Reggio cratere della ndrangheta al Nord : corteo per le vittime delle mafie e diretta video con don Ciotti
Ma il Pd non manda giù le sferzate della Dna: per l’assessore Mezzetti è “generalizzazione ingenerosa”

 20/3/2016 – A tre giorni dall’inizio formale del processo Aemilia, Reggio Emilia ospita la XXI Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, organizzata da Libera e da Avviso pubblico con la collaborazione del Comune. La manifestazione ha carattere regionale: vi partecipano la Regione, i sindacati, l’associazionismo diffuso.

Lunedì mattina 21 marzo, un corteo partirà alle 9,30 da piazzale Marconi, davanti alla stazione storica di Reggio Emilia; sarà aperto da una delegazione dei famigliari delle vittime delle mafie che risiedono in Emilia-Romagna e, a seguire, i gonfaloni dei Comuni. Il corteo proseguirà lungo le vie del centro e arriverà alle ore 11 in piazza Prampolini. Qui saranno letti i nomi delle oltre 900 vittime innocenti delle mafie: alle 12 è previsto, in diretta video da Messina, l’intervento di don Luigi Ciotti, fondatore di Libera.

Nel pomeriggio, alle 15, è in programma  l’incontro del Consiglio comunale di Reggio Emilia con i familiari delle vittime.

Don Luigi Ciotti

Don Luigi Ciotti

Reggio Emilia, a differenza di quanto vanno sostenendo i suoi amministratori, è stata scelta per la questa Giornata  non in ragione delle sue virtù antimafia – che pure non mancano, specialmente tra le persone che hanno denunciato le infiltrazioni, sono state isolate politicamente e hanno subito minacce in tempi non sospetti –  ma al contrario perchè l’inchiesta Aemilia l’ha rivelata all’Italia come “cratere” della ndrangheta in Emilia e, si può dire oggi, nel Nord, in cui per la prima volta l’organizzazione ndranghetista, diffusa in modo impressionante nell’edilizia e nell’autotrasporto, così come nei rapporti con le amministrazione, non dipende più direttamente dal paese d’origine (in questo caso Cutro) ma ha assunto fisionomia e poteri autonomi dalla struttura calabrese, proprio perchè integra al suo interno una rete di collegamenti, connivenze e adesioni con l’imprenditoria, le amministrazioni e  la politica locale.

A questo proposito l’ultima relazione della Direzione nazionale antimafia è di una durezza impressionante: l’Emilia viene definita come terra di mafia a tutto tondo, dove – si legge – il livello di omertà è persino più alto che in Calabria. Ma anzichè prenderne atto e accettare la verità del fallimento di un sistema affermatosi nei decenni come modello virtuoso in un Paese corrotto, la reazione a sinistra è stata di sconcerto e anche di rifiuto di un’analisi tanto impietosa: evidentemente l’antimafia va bene sino a quando non diventa troppo invadente.

Già lo studioso Enzo Ciconte aveva  criticato le conclusioni della Dna, chiedendosi “dove fosse la magistratura” e come mai se l’Emilia è una terra di mafia, a Bologna o a Rimini non vi siano inchieste.

Alla vigilia della manifestazione del vittime della mafia, è sceso in campo l’assessore regionale alla legalità Mezzetti, del Pd,  accusando il rapporto della Dna di “generalizzazione ingenerosa” a proposito del clima di omertà in Emilia-Romagna. Ovviamente Mezzetti non può negare l’evidenza, vale a dire che vi siano state “sottovalutazioni e rimozioni” (è la linea ufficiale del Pd), tuttavia – ha specificato –  “dire che questa regione si è caratterizzata per il silenzio omertoso di società civile e politica, e dire che ciò è stato ostacolo all’azione dei magistrati, mi sembra una autoassoluzione“. Anche lui riprende la critica di Ciconte, e certo non senza ragioni: “Non sempre abbiamo trovato Procure attente e orecchie sensibili alle segnalazioni che venivano avanzate dalla politica e dai sindacati”. Per tacere delle inchieste su appalti, affari, abusi regolarmente finite nel porto delle nebbie: ma questo, verrebbe da dire, è un favore fatto alle amministrazioni dell’area politica di cui Mezzetti è un esponente autorevole.

Mercoledì mattina, dicevamo, a Reggio Emilia si aprirà il processo Aemilia: ma l’udienza verrà immediatamente sospesa e rinviata dal presidente del Tribunale Caruso per permettere la conclusione dei lavori dell’aula prefabbricata  nel cortile di palazzo di Giustizia. sempre l’assessore Mezzetti ha rilanciato l’allarme sul rischio di paralisi per due anni della giustizia reggiana, richiamando alle proprie responsabilità il ministro Orlando:   “Abbiamo tenacemente voluto che il processo Aemilia si tenesse qui a Reggio Emilia. C’è però un problema di organico al Tribunale di Reggio: mi auguro che il Ministero della Giustizia faccia la sua parte, visto che fino ad adesso non l’ha fatta”.

 

 

 

 

 

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Una risposta a 1

  1. Mario Guidetti - tavolo Hemingway Rispondi

    21/03/2016 alle 15:04

    i giovani, i tanti giovani presenti in piazza sono la nuova “Resistenza” ed alimentano la speranza e l’impegno nel difendere la legalità contro ogni infiltrazione della ‘ndrangheta e della mafia – silenzio ed emozione profonda nel sentire scanditi i nomi delle vittime… adelante hasta la victoria, del bene e della legalità, siempre

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