Vecchi: “Basta fango contro di me, ora querelo” E ai 5 Stelle: “State sereni”

3/3/2015 – “Vittima da troppe settimane di uno stillicidio infamante e aggressivo“. Il sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi ha reagito con durezza agli articoli sulla “scorta – non scorta”, o “scorta bufala”, affermando che non si è inventato lui l’accompagnamento da parte di un vigile urbano, ma è stata una raccomandazione di “chi di dovere” scaturita dalla riunione del comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico del 2 febbraio. Il primo cittadino invita renzianamente i 5 Stelle, che hanno presentato esposti alla Procura e alla Corte dei Conti, a “stare sereni“.

Il ministro Graziano Delrio col sindaco Luca Vecchi

Il ministro Graziano Delrio col sindaco Luca Vecchi

E annuncia  “ulteriori azioni” di carattere legale a “fronte di uno stillicidio infamante e aggressivo che si protrae da troppe settimane nel quale, secondo alcuni, ogni pretesto è utile per azionare la macchina del fango”. Ciò significa che denunce e/o querele sono già partite? E nei confronti di chi? Il metodo comunque non è nuovo, ed è già stato praticato pesantemente dal predecessore di Vecchi, Graziano Delrio.

Vecchi ha diramato la sua dichiarazione ieri sera alle 19,41 attraverso il portavoce Giovanni Vignali: solo venti minuti prima la Prefettura era arrivato ai media un comunicato in cui la Prefettura di Reggio Emilia ha confermato di non aver deciso alcuna scorta per Vecchi, ma che il comitato provinciale Sicurezza ha deliberato misure di intensificazione della vigilanza, e che comunque l’accompagnamento del sindaco da parte di un vigile urbano, al fine di segnalare alle forze dell’ordine la presenza di persone sospette, è stato raccomandato dal Comitato stesso: “Si è concordato – ha scritto la Prefettura- che, considerato l’incarico istituzionale del medesimo, si dovessere raccomandare l’uso di una autovettura di servizio per i suoi spostamenti lavorativi e che in tali occasioni fosse preferibile che egli venisse accompagnato da un operatore della Polizia Municipale . Una soluzione, per così dire, all’italiana: appunto la “scorta-non scorta” gestita in house dal Comune. Comunque sia ora sappiamo non è stata un’invenzione del sindaco Vecchi ma, appunto, della Prefettura come misura  preventiva “blanda” dopo la lettera dal carcere di Pasquale Brescia.

LA NOTA DEL SINDACO LUCA VECCHI

“Nel comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza del 2 febbraio 2016, a seguito della lettera intimidatoria di un imputato per mafia – scrive il primo cittadino di Reggio Emilia –  il confronto con gli organi competenti ha sottolineato l’esigenza di rafforzare la vigilanza su alcune situazioni che mi coinvolgono come sindaco. La decisione, anticipatami sinteticamente, è stata discussa in una sessione dedicata alla quale non ho partecipato, come già comunicato il giorno stesso.

Non è di mia pertinenza sapere quali e quante pattuglie delle forze dell’ordine sorveglino i luoghi che frequento. In quella sede però la raccomandazione che è stata esplicitata da chi di dovere, sia al sottoscritto che ai miei collaboratori, è stata quella di prevedere anche un accompagnamento da parte di un agente della polizia municipale per i miei spostamenti di carattere istituzionale.

Fino a quel momento mi sono sempre spostato autonomamente, non ho mai né richiesto né preteso di essere accompagnato da un vigile, né men che meno ho mai chiesto o preteso auto blu con autista. A Reggio Emilia in Comune si usa così, da tempo.

A questa raccomandazione degli organi dello Stato è stato dato seguito dagli uffici comunali, riconoscendo ai componenti del comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza l’indubbia professionalità e la capacità di valutare quali fossero le misure più opportune da adottare in una situazione di questo tipo.

I più che positivi rapporti interistituzionali che a Reggio contraddistinguono il fare fronte comune davanti a situazioni del genere fanno sì che valuterò passo passo le azioni da compiere. Consultandomi, come sempre ho fatto, con le figure che hanno competenza in materia.

A fronte di ciò peraltro, da un mese, su alcuni organi di informazione vengono indicati i miei spostamenti, sono stati pubblicati persino riferimenti e immagini del mio domicilio e oggi si arriva al punto che si indicano tipologia ed elementi puntuali dei servizi di vigilanza messi in atto su persone della mia famiglia. Mi domando cosa aggiunga al dovere di cronaca citare fatti e situazioni che coinvolgono persone della mia famiglia non adulte. Non c’è alcun dovere di privacy, nemmeno quando si tratta di vicende che attengono la sicurezza, nemmeno quando coinvolgono minori? Per qualcuno, che oggi ha pubblicato in questo senso, evidentemente no, ma sia chiaro: nel momento in cui si è scelto di parlare di mio figlio in un articolo si è andati troppo oltre, e reagirò con la massima durezza. Ai 5 stelle, che chiacchierano di abuso d’ufficio e peculato, ho solo una cosa da dire: stiano molto sereni. In questo Comune la prima attenzione che viene posta è proprio quella di agire secondo le leggi. Il loro ennesimo esposto si rivelerà un buco nell’acqua.

Continuino pure a sgomitare sotto gli occhi della città, facendo loro le parole di un imputato per mafia e ripetendole, provando a portare a termine il tentativo di delegittimare le istituzioni: questo scelta non farà altro che continuare a danneggiare loro, prima di tutto.

Ai civici che parlano ad ogni stormir di fronda consiglio la lettura del comunicato ufficiale della Prefettura: scopriranno, ahiloro, la farsa che loro stessi interpretano. Per parte mia rimango in attesa delle risultanze della denuncia presentata. Ho dato mandato al mio legale di valutare ulteriori azioni a fronte di uno stillicidio infamante e aggressivo che si protrae da troppe settimane nel quale, secondo alcuni, ogni pretesto è utile per azionare la macchina del fango”.

 

 

Be Sociable, Share!

2 risposte a Vecchi: “Basta fango contro di me, ora querelo” E ai 5 Stelle: “State sereni”

  1. E se? Rispondi

    03/03/2016 alle 10:33

    E se i documenti fossero finiti anch’essi nel fango ?
    ..

    • O forse piuttosto ?.. Rispondi

      04/03/2016 alle 08:57

      Nell’acido ?
      Nel cemento appaltato ?
      Nell’apparenza inganna ?
      Nel chi credete di prendere in giro e a chi credete di far paura ?

Rispondi a E se? Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *