Affari sporchi, dopo gli uffici urbanistici blitz delle Fiamme Gialle anche al Catasto di Reggio

27/4/2016 – Si precisano i contorni del blitz della Guardia di Finanza negli uffici del settore urbanistica ed edilizia del comune di Reggio Emilia. Martedì scorso, oltre ad aver sequestrato una mole di documenti nel palazzo dell’ex Tribunale in via Emilia San Pietro, le Fiamme Gialle sono andate anche al Catasto di via Regina Elena per acquisire atti e documenti “paralleli” a quelli del Comune.

Si tratta dunque dell’inchiesta aperta dal procuratore di Reggio Emilia Grandinetti sulle presunte irregolarità avvenute al Catasto tra il 2008 e il 2013 e denunciate in ben sette esposti dall’ex direttore Potito Scalzulli. Esposti finiti in archivio, ma che Grandinetti ha ripreso in mano in un fascicolo per l’ipotesi di reato di abuso d’ufficio,  al momento senza indagati, dopo le dichiarazioni di Enrico Bini, sindaco di Castelnovo Monti ed ex presidente antimafia della Camera di commercio.  Bini aveva invitato la magistratura reggiana a cercare proprio al Catasto la chiave di ciò che accadde a Reggio negli anni del sacco edilizio.

Scalzulli avrebbe rilevato casi eclatanti di calcoli errati (pare anche la metà del dovuto) nelle rendite catastali degli immobili: a beneficiare del trattamento privilegiato erano sempre le stesse persone.

Potito Scalzulli e Enrico Bini

Potito Scalzulli e Enrico Bini

A questo punto l’indagine si intreccia con Aemilia: l’acquisizione di documenti mira a chiarire la portata delle denunce di Scalzulli, ma anche a capire se i beneficiari del trattamento di favore non figurino oggi nel maxi processo al clan Grande Aracri e dintorni. Se vi siano connessioni con i piani urbanistici e le delocalizzazioni alcentro delle rivelazioni dei media, ma anche delle informative depositate agli atti del processo Aemilia. E’ possibile che gli atti sequestrati riguardino anche imprese o persone sottoposte a suo tempo a interdittiva antimafia.

Oggi, Potito Scalzulli dichiara alla Gazzetta di Reggio di essere pronto a parlare al processo Aemilia: “Ho seguito le sentenze del rito abbreviato. Adesso se hanno voglia di chiedermi qualcosa, ho tutto il tempo per raccontare nel procedimento in corso a Reggio”.

“Io ho presentato sette esposti – spiega l’ex direttore del Catasto, che ora è in pensione ed è assessore a Galeata (Forlì) – Il primo dopo alcune lettere anonime costruite per accusarmi di reati contro la pubblica amministrazione. Ho avuto l’obbligo di fare un esposto per difendermi, contro anonimi e cotnro chi favorisce queste lettere. Glialtri espostisono stati una conseguenza: vediamo come andrà a finire. L’ultimo l’ho presentato nel 205, quando ormai ero in pensione”.

E ancora: “Ho fatto nomi e cogmoni. Negli esposti viene descritto un quadro ampio, diventato sempre più preciso e obiettivo. E’ come se avessi costruito un unico fascisolo in sette capitoli. Un quadro che interessa proprietà sparse in diverse zone della provincia. vedremo se dietro a quello che ho denunciato c’era un sistema preciso”.

 

 

 

 

 

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Una risposta a 1

  1. CHE SCHIFO Rispondi

    27/04/2016 alle 15:58

    Non c’è limite al peggio.

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