Brescello, il comune sciolto per mafia
“Una vittoria della legalità”
E un giorno da incubo per il Pd

20/4/2016 – Scioglimento del consiglio comunale di Brescello per condizionamento mafioso. Lo ha deciso  il Consiglio dei Ministri riunito mercoledì mattina, assente il premier Matteo Renzi  partito per il viaggio di Stato in Messico.

La notizia era attesa: si sapeva che il ministro dell’Interno Alfano avrebbe proposto lo scioglimento sulla base della relazione inviata a Roma il 24 gennaio dal prefetto di Reggio Emilia Raffaele Ruberto.

La piazza di Brescello con la statua di Peppore, muto testimone di altri tempi

La piazza di Brescello con la statua di Peppore, muto testimone di altri tempi

E’ la prima volta che viene sciolto un consiglio comunale per mafia in Emilia Romagna. L’assemblea elettiva del paese di don Camillo era già decaduta a seguito delle dimissioni rassegnate dal sindaco Marcello Coffrini: ma la deliberazione del CdM ha per effetto immediato che non si voterà il 5 giugno per il rinnovo del consiglio comunale, L’attuale commissario prefettizio Formiglio sarà sostituito da una commissione governativa di tre membri destinata a restare in carica 18 mesi.

Nel giugno scorso si era insediata la commissione di accesso che per sei mesi ha passato al setaccio la situazione amministrativa del comune di Brescello: delibere, appalti, assunzioni etc. Il caso era esploso con l’intervista raccolta dalla web tv Cortociruito in cui il sindaco Coffrini definiva Francesco Grande Aracri (fratello del boss cutrese Nicolino, condannato in via definitiva per mafia) come “persona gentile e educata”. Poco per volta si è ricomposto il quadro di un paese con una presenza incombente del clan Grande Aracri, sino a quando i famigliari del boss non si presentarono in piazza insieme a centinaia di cittadini per esprimere sostegno a Coffrini.

Marcello Coffrini con i suoi collaboratori durante la conferenza stampa d'addio

Marcello Coffrini con i suoi collaboratori durante la conferenza stampa d’addio

Fra gli elementi raccolti dalla commissione di accesso, e inviati a Roma dal prefetto Ruberto, una variante per la costruzione di un supermercato e il trasferimento di volumi edificatori he ha permesso l’edificazione di un quartiere che in paese viene chiamato, significativamente, “Cutrello”, cioè piccola Cutro.  Fatti che dimostrerebbero la capacità di condizionamento della ndrangheta su pezzi dell’amministrazione.

Lo scioglimento per mafia, comunque, è una macchia molto seria  per il Pd, che dopo aver chiuso gli occhi per anni, ha rinviato per quindici mesi la richiesta di dimissioni di Marcello Coffrini, nonostante le proteste che si levavano dalla società civile, dal mondo politico e all’interno stesso del partito.

Si registra, ed era prevedibile, una slavina di dichiarazioni politiche in cui la sinistra, in particolare il Pd  – dopo aver chiuso gli occhi per anni e anzi aver isolato chi, come Catia Silva, si opponeva allo strapotere dei Grande Aracri a Brescello, e dopo aver fatto quadrato per quindici mesi intorno a Marcello Coffrini, oggi con i suoi uomini plaude all’unisono allo scioglimento e quasi quasi se ne attribuisce, incredibilmente,  il merito…

Da segnalare l’attacco che il segretario del Pd Andrea Costa sferra, senza nominarlo all’ex sindaco Marcello Coffrini, che puntava a ricandidarsi alle elezioni comunali: “Crediamo che quanti in queste settimane pensavano addirittura di ricandidarsi, accusando il PD di avere ordito trame politiche ai danni dell’amministrazione uscente – scrive Costa abbiano adesso modo di riflettere su ben altri problemi. Non è più questione di opinioni”.

