Pochi preti e troppo anziani , chiudono le Case della Carità di Castellarano e Cella. Il vescovo Camisasca conferma la decisione

14/3/2016 – E’ cominciato lo smantellamento delle Case della Carità. Le sedi della congregazione fondata da don Prandi, diffusa diversi continenti, subiranno un ridimensionamento a causa della mancanza di preti giovani.

A partire da giugno saranno “ritirati” i consacrati dalle comunità di Castellarano e di Cella: di fatto la chiusura delle due Case della Carità. La decisione, assunta dal consiglio generale, è stata confermata ieri dal vescovo di Reggio Emilia Massimo Camisasca, con una lettera diffusa dall’ufficio stampa della Curia.

Don Mario Prandi, fondatore delle Case della Carità

Don Mario Prandi, fondatore delle Case della Carità

Ecco di seguito il testo della lettera.

“Carissimi tutti,

                        dall’anno scorso la Diocesi, le Unità Pastorali e la Famiglia delle Case della Carità hanno avviato un percorso di discernimento. L’avanzare dell’età media dei consacrati della Famiglia delle Case della Carità non permette più la loro presenza in tutte le Case. Ci si sta chiedendo come rendere più luminose le Case della Carità nella diffusione della Civiltà dell’Amore e questo ha fatto porre la domanda: da dove ritirare i consacrati?

Grati al Signore della storia che si è scritta in questi anni, consapevoli della prova che ci aspetta nel presente, aperti con speranza alle sorprese che ci potrà riservare il futuro, faccio mia la scelta del Consiglio Generale delle Case della Carità che ha deciso di ritirare la presenza dei consacrati da alcune Case.

Da giugno 2016, la presenza dei consacrati sarà ritirata dalle Case della Carità di Castellarano e di Cella.

Chiedo sin da ora di accompagnare questa decisione nella preghiera”. + Massimo Camisasca

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