Giro di usura con interessi del 1.400%: arrestati impresario cutrese e intermediario reggiano
In venti giorni tremila euro diventavano diecimila

1/4/2016 – Un giro di usura con interessi anche del 1.400% è stato stroncato dai Carabinieri  attraverso un’operazione condotta dall’aliquota operativa della Compagnia di Reggio Emilia insieme ai colleghi delle stazioni di Cavriago, Bibbiano e Sant’Ilario d’Enza. Con l’accusa di usura e estorsioni sono finiti agli arresti domiciliari un artigiano edile cutrese di 47 anni e un intermediario reggiano di 50, in esecuzione di un’ordinanza del Gip di Reggio Luisa Serranti, sulla base delle risultanze investigative dei Carabinieri.

Il giro potrebbe rivelarsi grosso, anche se al momento sono due i casi attribuiti con certezza al “gatto e la volpe”: un commerciante della provincia  in difficoltà economiche e – caso particolarmente odioso – un cittadino albanese malato di ludopatia che doveva far fronte a debiti di gioco. Accusa di tentata estorsione, inoltre, per le minacce di morte rivolte a un altro albanese per costringerlo a restituire subito una somma di denaro.

 

Carabinieri: da sinistra il capitano Fabio Gentilini, il capitano Giuseppe Nardò e il maresciallo Vincenzo Restivo

Carabinieri: da sinistra il capitano Fabio Gentilini, il capitano Giuseppe Nardò e il maresciallo Vincenzo Restivo

L’operazione è stata illustrata nel corso di una conferenza stampa tenuta al comando provinciale Carabinieri dal capitano Fabio Gentilini, comandante dell’Aliquota operativa, dal capitano Giuseppe Nardò comandante della compagnia di Reggio Emilia e dal maresciallo Vincenzo Restivo, comandante della stazione di Cavriago.

Perchè è in piazza a Cavriago che è cominciata tutta la storia, il 13 febbraio scorso, con litigio furibondo fra tre persone, che poi si è scoperto essere il  commerciante usurato, l’usuraio cutrese e l’intermediario (il “professionista” che procacciava le vittime da scuoiare) di Reggio Emilia. Sulle prime era sembrato uno dei soliti litigi per futili motivi, ma il maresciallo Restivo ha cominciato a indagare sino a quando non si è scoperto che in gennaio il commerciante indebitato aveva ottenuto dal cutrese, complice l’intermediario, una somma di tremila euro che dopo venti giorni erano diventate diecimila, quindi con un tasso del 1.400%. L’esercente ha versato 1.500 euro, che gli usurai hanno considerato non come restituzione parziale del capitale, ma come primo versamento degli interessi maturati. Il poveretto inoltre era stato minacciato a più riprese perchè versasse l’intera somma, interessi cmpresi: evento quest’ultimo – sottolineano i Carabinieri – che non si è verificato per fatti indipendenti dalla volontà degli indagati” Inoltre il cutrese, al fine di darsi una copertura, aveva emesso fattura per diecimila euro nei confronti dell’usurato per ipotetici lavori di ristrutturazione della sua abitazione, in realtà mai avvenuti.

Il capitano Giuseppe Nardò

Il capitano Giuseppe Nardò

E infatti, il giorno dopo la lite, il cutrese si è presentato ai carabinieri di Cavriago per querelare la sua vittima, mostrando la fattura da diecimila euro non pagata. Ma sono bastate poche domande e una visita all’abitazione per capire che il cutrese non aveva mai messo piede in quella casa, e che sotto il litigio avvenuto in piazza c’era ben altro.

Così le indagini e le intercettazioni operate dall’Aliquota operativa hanno permesso di  scoprire il giro fetente di usura, compresa la storia del disgraziato albanese, malato di gioco, che aveva ottenuto in prestito mille euro per restituirne 1.800 in varie scadenze fissate con precisione, dopo 25 giorni. Bastavano due giorni di ritardo per far scattare altri interessi astronomici.    I nomi degli arrestati non sono stati resi noti, segno che le indagini proseguono probabilmente per verificare altri casi anche se – ha sottolineato il capitano Nardò – al momento non sono emersi legami nè con altri personaggi del giro usuraio nè con la criminalità organizzata.

Ancora una volta, i Carabinieri raccomandano a chi dovesse finire nella rete degli usurai, di rompere la cappa della paura e di denunciare subito la loro situazione.

“Ci rivolgiamo alle altre vittime – afferma in proposito il comandante provinciale dei Carabinieri di Reggio Emilia, colonnello Antonino Buda  –  invitandole a parlare e a denunciare questi gravi reati. Solo così si potrà liberare il campo da questo fenomeno delittuoso che, lo ricordiamo sempre, è estremamente diffuso nel nostro territorio a fronte di denunce che sono veramente poche”.

E’ il caso di ricordare inoltre, che per le imprese esiste lo sportello antiusura, con una linea telefonica riservata.

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Una risposta a 1

  1. Fausto Poli Taneto Rispondi

    02/04/2016 alle 13:54

    Ecco, anche da questa vicenda, si comprende come possano essere nati degli accordi malavitosi a Reggio Emilia, da 30 anni a questa parte.

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