“Mafie, in Emilia cedimento culturale ed etico”
Il procuratore Roberti ammonisce: “Non esiste una parte della società sana a priori”
Altro che anticorpi, spesso si hanno delle sorprese…

5/3/2016 – In Emilia-Romagna “registriamo anche un inizio di rottura rispetto ad un passato di silenzio e omertà da parte della società civile, una acquisizione di consapevolezza della gravità del fenomeno dell’insediamento ‘ndranghetista e la volontà di reagire”. Così il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti, ieri a a Bologna ha risposto a chi gli ha fatto notare il quadro impietoso della regione – e in particolare del territorio, della società e delle istituzioni reggiane – uscito dall’ultimo rapporto nazionale della Dna.
Per Roberti, in Emilia-Romagna, come nel resto di Italia, è arrivato “il momento di reagire. Lo Stato può vincere sul crimine organizzato, ma bisogna volerlo. La premessa è che ci sia una presa di coscienza corale. Allora lo Stato reagisce in tutte le sue articolazioni e la mafia si può sconfiggere”.

Il procuratore generale antimafia Franco Roberti

Il procuratore generale antimafia Franco Roberti

Roberti ha partecipato a un incontro con centinaia di studenti organizzato dall’assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna  e dall’Università di Bologna, condotto da Elia Minari coordinatore dell’associazione reggiana antimafia Cortocircuito.

Roberti ha rafforzato un concetto espresso con una chiarezza senza precedenti nella relazione annuale della Dna: “La minimizzazione ha favorito l’espansione e il radicamento delle mafie, è il momento di prenderne atto e di voltare pagina”. E ancora: “Il contrasto giudiziario non è più sufficiente, servono presidi di legalità di fronte al cedimento culturale ed etico, all’incapacità di capire l’infiltrazione della criminalità organizzata”.

E ancora: “Non esiste a priori una parte sana della società, bisogna sempre verificare con i fatti chi sta contro e chi sta a favore delle organizzazioni mafiose. a volte purtroppo si hanno delle sorprese”. Un commento indiretto, ma significativo, al grande inganno degli “anticorpi” in cui si è cullato per decenni il potere politico, associativo ed economico emiliano, salvo poi scoprire di essere inquinato sino al midollo.

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Una risposta a 1

  1. Poteri palesi Rispondi

    06/03/2016 alle 10:38

    Ormai (a malincuore) penso non si possa prescindere da certi poteri occulti (ma ormai non troppo..), che agiscono a livello internazionale
    (anche finanziariamente parlando).
    Apprezzo sempre però, chi si impegna per opporsi a certe dinamiche degeranti.
    Forse (mi auguro) potrà esserci una integrazione…una progressiva evoluzione,
    anche del ‘negativo’ che permea ormai la struttura socio politica mondiale (anche nel nostro territorio).
    Il bene assoluto non esiste su questa terra, ma può integrare il daimon negativo, infine portandolo su una strada ‘più eticamente percorribile’ (e non orribile).
    Complimenti e buon lavoro al Signor Franco.

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