Vergogna a Scandiano
Disabile grave fa anticamera in ospedale per 40 minuti battendo la testa contro il muro
E la visita salta perchè la dottoressa “deve andare via”

4/3/2016 – All’ospedale di Scandiano è accaduto qualcosa che non doveva accadere: un ragazzo autistico di 23 anni in gravi condizioni  ha atteso inutilmente una visita programmata da tempo. L’appuntamento era per le 9,30, ma Daniel, accompagnato dai genitori. è stato costretto a fare anticamera per almeno 40 minuti senza un motivo, nonostante le sue condizioni assolutamente non lo permettessero: continuava a battere la testa contro il muro. Poi la beffa: solo alle 10,20 si è affacciata la dottoressa che avrebbe dovuto visitarlo, dicendo però di avere “solo cinque minuti”, perchè alle 10,30 doveva andare via. A quel punto il padre del giovane ha lasciato l’ospedale ed è andato a presentare denuncia ai Carabinieri.

Ma è solo l’epilogo di una storia di ordinaria burocrazia che ha trasformato in un calvario il diritto a cure urgenti.

Racconta Roberto Vassallo, per lungo tempo presidente dell’associazione reggiana Aut Aut che sostiene le famiglie con figli autistici: “Daniel (il figlio, ndr) ha da tempo delle crisi di violenza, e soprattutto per mia moglie questa  situazione è diventata insostenibile: dopo aver atteso venti giorni, abbiamo ottenuto un appuntamento all’ospedale di Scandiano per venerdì 26 febbraio. Ma quando siamo arrivati la dottoressa non c’era,  così hanno spostato l’appuntamento alle 9,30 del 4 marzo, cioè oggi. Sono stati giorni d’inferno, può immaginarlo, ma finalmente questa mattina Daniel, mia moglie e io alle 9,30 eravamo davanti all’ambulatorio. Però nessuno si è fatto vivo, e più passava il tempo più le crisi di Daniel diventavano ingestibili. Una situazione praticamente fuori controllo, con nostro figlio che batteva la testa contro il muro, sino a quando finalmente alle 0,20 si è affacciata una dottoressa chiedendo la ragione del  frastuono. Dopo una breve discussione – aggiunge Vassallo – la dottoressa ha detto che sarebbe uscita per un impegno alle 10, 30. Erano già le 10,25: che visita avrebbe potuto fare? A qual punto siamo venuti via. Io sono andato a chiedere una appuntamento al direttore dell’ospedale, poi dai Carabinieri per la denuncia”.

Si attendono chiarimenti dall’Ausl e soprattutto un serio impegno perchè situazioni del genere non si verifichino più.

 

 

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