Il parroco don Evandro Gherardi, che nella sua chiesa di santa Maria Nascente costudisce il crocifisso che “parlava” col don Camillo cinematografico, si dichiara molto amareggiato e, come due anni fa, torna a ripetere che Brescello “non è un paese sotto scacco della ‘ndrangheta”. Qui “i mafiosi ci sono, ma dire che il paese e gli amministratori comunali sono conniventi con la mafia è una cosa non corretta”.

Don Camillo in processione con il Cristo parlante

Don Camillo in processione con il Cristo parlante

Aggiunge il sacerdote:  “Paghiamo la nostra notorietà. La gente è avvilita, si sente messa sotto accusa in maniera non giusta. Il paese è morto. Rialzarsi e vedere il futuro sarà difficile. E’ una decisione che rispettiamo, come comunità, ma che non condividiamo. Conosco le persone, gli industriali, gli artigiani, i commercianti e le famiglie. Non ho elementi per dire che ci sono state intimidazioni, che qualcuno paghi il ‘pizzo’ o quant’altro”. “Abbiamo fatto tutti degli errori” ma gli amministratori “hanno sempre agito per il bene comune, non per favorire qualcuno”.

Don Evandro Gherardi porta il Cristo "parlante" in processione sul Po. Accanto a lui l'ex sindaco Marcello Coffrini

Don Evandro Gherardi porta il Cristo “parlante” in processione sul Po. Accanto a lui l’ex sindaco Marcello Coffrini

 

VINCI (LEGA NORD): UNA VITTORIA NOSTRA, MERITO DI CATIA SILVA

Per Gianluca Vinci,  consigliere comunale di Reggio Emilia e segretario della Lega Nord Emilia, lo scioglimento del consiglio comunale di Brescello per mafia “è una vittoria della Lega Nord  che da anni sta conducendo una battaglia per la legalità: fin dal 1999 venne l’europarlamentare Mario Borghezio per denunciare le infiltrazioni ‘ndranghetiste nel Comune”. “Grazie alla sue interrogazioni e ai suoi articoli sulla stampa Catia Silva, da me nominata responsabile legalità della Lega Emilia – aggiunge Vinci – ha portato alla luce il sommerso sistema Brescello, pagando a duro prezzo, subendo numerose intimidazioni tra le quali incendi, danneggiamenti e non da ultime minacce aggravate dalla finalità mafiosa, da parte di cinque personaggi, tra i quali, in primis, spicca Alfonso Diletto, ritenuto uno dei cinque esponenti emiliani della ‘ndrina, attualmente al 41bis nell’ambito del processo Aemilia e sotto processo a Bologna per le minacce alla Silva a partire dagli anni 2009-2010″.

I DEPUTATI 5 STELLE: UNA VITTORIA DELLA LEGALITA’

“E’ finita come doveva finire ed il Movimento 5 Stelle  auspicava e chiedeva da tempo. E’ una vittoria della legalità. Le responsabilità politiche di chi ha portato a questa situazione dovranno essere indagate fino a fondo”.  Lo hanno dichiarato la deputata  M5S di Reggio Emilia Maria Edera Spadoni e i parlamentari pentastellati della Commissione antimafia.
“Ribadiamo che solo pochi giorni fa erano emersi nuovi fatti inquietanti dal punto di vista politico. Francesco Grande Aracri, condannato per mafia, in un’intervista ha difeso  l’ex sindaco Marcello Coffrini definendolo “un galantuomo lo hanno fatto dimettere solo perchè mi ha difeso.”

 

Francesco Grande Aracri a Brescello. Di spalle Marcello Coffrini

Francesco Grande Aracri a Brescello. Di spalle Marcello Coffrini

L’ON. PAGLIA (SI): C’E’ MOLTO DA LAVORARE E POCO DA MINIMIZZARE

“Il Comune di Brescello è stato sciolto per mafia.
Parliamo del posto dove il sindaco del PD Coffrini definiva una brava persona il boss Grande Aracri.
È la prima volta che succede in Emilia Romagna e non si può parlare di fine di una brutta storia.
Il processo Aemilia con tutte le sue implicazioni e articolazioni è infatti lì a dirci che abbiamo ancora tanto da riflettere su noi stessi, su cosa siamo diventati, su anticorpi tutti da costruire.
C’è insomma molto da lavorare e poco da minimizzare“. Giovanni Paglia, Sinistra Italiana

