Banco Cooperativo Emiliano, stipendi ridotti del 10%
Le Bcc in soccorso della banca reggiana con 20 milioni di euro

24/4/2016 – I dipendenti del Banco Emiliano rinunciano al 10% delle retribuzione per almeno dodici mesi: accordo in questo senso è stato firmato alla vigilia dell’assemblea di bilancio, dove questa mattina è stato approvato un bilancio di austerità che, come  noto, si è chiuso con 11,5 milioni di euro di perdite a seguito della ripulitura dei conti dai crediti deteriorati (svalutazioni per 70 milioni in tre anni).

Questa riduzione, una specie di contratto di solidarietà, permette di non procedere a tagli del personale e comunque costituisce il sostanzioso contributo dei dipendenti e delle loro famiglie  al piano industriale dell’istituto reggiano, che prevede una diminuzione dei costi di 5 milioni in tre anni e il contestuale incremento degli introiti per due milioni. Ci si aspetta naturalmente che un taglio analogo sia operato sugli emolumenti degli amministratori.

L’assemblea di oggi, nella parte straordinaria, ha anche approvato il cambio di nome: da oggi l’istituto si chiama “Banco Cooperativo Emiliano”. “Non una semplice sottolineatura – ha detto il presidente Giuseppe Alai , – ma l’esplicitazione ulteriore di una natura e di una missione e, contemporaneamente, un modo per evidenziare una distintività che non risiede nella sola indicazione di collocazione geografica, peraltro in uso da parte di altre banche e, perciò, possibile fonte di confusione”. In realtà c’è di mezzo anche un conflitto con il Credem (Credito Emilia),la banca reggiana guidata da Giorgio Ferrari e quotata a Piazza Affari, che ha sollevato con forza il problema dell’assonanza tra i due nomi, che potrebbe indurre in inganno la clientela e il mercato.

L’assemblea di Banco Cooperativo Emiliano ha richiamato nei locali delle Fiere di Reggio Emilia oltre quasi 1.500 soci (cui se ne sono aggiunti oltre 870 presenti per delega).

Il bilancio 2015 si è chiuso con una raccolta complessiva di 1,789 miliardi di euro (1,26 miliardi di raccolta diretta, in lieve flessione, e oltre 500 milioni di raccolta indiretta, in sensibile incremento ) e 1,078 miliardi di impieghi.

Il capitale sociale, contemporaneamente, è salito a 39,5 milioni (+2,06% rispetto al 2014), mentre i soci (che ad oggi ammontano a 20.101 unità), alla fine del 2015 si sono portati a 19.797 rispetto ai 18.587 del 2014, con una crescita di 1.210 unità in un solo anno.

I 1.761 soci presenti al voto (saliti poi a oltre 2.000 in sede straordinaria) si sono espressi sul bilancio con 1.707 voti favorevoli, 39 contrari e 15 astenuti.

Sempre nel 2015 Banco Emiliano ha assicurato oltre 300 mila euro di interventi a sostegno di realtà del volontariato, della scuola, dello sport, della cultura e della sanità presenti nelle sue aree di competenza e per iniziative a favore dei soci.

Il Total Capital Ratio (l’indice di sicurezza basato sulla complessiva consistenza patrimoniale della banca a copertura dei rischi assunti) si è attestato all’11,91%, valore superiore a quanto richiesto dalla BCE.

“Si tratta – ha detto in Assemblea il presidente Giuseppe Alai – di dati che confermano la solidità, la sicurezza e la validità del percorso di crescita di Banco Emiliano, il cui risultato d’esercizio presenta però un valore negativo legato ad una serie di fattori straordinari che hanno influito sensibilmente sul bilancio”.

Al proposito, Alai ha ricordato il peso delle cifre restituite a clienti dell’ex Banca di Cavola e Sassuolo in quanto impropriamente incassate tra il 2009 e il 2013 a seguito di modifiche unilaterali dei tassi e i quasi 4,3 milioni che Banco Emiliano ha indirizzato ad interventi di solidarietà interbancaria a seguito della crisi di alcune Bcc, tre Banche popolari e una Cassa di Risparmio.

Con l’aggiunta delle prudenziali svalutazioni su crediti deteriorati, prevalentemente legati al comparto edilizio, il bilancio si è così chiuso con una perdita pari a 11,494 milioni.

“Un risultato – ha ribadito Alai in Assemblea – che comunque non incide in alcun modo sulla riduzione del patrimonio complessivo dell’Istituto”.

“Tutto questo – ha spiegato Alai – grazie all’intervento messo in atto dalle Bcc dell’Emilia-Romagna (20 milioni complessivi, di cui 10 già giunti a Banco Emiliano e 10 in arrivo a giugno) a seguito dell’apprezzamento degli interventi messi in atto a fronte degli elementi di criticità riscontrati nel periodo post fusione, che hanno consentito di evitare che si generassero problemi rilevanti in una parte importante dell’economia locale, ma hanno anche scongiurato il rischio di un carico ben più pesante per le Bcc dell’Emilia-Romagna, che in virtù della solidarietà interna al sistema (tale per cui nessun cliente di Bcc ha mai perso un solo euro) sarebbero state chiamate ad un intervento assai più consistente, se si considera il fatto che in tre anni, dopo la fusione che ha dato vita a Banco Emiliano,  abbiamo effettuato svalutazioni per 70 milioni di euro”.

L’Assemblea di Banco Emiliano ha approvato anche modifiche statutarie (essenzialmente il cambio di denominazione) con 2.331 voti favorevoli e 14 contrari, procedendo inoltre al rinnovo del Consiglio di amministrazione (passato da 13 a 7 componenti), che nella prima seduta procederà alla

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