Aree, favoritismi, traffico d’informazioni: bufera su Maria Sergio
Su di lei anche un’informativa dei servizi segreti

Il procuratore capo Giorgio Grandinetti

Il procuratore capo Giorgio Grandinetti

13/4/2016Maria Sergio, moglie del sindaco Luca Vecchi e dirigente sino al 2014 del settore urbanistico del comune di Reggio Emilia, sarebbe al centro da una decina d’anni di una o più indagini relative essenzialmente, ma non solo, a un traffico d’informazioni sul cambiamento di destinazione d’uso di importanti lotti di aree edificabili.

Maria Sergio

Maria Sergio

Sarebbe, o sarebbe stata coinvolta nelle indagini relative all’operazione Brick sulla delocalizzazione Act in via Settembrini (ma curiosamente il procuratore della Repubblica Grandinetti smentisce) e nell’inchiesta sfociata in segnalazione all’autorità giudiziaria sulla vendita dell’area ex casello A1 all’Immobiliare NordEst che ha coinvolto esponenti del Partito Democratico, in primis l’attuale sindaco Luca Vecchi e l’ex prosindaco Ugo Ferrari, per lungo tempo assessore all’urbanistica nelle Giunte Delrio. E non è tutto: si sarebbe occupato di Maria Sergio anche l’Aisi, il servizio segreto interno, in quanto l’avvocato Domenico Grande Aracri, fratello del boss di Cutro Nicolino Grande Aracri e lui stesso imputato nel processo Aemilia, avrebbe millantato l’amicizia della Sergio per far ottenere a un imprenditore edile degli appalti nella ricostruzione post-sisma emiliano.

C’è questo e molto altro ancora in un esplosivo rapporto dei Carabinieri del 28 gennaio 2013 che il procuratore di Reggio Emilia Giorgio Grandinetti ha inviato alla Direzione distrettuale Antimafia di Bologna in data 28 gennaio 2013, e che è diventato pubblico con gli atti del processo Aemilia messi a disposizioni della parti.

A rivelare l’esistenza e il contenuto di questa nota dei Carabinieri è il Carlino Reggio di oggi.

L’INDAGINE BRICK

“Maria Sergio – si legge si legge nel rapporto passato alla Dda – “è una dei principali indagati nel procedimento penale numero 902/06 modello 21 della procura della repubblica presso il tribunale di Reggio Emilia (riferito alla citata indagine Brick) iscritto per i reati di corruzione e abuso d’ufficio”.

Tuttavia sempre al Carlino, il procuratore Grandinetti ha smentito la circostanza, precisando inoltre  che il fascicolo dellindagine Brick non è ancora chiuso: “Maria Sergio non è mai stata indagata in questa inchiesta – ha detto il Procuratore di Reggio Emilia al Carlino Reggio –  Nasce da un procedimento della Dda e non è mai stato iscritto nei confronti di Maria Sergio. Sono iscritti invece altri tre soggetti”. “I carabinieri evidentemente in base alle loro denunce, alle loro informative ritenevano… – ha aggiunto –  Io trovo qui un appunto dove parliamo di un’operazione speculativa della pratica di delocalizzazione di Act”. E cita: ” “Non sono state evidenziate contiguità penalmente significative tali da non potersi… Non potendosi considerare qualche raro riferimento specifico alla dirigente del comune e al vicesindaco, per altro non sfociate in concrete attività da parte di questi ultimi”. Quindi non è mai stata iscritta”.

Una questione evidentemente da chiarire: perchè i Carabinieri affermano che Maria Sergio è indagata e Grandinetti (che pure ha inviato quell’appunto alla Dda) e Grandinetti no? Vedremo.