L’ASSESSORE REGIONALE MEZZETTI: UN’ONTA CHE CI COLPISCE, FAREMO PULIZIA SINO IN FONDO

“Bene ha fatto il Consiglio dei ministri a sciogliere il Comune di Brescello, la lotta contro le mafie e per la legalità, che questa Regione sta portando avanti con forza e convinzione, non deve guardare in faccia a nessuno.  E la decisione presa dimostra, a differenza di quanto sostenuto nelle settimane scorse da qualcuno che ha fatto inutili polemiche, che non c’è alcun atteggiamento di riguardo nei confronti dei governi locali di questo territorio”. Così l’assessore regionale alla Legalità, Massimo Mezzetti, in seguito al provvedimento disposto oggi dal Governo nei confronti del Comune del reggiano.

“Sicuramente- prosegue- per l’Emilia-Romagna si tratta di un’onta che ci colpisce ma che non subiamo e non subiremo passivamente. Brescello è il primo Comune della nostra regione ad essere stato sciolto per mafia e questo ci sprona a fare ancora di più e ancora meglio sul fronte del contrasto alla criminalità organizzata e della prevenzione”.

“Le parole ‘mai più’, che abbiamo ripetuto spesso in questi mesi, non sono uno slogan, ma una ferma e tenace dichiarazione di guerra a tutte le mafie. Ognuno deve fare la sua parte- chiude l’assessore- senza propaganda ma con iniziative concrete, finché non avremo fatto fino in fondo pulizia e liberato la nostra regione da tutte le mafie”.

LUCA VECCHI: DECISIONE IMPORTANTE, LA BATTAGLIA NON SI FERMA QUI

“Lo scioglimento del Comune di Brescello deciso dal Consiglio dei Ministri è una decisione importante e una naturale conseguenza del percorso istituzionale compiuto in questi mesi. Questo atto ci deve rinsaldare nelle misure che come sindaci stiamo mettendo in campo – atti e fatti – per sconfiggere il cancro della mafia che si è infiltrato nei territori emiliano-romagnoli.

Dalla decisione di costituirci parte civile al processo Aemilia, ai fondi stanziati per la costruzione dell’aula nel tribunale reggiano, dalla stipula di protocolli antimafia con la Prefettura sino al lavoro culturale nelle scuole e con le associazioni, gli strumenti che abbiamo concretamente varato vanno continuamente rinnovati e per quanto possibile aggiornati.

L’opera del comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza, sotto il coordinamento della Prefettura e al quale hanno preso parte i rappresentanti della magistratura, delle forze dell’ordine e degli enti locali – Provincia e Comune capoluogo – è stata scrupolosa e approfondita nel valutare l’importante lavoro svolto dalla commissione d’accesso sul Comune di Brescello e nel sostenere l’iniziativa conseguente del Prefetto di Reggio Emilia. Ora, a chiusura di questa iter, giunge la decisione del Consiglio dei ministri, coerente conseguenza del lavoro svolto, ognuno per la propria parte, dal sistema istituzionale.

La battaglia alla mafia che come  istituzioni stiamo conducendo non si ferma qui e proseguirà sino a quando non l’avremo estirpata. In queste settimane, come Comune di Reggio stiamo, a questo proposito, proseguendo nel percorso intrapreso, sia sul fronte delle white list, sia sul nuovo protocollo degli appalti.” Luca Vecchi, Sindaco di Reggio Emilia

ANDREA COSTA, SEGRETARIO PROVINCIALE PD: IL GOVERNO HA FATTO BENE, ORA COFFRINI RIFLETTA

“Il decreto di scioglimento di Brescello non giunge certo inaspettato. Crediamo che il nostro Governo abbia ben agito, esattamente nel solco tracciato a livello locale che ha portato alle dimissioni del sindaco e al commissariamento del Comune.

