo da più di dieci anni, cioè la presenza sistematica in alcune aree dell’Emilia Romagna della ndrangheta, ormai radicata come in alcune parti del Piemonte e della Lombardia”.

Nicola Gratteri

Nicola Gratteri

Lo ha dichiarato al Gr3 Radio Rai Nicola Gratteri,  che proprio ha ricevuto la nomina di procuratore generale di Catanzaro. Nei giorni scorsi, Gratteri ha partecipato a diversi incontri del festival legalità “Noicontrolemafie” organizzato dalla provincia di Reggio Emilia con la collaborazione di diversi comuni.

“In alcuni paesi della provincia di Reggio Emilia dei capi mafia cutresi ,  ad esempio nel caso di Brescello, si sono spostati lì e hanno costituito cloni delle organizzazioni presenti in provincia di Crotone, come a  Cutro, trapiantando regole,  usi e costumi – ha detto Gratteri –  Hanno iniziato ad interagire anche con il territorio, con i pubblici amministratori, con imprenditori che hanno ritenuto conveniente rivolgersi  ad imprese gestite dall’ndrangheta perché l’ndrangheta offre servizi a basso costo, mano d’opera in nero sottopagata, smaltimento dei rifiuti”.

BRESCELLO REAGISCE MALE: “QUI LA MAFIA NON ESISTE”

Parole che trovano conferma nelle reazioni registrate oggi a Brescello dalle tv che hanno intervistato i cittadini: incredulità, rifiuto di commentare, contestazione dello scioglimento del consiglio comunale (“a Brescello non c’è la mafia”), difesa dell’ex sindaco Coffrini. In quanto a Francesco Grande Aracri, il fratello del boss Nicolino condannato per mafia, – e capo del clan brescellese –  “la magistratura può sbagliare”.

Ermes Coffrini, avvocato,  padre di Marcello e sindaco di Brescello per 20 anni

Ermes Coffrini, avvocato, padre di Marcello e sindaco di Brescello per 20 anni

 

Un attacco frontale allo scioglimento è venuto da Ermes Coffrini, padre dell’ex sindaco Marcello e lui stesso sindaco Pci-Pds-Ds di Brescello per vent’anni: intervistato da Telereggio, ha definito il provvedimento “una pazzia totale“, aggiungendo che “prima o poi verranno a galla le vere ragioni”: ‘Oggi è sciolta un’amministrazione per qualcosa che non ha commesso – ha detto –  E’ una pazzia totale. Se qualcosa c’è stato, e dev’essere provato, parliamo di anni fa’.

Marcello Coffrini entra nella sede del Pd

Marcello Coffrini entra nella sede del Pd

Da parte sua Marcello Coffrini ha preannunciato già perdomani una richiesta di accesso agli atti, compresa la relazione del prefetto Ruberto e le motivazioni del decreto del governo per valutare il ricorso contro lo scioglimento: metterà in campo un collegio di legali guidato da un “costituzionalista del foro Roma”.

"Competenza e continuità": volantino elettorale di Marcello Coffrini

“Competenza e continuità”: volantino elettorale di Marcello Coffrini

ONESTA’ CIVILE SCRIVE AL PRESIDENTE MATTARELLA

Luciano Conforti, ex consigliere comunale e coordinatore di Onestà Civile di Brescello, ha zscritto una lettera al presidente della Repubblica Sergio Mattarella per chiedere che venga scelto il periodo più breve di commissariamento, vale a dire dodici mesi. Ecco di seguito il testo della lettera al presidente Mattarella

 “Le scrivo da Brescello, il famoso paese dei film di Don Camillo e Peppone oggi assurto alle cronache nazionali per presunti fatti vergognosi che esulano dal nostro quieto vivere e dalla nostra mentalità.

Come lei saprà, per sei mesi il nostro comune è stato oggetto dell’insediamento di una commissione di accesso agli atti decisa dal prefetto di Reggio Emilia. Dal 20 gennaio siamo  commissariati causa le dimissioni del sindaco in carica. Il Consiglio dei Ministri nel Consiglio n.°113 del 20 aprile 2016 ha deciso di deliberare per lo scioglimento del comune di Brescello per sospette infiltrazioni mafiose.

Non entro nel merito delle eventuali infiltrazioni che, se ci sono state, chi ha sbagliato dovrà pagare.

So che a Lei per decreto spetta l’ultima parola sullo scioglimento definitivo. Se la sua decisione sarà a favore dello scioglimento del Comune di Brescello Le chiedo quanto segue; so che c’è un tempo minimo e uno massimo di commissariamento in questi casi di scioglimento. Le sarei grato di tenere in considerazione il minimo dei dodici mesi. Sono certo che più tempo passa per le prossime votazioni per l’insediamento del nuovo primo cittadino, e più il paese ne pagherebbe le conseguenze morali,  economiche ed amministrative. Abbiamo bisogno di tornare alla normalità, dopo mesi di sofferenza e immobilismo, nel più breve tempo possibile.Glielo chiedo col cuore in mano sanguinante dal dispiacere. Con rispetto, Luciano Conforti coordinatore ed ex consigliere di Onestà Civile.”

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