Accessi 5 Stelle: “Dal Comune di Reggio lavori a ditte colpite da interdittiva antimafia”
Bacchi, New Project e Fratelli Macrì

11/3/2016 – Il Movimento 5 Stelle di Reggio Emilia ha iniziato l’analisi degli accessi agli atti sui subappalti, “sui quali il Comune di Reggio Emilia ha dato risposta per quelli inerenti tra il periodo dal 2009 al 2015”.   Da una prima analisi  “sono già emersi diversi subappalti per lavori pubblici ricevuti da due ditte interdette dalla Prefettura, la Bacchi e la New Project srl ed un subappalto dato dalla Fratelli Macrì (non coinvolta in Aemilia ma che vede uno dei due soci Francesco Macrì imputato in Aemilia. Francesco Macrì è  lo stesso che vendette la casa alla dirigente all’urbanistica Maria Sergio, moglie di Luca Vecchi)”.

I 5Stelle sottolineano che “la New Project di Sassi Devid (che ha al suo attivo diversi precedenti penali e segnalazioni all’autorità giudiziaria) e Sassi Linda (immune da precedenti penali e di polizia) è stata interdetta per i rapporti dei soci con i Muto per la gestione della discoteca Italghisa con la società C-Project srl . La richiesta della ditta per entrare nella  white list è stata respinta il 22 novembre 2013 dall’allora prefetto De Miro per “sussistenti possibili tentativi di infiltrazione mafiosa tendenti a condizionare le scelte e gli indirizzi della ditta New Project snc di Sassi Devid e Sassi Linda“.

“Ricordiamo che i subappalti in questione riguardano solo quelli pubblici e non gli interventi privati e subappalti sugli stessi realizzati in territorio di Reggio Emilia – aggiungono i pentastellati –  Anche appalti e subappalti di ditte interdette rientrano nella mappa online sugli appalti che scottano a Reggio Emilia” creata dal Movimento 5 Stelle.

Comune di Reggio Emilia, appalti 2009

Comune di Reggio Emilia, appalti 2009

Comune Reggio Emilia, appalti 2010

Comune Reggio Emilia, appalti 2010

APPALTI 2014

Comune Reggio Emilia, appalti 2013

Comune Reggio Emilia, appalti 2013

 

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Una risposta a 1

  1. Mutismo&rassegnazione? Rispondi

    12/03/2016 alle 11:04

    Che brutta fine la mia città d’origine…

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