Referendum, Donato Vena beffa le Poste: timbrate
e recapitate buste con falsi francobolli per il Sì

3/3/2016 – Il Comitato reggiano del SI al referendum del 17 aprile si è inventato un falso francobollo con l’intento dichiarato di “rompere il silenzio dei mass media sull’informazione al quesito referendario” sulle trivellazioni in mare.

A parte il fatto che del referendum si parla praticamente a tutte le ore in tv, l’azione corsara ha centrato l’obiettivo: le Poste hanno abboccato e hanno timbrato regolarmente  le missive affrancate con il bollino del SI. I falsi francobolli, che ora hanno un valore numismatico, saranno venduti all’asta per finanziare la campagna referendaria.

La lettera con falso francobollo del Sì al referendum regolarmente annullato dalle Poste

La lettera con falso francobollo del Sì al referendum regolarmente annullato dalle Poste

A ideare lo scherzo è stato Donato Vena, scrittore ed ex consigliere comunale dei Comunisti Italiani a Reggio Emilia”, che poco fa ha potuto annunciare trionfalmente la riuscita del pesce d’aprile politico.
“Con 20 lettere denuncia, inviate ad altrettanti organi di informazione, le Poste Italiane sono state involontariamente oggetto di pesce d’aprile da parte del Comitato Referendario reggiano. Queste 20 missive, infatti, sono state affrancate con finti francobolli, del valore di 0,95 centesimi, che riportano una trivella sul mare e la scritta “Partecipare è un dovere di tutti” , , invitando poi a votare SI al referendum”.

Il falso francobollo annullato dal Centro postale di Bologna

Il falso francobollo annullato dal Centro postale di Bologna

“Le buste imbucate il 29 marzo scorso in varie cassette delle Poste di Reggio Emilia e Modena – precisa la nota –  in modo solerte e preciso sono state fatte recapitare puntualmente il 31 marzo”, cioè in tempo utile per far pubblicare la notizia dello scherzo il primo aprile”
Come documenta l’immagine diffusa dal comitato,  il francobollo tarocco è stato annullato il 30/03/16 dalle Poste di Bologna CMP.
“Ideatore e grafico del finto francobollo è Donato Vena presidente dell’Associazione Lucana di Reggio Emilia che fa parte del Coordinamento del SI reggiano.

Donato Vena

Donato Vena

E’ evidente che l’obiettivo dello scherzo non sono le Poste Italiane – sottolinea il comunicato di rivendicazione –  a cui i referendari dicono grazie per l’involontaria involontaria collaborazione, ma i mass media che avendo in mano una notizia devono obbligatoriamente pubblicarla e parlare del referendum”.

Ma  avrebbe dovuto fare la struttura di Poste Italiane nel momento in cui si fosse accorta che le lettere non sono affrancate ma hanno solo un ornamento che rassomiglia ad un francobollo? “Cestinarle – risponde il comitato – E invece, le 20 lettere sono regolarmente recapitate ai destinatari”.
Infine: “Quanto pagherebbero i collezionisti filatelici per ottenere uno dei 20 esemplari stampati al mondo? Le offerte sono aperte, almeno per il francobollo in possesso del Comitato reggiano che sarà venduto all’asta per raccogliere fondi per divulgare il SI”.

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