Antonella De Miro, oggi prefetto di Palermo,col sindaco Luca Vecchi

Antonella De Miro, oggi prefetto di Palermo,col sindaco Luca Vecchi

Ma torniano alla nota dei carabinieri: vi si fa riferimento alla delocalizazione Act in via Settembrini, ma si parla anche di altro, in particolare di attività investigative svolte tra il 2006 e il 2008 che “hanno permesso di conseguire positivi riscontri probatori sul comportamento illecito tenuto da alcuni funzionari delle locali amministrazioni comunale e provinciale (tra cui Maria Sergio) per favorire imprenditori di questa provincia nell’acquisire unità immobiliari ritenute strategiche“.

TRAFFICO DI INFORMAZIONI SULLE AREE?

Sarebbero avvenute anche delle intercettazioni, e da esse come da ulteriori riscontri (sermpre secondo la nota dei carabinieri) sarebbe emerso che  “l’illecito si concretizzava nel fornire in anticipo agli imprenditori favoriti informazioni sulle decisioni in itinere da parte dell’amministrazione comunale reggiana riguardanti i cambi di destinazione d’uso di terreni che da agricoli venivano resi commerciali, agevolando così acquisiti a basso costo di vasti appezzamenti di terreni che, in breve tempo, aumentavano notevolmente il proprio valore di mercato”.

La dirigente comunale, sempre secondo  la nota , sarebbe “la funzionaria che costituirebbe uno dei contatti dei fratelli Salvatore e Roberto Turrà (quest’ultimo imputato in Aemilia, ndr.)  per ottenere il rilascio di concessioni, autorizzazioni e appalti in favore di imprese edili riconducibili a personaggi di origine calabrese”. E’ bene ricordare che invece, secondo Grandinetti, in tale procedimento Maria Sergio non è iscritta nel registro degli indagati.

L’AFFAIRE DELL’AREA EX CASELLO A1

Maria Sergio ha poi lasciato la dirigenza del servizio edilizia a Lorena Belli per “questioni di opportunità”. Motivo: la vendita da parte del Comune dei tereni ex casello A dell’area nord che si trovano a ridosso della stazione Mediopadana. “In questa vicenda – continuano i carabinieri nella nota citata dal Carlino Reggio  – attraverso un complicato giro di società, tra cui la Immobiliare Nord Est spa, erano coinvolti vari esponenti del Partito Democratico reggiano, in primis proprio Luca Vecchi e, per quel che concerne l’amministrazione comunale di Reggio Emilia, l’assessor Ugo Ferrari e la funzionaria Maria Sergio”. La vicenda del 2010 sarebbe stata anche segnalata all’autorità giudiziaria. All’epoca della vendita, Luca Vecchi – capogruppo del Pd in Comune – era anche il presidente delcollegio sindacale dell’Immobiliare Nord Est. Il sindaco Delrio, col placet della giunta, fece causa per un milione di euro al giornalista e al giornale che rivelarono l’affare. La causa fu ritirata dal comune alla vigilia delle elezioni amministrative 2014, in cui Luca vecchi era candidato sindaco.

RIVELAZIONI DEI SERVIZI SEGRETI

E’ singolare il fatto che di Maria Sergio si sia occupato anche L’Aisi, il servizio di informazioni interno. Ne fa riferimento sempre la nota dei carabinieri inviata da Grandinetti alla Dda il 28 gennaio 2013, vale a dire due anni prima l’operazione Aemilia.

I carabinieri fanno riferimento, quasi “fuori sacco”, a una nota informativa dell’Aisi “pervenuta nei giorni scorsi a questo comando”.

Ecco cosa scriveva l’Aisi, che evidentemente si era già occupato in precedenza di Maria Sergio.

L’AMICIZIA MILLANTATA DA DOMENICO GRANDE ARACRI

“A ulteriori riscontri del quadro indiziario già fornito sul conto di Maria Sergio, dirigente del servizio pianificazione e qualità urbana del Comune di Reggio Emilia si è appreso che l’avvocato Domenico Grande Aracri, fratello del capo cosca Nicolino Grande Aracri avrebbe Fornito all’imprenditore edile…. rassicurazioni in ordine all’assegnazione di appalti per i lavori di ricostruzione post-terremoto in Emilia Romagna, affermando di poter contare sull’amicizia della citata Sergio.

