Canatagalli amaro dopo la sconfitta della Conad:”Non abbiamo chiuso il 4° set concedendo a Vibo la rimonta”.

16/04/2016 – Il day after della Conad Volleu Tricolore è intriso di amarezza mischiata ad orgoglio per la prestazione super sfoderata dalla squadra contro la capolista della regular season.

E’ difficile sorridere dopo una partita persa così. Da 2-0 a 2-3, con l’ooportunità di chiuderla al quarto set sul punteggio di 23-20. Dura da digerire. C’è tanta amarezza in casa Conad per la sconfitta contro Vibo Valentia ieri sera nella gara-2 della semifinale play off al PalaBigi che porta la serie sul 2-0. Ma c’è anche tanto orgoglio e soddisfazione per una prestazione straordinaria offerta dalla squadra e che il pubblico ha apprezzato tantissimo, tifando e applaudendo come non mai. Ma ora c’è un’altra partita ancora, gara 3, mercoledì sera alle 20,30 a Vibo Valentia (diretta SporTube). L’ultima possibilità per riaprire la serie.

Coach Luca Cantagalli.

Coach Luca Cantagalli.

Coach Luca Cantagalli si dice orgoglioso dei suoi ragazzi. “Abbiamo disputato una bellissima partita, fin dall’inizio gara. Forse la più bella dell’annata. È stata una partita tirata, tutti i set sono praticamente finiti ai vantaggi. Nel quarto set siamo un po’ mancati, la gara era quasi vinta ma l’esperienza alle volte di alcuni giocatori molto giovani può pagare. E concedere queste occasioni a squadre come Vibo, poi si paga. Ma dobbiamo essere soddisfatti della nostra partita, spero che il pubblico si sia divertito e ora non me la sento di recriminare sugli episodi o su altro. Bisogna essere onesti nel dire che abbiamo giocato bene contro una squadra attrezzata per vincere il campionato bravi a tenere testa. Non dobbiamo essere rammaricati più di tanto perché abbiamo fatto una grande partita; certo poteva esserci un risultato diverso, avevamo la partita in mano. Capita nella pallavolo che quando ti rilassi, gli altri facciano cose straordinarie e si perde. Cerchiamo di raccogliere quel po’ di forze mentali e soprattutto fisiche che ci restano e andiamo a fare partita di grande intensità a Vibo mercoledì. Poi chissà che non torneremo qui a Reggio a giocarci un’altra opportunità in casa. Ho detto ai ragazzi di giocarcela fino in fondo e di non uscire dal campo con dei rimpianti. Oggi l’unico è stato quello di non essere riusciti a chiudere il quarto set, non certo di aver giocato male”.

Nei giocatori, il volto non è proprio quello felice. Ma c’è tanta voglia di ripartire e di reagire con rabbia già mercoledì. Insomma, non è ancora finita. A dare la scossa è il “Pirata” Davide Benaglia che ieri sera ha messo a segno 14 punti, sfornando una delle sue migliori prestazioni stagionali, a tratti inarrestabile, devastante a muro e negli attacchi in primo tempo. “Abbiamo giocato punto a punto contro una squadra di altissimo livello e anche noi lo siamo. Ci è andata male, loro hanno un gioco fantastico. Non recrimino nulla ai miei compagni, abbiamo giocato da grande squadra, ma ci vuole anche un po’ di fortuna. Bisogna essere positivi, c’è gara-3, loro sono avanti 2-0 e la serie è ancora aperta. Vibo è un campo tosto, però all’andata ce la siamo giocata nonostante nel primo set abbiamo avuto un po’ di timore. Noi non abbiamo più nulla da perdere. O vinciamo o andiamo a casa, ma daremo il massimo questo è sicuro”.

Anche Giulio Silva, lancia la sfida e vuole riaprire la serie. “E’ stata una partita di altissimo livello sia a livello tecnico sia a livello di intensità. Eravamo sopra 2-0 e 23-20 nel quarto set, abbiamo dimostrato che con questa squadra arrivata prima in regular season ce la giochiamo alla pari, non c’è una grande differenza tra loro e noi. Ci è mancata la lucidità nei momenti chiave del match. Non è facile digerire questa sconfitta, l’amarezza è tanta, il dispiacere di più. Ma dobbiamo cercare di cancellarla alla svelta e trovare energie fisiche, ma più che altro mentali per andare a Vibo e giocare un’altra grande partita. Abbiamo l’obbligo di provarci. Sarà una battaglia e speriamo di portare a casa una vittoria e di riportare la serie a Reggio. Abbiamo visto che se li riportiamo a giocare qui, tremano anche loro…”.

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