Reggio Emilia Innovazione fa un altro bel buco . Il destino è segnato: le attività passano a Iren Rinnovabili

11/3/2016 – Ancora  guai per Reggio Emilia Innovazione, la società pubblica-privata sotto il controllo degli enti locali: Comune che detiene il 25% delle azioni, una quota analoga è della camera di commercio e la Provincia ha il 15%. Unindustria ha il 15%, il resto è suddiviso fra l’onnipresente  Iren, Unicredit, Fondazione Manodori, Università di Modena e Reggio, Legacoop, Unioncoop, Cna, Confartigianato e una quantità di micropartecipazioni di imprese ed entità private. Dopo il buco 2014 di 334 mila euro, Rei chiuderà il bilancio 2015 con un altro buco superiore al precedente: più o meno 350 mila euro.

Ettore Rocchi. vicepresidente del Gruppo Iren e presidente di Iren Rinnovabili

Ettore Rocchi. vicepresidente del Gruppo Iren e presidente di Iren Rinnovabili

Il Comune l’anno scorso ha messo obtorto collo 90mila euro nella ricapitalizzazione di Rei, ma ora non è più intenzionato a mettere altri soldi, anche perchè provincia e Camera di commercio si sono rifiutate di ricapitalizzare. Così Reggio Emilia Innovazione, guidata da Aimone Storchi, è destinata o a diventare privata, o a essere acquisita da Iren o a finire sul binario morto. Del resto il mandato al direttore Arturo Tornabuoni, dirigente R&S di Iren Rinnovabili,  è limitato al mese di ottobre, poi si vedrà.

Una chiara avvisaglia del prossimo smontaggio di Rei si è avuta nelle settimane scorse quando nelle segrete stanze Reggio Emilia Innovazione ha ceduto la gestione delle attività dei laboratorio – le uniche a generare un po’ di profitti – proprio alla Iren Rinnovabili guidata da Ettore Rocchi, attore principale del mini parco tecnologico delle ex Reggiane.

Non a caso Telereggio, tv controllata dalle cooperative Lega,  ha affermato che “sono molti a chiedere che Rei faccia un passo indietro. O riesca a coivolgere concretamente nuovi privati pronti ad investire”. Quasi certa la prima opzione, comunque il destino di una società nata male e gestita peggio,  è segnato.

 

 

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Una risposta a 1

  1. giuseppe Rispondi

    11/03/2016 alle 18:19

    Mi sembra che Reggio Innovazione , più che a puntare su una struttura contenuta ed accordi con Centri di Ricerca, Università ecc, abbia mirato a mantenere una struttura elevata, con alti costi, ed al servizio di qualche imprenditore. Tra l’altro ha accorpato vecchie strutture obsolete senza alcuna effettiva innovazione. L’unico lab era quello di C.E. , tra l’altro sottovalutato e non potenziato.

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