Rapine, la banda del Magreb tradita da un tunisino troppo alto. Tre arrestati, operazione congiunta Reggio-Modena

Il coltello, la scacciacani e alcuni indumenti sequestrati

Il coltello, la scacciacani e alcuni indumenti sequestrati

9/3/2016 – Una banda di rapinatori magrebini è stata catturata a Reggio Emilia un momento prima di colpire alle 19,30 – ora di chiusura – nel Negozio Acqua e Sapone di via Ferruccio. Sono un tunisino di 35 anni, Ouaid Jeudoubl, e due marocchini di 20 e 30 anni: tre professionisti del ramo , senza un lavoro onesto. Due abitano a Reggio Emilia, un terzo è senza fissa dimora. L’arresto per tentata rapina è avvenuto sabato sera, e il giudice ieri mattina  oltre a confermare il fermo li ha mandati in carcere.

Il capo della Mobile di Reggio Guglielmo Battisti (a sinistra), con il vicecommissario Camarda e l'ispettore capo Bonachiesa di Modena

Il capo della Mobile di Reggio Guglielmo Battisti (a sinistra), con il vicecommissario Camarda e l’ispettore capo Bonachiesa di Modena

La Polizia ritiene che siano responsabili di numerose rapine tra Reggio e Modena compiute dalla fine del 2015  sino a pochi giorni fa: agivano sempre a viso coperto, in due o tre a seconda dei casi, erano sempre armati e scappavano il più delle volte a piedi. A tradire i tre, fondamentalmente, sarebbe stata la mole del tunisino che è alto 1 metro e 90 e la cui stazza immortalata dalle telecamere di videosorveglianza non passa certo inosservata.

 

Ma la novità è che gli arresti sono frutto di un’operazione condotta congiuntamente dalle Squadre Mobili di Reggio Emilia e Modena che hanno impegnato diverse pattuglie in pedinamenti, pianificazione dell’arresto e investigazioni (comprese intercettazioni telefoniche e ambientali). E’ l’avvio di una collaborazione sempre più stretta, che continuerà operazioni già pianificate a caccia dei furfanti che si muovono nelle due province.

A sottolineare la portata della collaborazione, gli arresti sono stati illustrati in una conferenza stampa congiunta tenuta dal capo della Mobile reggiana Guglielmo Battisti insieme a due colleghi di Modena, il vicecommissario Francesco Camarda e l’ispettore capo Stefano Bonachiesa.

Sabato sera, dopo giorni di indagini, appostamenti e pedinamenti a tutte le ore, il terzetto finalmente è stato preso al varco mentre ha tentato l’assalto al negozio di via Ferruccio . Pochi istanti prima era stata  chiusa la porta, loro hanno bussato ma un istante prima che un dipendente gli aprisse, sono saltati fuori dagli appostamenti dodici o tredici poliziotti di Reggio e Modena,che li hanno circondati: viste le forze soverchianti i tre hanno pensato bene di non opporre resistenza. Il tunisino e uno dei marocchini erano armati, uno con un coltello e l’altra con una pistola scacciacani. Ne è seguito il sequestro delle armi, dei giubbotti usati presumibilmente per diverse rapine e altri oggetti indumenti trovati dagli agenti nella macchina dei malviventi. Ieri mattina davanti al giudice hanno fatto scena quasi muta, affermando con una certa faccia tosta che siccome la porta del negozio era chiusa, avevano deciso di venire via.

Con questa operazione, che ha tolto dalla piazza quelli che vengono considerati pericolosi rapinatori, certamente in primo piano nell’escalation di rapine che da mesi affligge sia Reggio sia il modenese,  si è dimostrato che la collaborazione tra le Questure dà buoni frutti. Per questo le operazioni continueranno. Intanto si indaga per accertare quali colpi siano da attribuire alla banda del Magreb.

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