A Brescello serviva una iniziativa straordinaria, anche a tutela di chi ha operato al servizio del bene comune con onestà. Lo Stato ha scelto di esserci. Gli ‘ndranghetisti ora sanno che anche qui, davvero, non si scherza.

 

Le pulizie straordinarie di questo periodo di commissariamento saranno utili al futuro della comunità. C’è bisogno di voltare pagina e di pensare a un progetto nuovo. Innestandolo sulle gambe di chi ha dimostrato consapevolezza del problema e non ha paura di affrontarlo. Noi lo diciamo da subito: vogliamo essere di fianco ai brescellesi onesti per ricostruire, con loro, il futuro. Un futuro pulito e lontano da ombre, dove di nuovo Brescello sia il paese di Don Camillo e Peppone e non di Grande Aracri. Per questo già venerdì abbiamo scelto di far partire in paese la scuola di Legalità. Per questo nel fine settimana partirà la festa di Lentigione promossa dal Pd di Brescello.

Combatteremo la ‘ndrangheta come sappiamo fare: unendo la comunità – che ancora, forse, non si è resa conto – in questa battaglia. Crediamo che quanti in queste settimane pensavano addirittura di ricandidarsi, accusando il PD di avere ordito trame politiche ai danni dell’amministrazione uscente, abbiano adesso modo di riflettere su ben altri problemi. Non è più questione di opinioni”. Andrea Costa Segretario provinciale PD Reggio Emilia.

GIAMMARIA MANGHI: UNA NOTIZIA DOLOROSA, AUMENTANO LE NOSTRE RESPONSABILITA’

Lo scioglimento per mafia del Comune di Brescello, primo in Emilia-Romagna, è una notizia dolorosa, dinnanzi alla quale non possiamo sottrarci a ulteriori riflessioni e a nuove responsabilità sul tema della legalità, ma nemmeno dimenticare il cammino che tutta la comunità ha da tempo intrapreso per contrastare  ogni tentativo di infiltrazione.

In particolare, lo dico anche da pubblico amministratore della Bassa Reggiana della cui Unione Brescello fa parte, da oggi siamo chiamati ad innalzare ulteriormente il livello di guardia e a rafforzare il nostro impegno collettivo per aiutare la  comunità brescellese ad affrontare e superare questa delicata fase. In questo senso credo che l’Unione stessa possa svolgere un ruolo fondamentale.

Ma non dobbiamo dimenticare che la stessa decisione assunta oggi dal Consiglio dei ministri si basa sul serio lavoro coordinato dal prefetto Ruberto, anche attraverso la commissione d’indagine preposta, il cui lavoro è stato sottoposto al vaglio di un Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica al quale io e il sindaco Vecchi abbiamo partecipato. Questo – al pari della volontà di Provincia e di tanti Comuni reggiani, tra i quali lo stesso Brescello, di ribadire proprio in queste ore al processo Aemilia la costituzione a parte civile – dimostra come le istituzioni reggiane stiano collaborando in maniera alacre, costante e credibile per contrastare la mafia.

E al nostro fianco, come anche il recente Festival della legalità  “Noicontrolemafie” ha ribadito, c’è una cittadinanza attiva – a partire dai nostri giovani – capace di metterci la faccia e l’anima in una nuova lotta di resistenza alle mafie e alla loro cultura di prevaricazione e illegalità.

Lo scioglimento del Comune di Brescello ci sprona a proseguire insieme su questa strada: sulla collaborazione istituzionale per garantire ordine e sicurezza; sull’impegno culturale e formativo nei confronti di noi stessi e dei cittadini, a partire dai giovani; sui protocolli per la legalità che aiuteranno le pubbliche amministrazione a prevenire, nel quotidiano agire, ogni tentativo di infiltrazione.

