Padre di sei figli muore folgorato mentre pota un albero a quattro metri d’altezza

25/3/2016 – Tragedia sul lavoro a Prato di Correggio. Un giardiniere marocchino di 56 anni, Mohamed Saraa, originario di Marrakesh ma da trent’anni in Italia. dipendente di un’azienda reggiana, è morto folgorato mentre potava i rami alti di un ciliegio. La tragedia è avvenuta oggi, Venerdì Santo,  intorno alle 16 nel giardino dell’abitazione diOvidio Cocconi, in via Nespolo 3b a Prato. L’uomo è padre di sei figli: il più grande ha 27 anni, il più piccolo 7. Abitava con la moglie e i figli in via Vittoria 14, a poca distanza dal giardino d0v’è avvenuta la tragedia.

Secondo la ricostruzione operata dai Carabinieri correggesi, intervenuti sul posto insieme ai Vigili del Fuoco e  al personale della Medicina del lavoro, l’uomo è venuto in contatto con un cavo dell’alta tensione mentre era intento a potare, in piedi sulla piattaforma del carrello elevatore che l’aveva portato in quota.   Sarà un’inchiestra a stabilire perché l’uomo abbia toccato l’alta tensione: se per ragioni accidentali o perché è accaduto qualcosa all’elevatore.

Mohamed Saraa lavorava da dieci anni per la ditta “Il giardino di Marino”, di Prato. Un professionista bravissimo e un uomo buono, dedito a lavoro e alla sua numerosa famiglia.

Insieme a lui al momento della tragedia c’era proprio il titolare Marino Pietri, che ha cercato di soccorrerlo subito, anche con la respirazione bocca a bocca, ma senza successo. Pietri ha raccontato che Mohamed Saraa era imbragato nel cestello in cima alla gru e che aveva in mano un paio di grosse forbici da potatura: “Abbiamo fatto fatto tanti lavori come questo, a non era mai successo niente”. Ma questa volta il giardiniere si è trovato  troppo vicino in altezza a un cavo dell’alta tensione. Non è chiaro se abbia toccato inavvertitamnente la linea elettrica con le forbici, magari alzano un braccio, oppure se a ucciderlo sia bastata una scarica a induzione.

La tragica certezza è che un operaio è morto in una situazione che teoricamente doveva essere di completa sicurezza. Il personale sanitario del 118, Croce rossa di Correggio e elisoccorso da Parma,  non ha potuto far altro che constatarne il decesso. Sul posto sono subito arrivati i due figli più grandi, poi la moglie e gli altri figli in preda alla disperazione. Ma tutta Prato è sotto choc perchè dopo tanti anni Mohamed Saraa era uno del paese.

La salma sarà posta a disposizione della Procura reggiana per l’inchiesta che dovrà far luce su questa disgrazia.

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