Blitz negli uffici dell’urbanistica
Il procuratore: “Niente da dire”

22/4/2016 – “Non ho niente da dire”. Questa la risposta del Procuratore della Repubblica Giorgio Grandinetti ai cronisti che intorno alle 12 gli hanno chiesto lumi sui sequestri di documenti effettuati tra martedì e ieri dalla Polizia Giudiziaria negli uffici del settore urbanistica del comune di Reggio Emilia, nel palazzo ex tribunale di via Emilia San Pietro. Un settore guidato dal 2006 al 204 (sino a quando il marito Luca Vecchi non è diventato sindaco della città) dalla dirigente Maria Sergio, il cui nome ricorre di continuo da gennaio in inchieste giornalistiche (dall’acquisto della casa di Masone ai piani urbanistici in cui sono rappresentati interessi di suoi parenti costruttori) come in informative dei carabinieri, dell’Aisi e dell’ex Questore agli atti del processo Aemilia.

Il procuratore capo di Reggio Emilia Giorgio Grandinetti

Il procuratore capo di Reggio Emilia Giorgio Grandinetti

Insomma, il mistero resta fitto. La risposta di Grandinetti lascia ai giornalisti solo tutto l’onere di ipotesi e congetture: la più probabile è che l’acquisizione di documenti, che riguarderebbe pratiche urbanistiche del passato, sia stato ordinato o da un’altra Procura della Repubblica o dalla Direzione distrettuale antimafia di Bologna, alla quale Grandinetti nel 2013 inviò un’informativa dei Carabinieri molto articolata, in cui si parlava di un’indagine sul traffico d’informazioni che avrebbe favorito determinati impresari edilizi. Secondo i carabinieri Maria Sergio era uno dei “principali indagati”, tuttavia Grandinetti ha smentito tale circostanza, affermando che tre persone risultano indagate, ma tra queste non figura la moglie del sindaco.

Il Procuratore  ha anche accennato all’inchiesta sul Catasto e le presunte corsie preferenziali è per determinati imprenditore, che avrebbero beneficiato di consistenti riduzioni dei valori catastali su immobili di nuova costruzione. Grandinetti ha ribadito che dai vecchi esposti dell’ex direttore della sede reggiana, Potito Scalzulli, non emergerebbero notizie di reato, mentre diverso è il discorso per la fase più recente delle indagini, in cui è stato ascoltato il sindaco di Castelnovo Monti Enrico Bini, che con le sue dichiarazioni ha fatto riaprire l’inchiesta.

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Una risposta a 1

  1. Era ora Rispondi

    23/04/2016 alle 09:48

    E ora ?
    Vedremo..

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