Quest’ultima infatti, quantunque decaduta dal 2010 per questione di oportunità dall’incarico di dirigente del servizio edile municipale – attualmente affidato a Lorena Belli – continuerebbe ad esercitare in virtù del suo ruolo di controllo sulla pianificazione urbanistica, una forte influenza sull’attività del comparto edilizio”.

 UNA DELOCALIZZAZIONE AD HOC PER LA EDIL PAPALEO?

In particolare, l’Aisi parla di presunti “favoritismi della Sergio” di cui avrebbe beneficiato “l’imprenditore edile cutrese Gaetano Papaleo (deceduto, ndr.)) la cui moglie Maria Lucente è nipote del defunto capo cosca Antonio Dragone“, sempre per una delocalizzazione “predisposta ad hoc dalla stessa Maria Sergio, la quale per occultare il suo intervento avrebbe fatto firmare le relative documentazioni a Lorena Belli“.

Il riferimento è a un terreno in largo blasetti inserito nel Rue del 2009. In quel caso “sarebbe stata rilasciata concessione edilizia alla Edil Papaleo ancora prima dell’approvazione,da parte della commissione edilizia, della variante di destinazione d’uso e senza che fossero previste le opere di ubanizzazione”.

GIOCHI DI PRESTIGIO CON UN TERRENO NON EDIFICABILE

Sempre l’Aisi informa che “Maria Sergio avrebbe favorito l’inserimento nel suddetto Rue di un terreno non edificabile ubicato a reggio in via Tassoni – già di proprietà del geometra…. , “professionista a disposizione” dei soggetti continfui ad ambienti criminali calabresi. terreno reso “edificabile” senza richiesta di variante alla destinazione d’uso, attraverso una fraudolenta manomissione del relativo incarico”. Il terreno sarebbe stato poi  ceduto a un’azienda di costruzioni.

(Pierluigi Ghiggini)

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4 risposte a Aree, favoritismi, traffico d’informazioni: bufera su Maria Sergio
Su di lei anche un’informativa dei servizi segreti

  1. Santamaria pregapernos.. Rispondi

    14/04/2016 alle 12:13

    Pregate pregate …Giorgio Grandinetti ve le ha mandate..

  2. Fausto Poli Taneto Rispondi

    14/04/2016 alle 22:40

    Difficile smentire i vari faldoni con le testimonianze.

    Carta canta, villan dorme.

    Pero’, neppure Hitchcok avrebbe pensato a tutto sto guazzabuglio.

    Diabolik al confronto e’ puffo brontolone.

    Certo che chi sta tirando le fila di tutto sto casino, e’ ben protetto.

    Con tutto questo materiale, ci stanno almeno 2000 puntate di Bruttiful in salsa padana”. E gli onesti ? La prendono sempre la’, in quel ….. Sempre piu’ convinto che conviene dare piu’ risalto ai reggiani onesti. Onesta’ non e’ una brutta parola, nemmeno ad un funerale……..

    • Bruttiful Rispondi

      15/04/2016 alle 10:54

      Vero Poli!
      Non c’è limite al bruttiful 😉

  3. Francesco Basenghi Rispondi

    15/04/2016 alle 00:01

    “Sarebbe, o sarebbe stata coinvolta nelle indagini relative all’operazione Brick sulla delocalizzazione Act in via Settembrini”

    Ma c’è stata o non c’è stata coinvolta?
    Scusate, ma siete giornalisti o perpetue?
    “Sarebbe, o sarebbe stata” non vuole dire un cazzo
    Anche voi che scrivete “sareste, o sareste stati” falsi testimoni del fatto.
    Pusillanimi.

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