Come recita proprio lo slogan di “Noicontrolemafie”, “Ci sono loro, ma ci siamo anche noi”. Abbiamo capito che la mafia c’è, ma c’è anche la  militanza di una intera comunità la cui reazione, insieme a quella delle istituzioni locali, è già cominciata: e questo ci rassicura sul fatto che Brescello, che l’intera provincia di Reggio Emilia ce la faranno, che il muro verrà eretto, che la mafia sarà fermata e sapremo costruire in modo sano il nostro futuro. Giammaria Manghi, presidente della Provincia di Reggio Emilia e dell’Unione dei Comuni Bassa Reggiana

ANDREA ROSSI: UNA FERITA STORICA, E’ TEMPO DI RIBADIRE MAI PIU’

Una ferita storica per la nostra comunità e il per il territorio regionale. Così il sottosegretario alla presidenza della Giunta regionale, Andrea Rossi, ha definito il commissariamento per mafia del Comune di Brescello.
La notizia mi rattrista moltissimo, come amministratore regionale e come ex primo cittadino – ha detto Rossi – In primo luogo perché la nostra Regione ha impostato la sua crescita e il suo sviluppo su un insieme di valori importanti, che derivano direttamente dalla Resistenza e dalla Costituente. In secondo luogo, perché la moralità, l’onestà e l’interesse al bene comune sono state, per generazioni, il filo conduttore dell’operato degli amministratori e dei politici che si sono succeduti alla guida di municipi, province e altri enti pubblici”.
L’inchiesta Aemilia ha restituito una immagine della nostra società inquinata dall’economia criminale di stampo ‘ndranghetista – continua il sottosegretario – Purtroppo non una sorpresa, per i tanti che in questi anni hanno denunciato l’insediamento aggressivo di organizzazioni malavitose sul nostro territorio, come denunciava la relazione della DIA al ministero dell’Interno nel 2008. Ma quella di Brescello è anche l’occasione per continuare a lavorare per l’affermazione di quei principi di legalità e attenzione su cui, da tempo, i tanti amministratori di questo territorio mai toccati da indagini o da avvisi di garanzia stanno insistendo”.
La Regione ha reso possibile il processo Aemilia nelle strutture del territorio con un impegno finanziario superiore al milione di euro. – ricorda Rossi –  Un segnale che non ci facciamo spaventare dalla presenza di persone non gradite, perché disoneste e criminali. Questa Regione, da tempo, è la terra dell’ospitalità e dell’accoglienza: non certo terra in cui le dinamiche mafiose prevalgono nelle relazioni tra individui, che siano esse sociali, politiche e economiche. Oggi abbiamo bisogno di ricompattare il fronte unito di coloro che lottano per respingere chi delinque”.
Bene ha fatto dunque il Consiglio dei Ministri, sulla base delle informazioni in suo possesso, a prendere questa non facile decisione – conclude Il sottosegretario Rossi – Non è il tempo delle divisioni. E’ il tempo in cui noi emiliano-romagnoli siamo chiamati a sconfiggere un male del nostro tempo come la mafia, tutte le mafie. E’ il tempo di dire, di ribadire ‘mai più’, perché questa sia la prima e ultima volta che un fatto di tale dimensione accada nella nostra terra”.

YURI TORRI (SEL): IL VELO E’ SQUARCIATO

“Brescello è il primo comune commissariato per mafia in Emilia-Romagna. Una notizia allo stesso tempo triste e grave, ma non inaspettata.

Come SEL-Sinistra Italiana siamo stati tra quanti hanno chiesto le dimissioni del sindaco, sapendo che non avrebbero risolto il problema, ma sarebbero state il segnale di un cambiamento di rotta. Un cambiamento sempre più urgente e necessario.

La mafia è anche in Emilia-Romagna, e oggi deve essere un giorno di riflessione, perché si reagisca con lucidità e determinazione. Il velo, tessuto tenacemente per nascondere il marcio, è stato squarciato. Tocca a tutti noi, nelle istituzioni e nella società lavorare, quotidianamente, perché quel velo non venga più ricucito”. Yuri Torri, consigliere regionale Sel
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