No al lavoro festivo: proclamato lo sciopero del commercio nel giorno di Pasqua

25/3/2016 – I sindacati del commercio confermano il no al lavoro festivo, avvertono i lavoratori che a norma di contratto possono rifiutarsi di lavorare nei giorni festivi infrasettimanali , e intanto proclamano lo sciopero del settore per il giorno di Pasqua che coinvolge tutti gli esercizi commerciali, grandi e piccoli, privati e cooperativi.

La  Filcams  Cgil,  la  Fisascat  Cisl  e  la  Uiltucs Uil di Reggio Emilia
aderiscono all’invito all’astensione dal lavoro  nelle festività di Pasqua,
Lunedì  dell’Angelo,  25  aprile,  1  Maggio  e  2  “iugno proclamato dalle
Organizzazioni  sindacali  regionali,  confermando  netta  contrarietà alla
deregolamentazione selvaggia delle aperture.

“La  liberalizzazione  degli  orari,  introdotta nel 2011 con il
Decreto  “Salva  Italia”,  ha eliminato ogni vincolo e regola in materia di
orari  commerciali, nel totale disinteresse degli effetti negativi prodotti
su milioni di persone, in prevalenza donne, e sulle loro famiglie – scrivono i sindacati reggiani –
Le  nuove  regole,  ancora  ferme  in  Parlamento, se da una parte potranno
permettere agli enti locali e alle parti sociali di ridiscutere di orari di
apertura  degli esercizi commerciali nei territori, dall’altra, non ponendo
vincoli,  se  non  la  chiusura  in sole sei festività, sostanzialmente non
risolveranno il problema”. 
Le  liberalizzazioni  sono  sbagliate – affermano – ” non  aiutano la crescita economica,
creano  dumping  tra piccola e grande distribuzione, svendono le festività,
svuotano  i  centri  storici  delle  città  a  favore  delle cittadelle del
consumo,  sviliscono  la  qualità  del  lavoro  spezzettando la prestazione
lavorativa   e   costringendo  i  dipendenti  ad  orari  improbi  ben  poco
concilianti con le necessità di riposo”.
I sindacati ricordano così “a  tutte  le  lavoratrici  e  i  lavoratori che la
disponibilità  al  lavoro  festivoè  una scelta libera e autonoma e che anche
recenti sentenze della Corte di Cassazione confermano tale impostazione.
La  Corte  ha  infatti  ribadito  che  il datore di lavoro non può imporre al
dipendente  di  lavorare  in  una  giornata  festiva  infrasettimanale e ha
definito  illegittima  l’eventuale  sanzione  disciplinare  a punizione del
rifiuto  al  lavoro festivo, se non vi sia stato preventivamente un assenso
di quest’ultimo”.

“Pertanto   durante  le  festività  pasquali  27  e  28  marzo,  nel  giorno
dell’Anniversario  di  Liberazione  25 aprile, nella Festa dei Lavoratori 1
maggio,  e  nel giorno della Festa della Repubblica 2 giugno, Filcams Cgil,
Fisacscat  Cisl  e  Uiltucs  Uil invitano i lavoratori del commercio, e gli
addetti  di tutte le attività svolte all’interno dei centri commerciali, ad
ASTENERSI DAL LAVORO FESTIVO.

Inoltre proclamano  lo sciopero provinciale di tutto il settore commercio
privato e cooperativo per l’intero turno di lavoro nella giornata di Pasqua
(27  marzo) “ribadendo che in tutte le altre festività sopra riportate tutte
le lavoratrici e i lavoratori potranno rifiutarsi di effettuare prestazioni
lavorative senza incorrere in alcuna sanzione”.

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