Odissea di un disabile all’ospedale di Scandiano
La direzione Ausl chiede scusa a Daniel

DI PIERLUIGI GHIGGINI
4/3/2016 – La direzione generale dell’azienda Usl di Reggio Emilia si è scusata questa sera con Daniel Vassallo e la sua famiglia “per il disagio vissuto” in mattinata all’ospedale di Scandiano.
L’odissea è stata raccontata oggi da Reggio Report. Daniel, un giovane autistico di 23 anni, aveva appuntamento per una visita urgente, date le sue condizioni di particolare gravità : da settimane è preda di crisi di violenza che lo fanno soffrire e hanno reso insostenibile la situazione a casa. La prima visita fissata per il 26 febbraio era stata rinviata all’ultimo momento, e questa mattina il giovane, accompagnato dai genitori, doveva essere visitato alle 9,30. Ma ha aspettato inutilmente per 40 minuti nonostante le sue condizioni di gravità che lo hanno portato a battere di continuo la testa contro il muro.
La dottoressa si è affacciata solo alle 10,20, per annunciare che aveva solo 5 minuti perché alle 10,30 sarebbe andata via per un appuntamento già fissato. Dopo una breve discussione col padre del ragazzo, Roberto Vassallo (che è stato presidente dell’associazione Aut Aut), visto che non c’era più tempo per una visita degna di tale nome, la famiglia ha lasciato l’ambulatorio, e Vassallo è andato dai Carabinieri per sporgere denuncia.
Il caso sollevato da Reggio Report ha suscitato comprensibile indignazione, tanto da indurre  la direzione Ausl a diffondere due comunicati in serata, alle 18,39 e alle 18,44, a distanza di pochi minuti uno dall’altro: nel primo l’Ausl ha dato la propria versione dei fatti giustificando il comportamento della dottoressa e spiegando che Daniel e sua madre sono stati richiamati in ospedale, dove alla fine si è svolta la visita programmata. Ma l’Ausl non ha smentito una parola delle dichiarazioni del signor Vassallo.
Nel secondo comunicato, la direzione generale Ausl ha pensato bene di presentare le proprie scuse alla famiglia, cosa di cui non vi era traccia nel primo.
Vi si legge: “In relazione alla vicenda, la Direzione Generale dell’Azienda USL si scusa con la famiglia per il disagio vissuto, peraltro assolutamente non voluto dal Servizio e dalla stessa professionista, che peraltro si è sempre distinta per una grande disponibilità verso i pazienti e i loro familiari”.
 
Ed ecco ora la versione dei fatti dell’Ausl.

“Consapevole del fatto che la visita del 26 febbraio non aveva avuto luogo a causa della gestione di casi urgenti mentre era di guardia, la dottoressa, questa mattina pur avendo un problema personale di salute inderogabile, ha annullato gli appuntamenti successivi, mantenendo quello di Daniel.

Quando la dottoressa ha chiamato il paziente, in ritardo con gli appuntamenti a causa di urgenze telefoniche, si è presentato il padre dicendo che la moglie si era allontanata con il figlio.

La dottoressa ha chiesto al Signor Vassallo di chiamare la moglie e Daniel per la visita, comunicando che questa sarebbe stata più breve a causa del suo indifferibile controllo medico-clinico.

Il Signor Vassallo, alterato, se n’è andato dicendo che avrebbe sporto denuncia ai Carabinieri. 

A quel punto, la dottoressa con grande disponibilità e senso di responsabilità, ha  posticipato il proprio impegno personale, peraltro indifferibile, ha chiamato sul cellulare la madre di Daniel, effettuato la visita e dato due date per un possibile appuntamento con il Signor Vassallo.

Si precisa che il Servizio in questione garantisce anche interventi in urgenza e che i professionisti, pur programmando la loro attività, si possono trovare nelle condizioni di dover rispondere prioritariamente alle urgenze rispetto all’attività programmata.”.

Come si vede, l’Ausl ha confermato che

a)  La visita a Daniel, disabile in condizioni gravi, era stata rinviata già una volta;

b) Daniel, nonostante la sua condizione, questa mattina ha atteso inutilmente la dottoressa, impegnata in “urgenze telefoniche”;

c) La dottoressa ha dato la precedenza alle telefonate, evidentemente senza valutare la situazione d’urgenza di Daniel;

d) Una volta terminate le telefonate la dottoressa è uscita dall’ambulatorio, per annunciare che pochi minuti dopo sarebbe andata via  (si è saputo poi per un proprio problema personale di salute);

e) Il servizio non è stato in grado di sostituire la dottoressa che doveva allontanarsi per un problema personale di salute.

Ora  spera che Daniel possa superare rapidamente il trauma di questa mattina, che lo ha portato a sbattere la testa di continuo contro il muro della sala d’attesa mentre la dottoressa era impegnata nelle urgenze telefoniche, e che una situazione del genere non si ripeta più.

VERGOGNA A SCANDIANO: DISABILE GRAVE FA ANTICAMERA PER 40 MINUTI BATTENDO LA TESTA CONTRO IL MURO. E la visita salta perchè la dottoressa deve andare via

4/3/2016 – All’ospedale di Scandiano è accaduto qualcosa che non doveva accadere: un ragazzo autistico di 23 anni in gravi condizioni  ha atteso inutilmente una visita programmata da tempo. L’appuntamento era per le 9,30, ma Daniel, accompagnato dai genitori. è stato costretto a fare anticamera per almeno 40 minuti senza un motivo, nonostante le sue condizioni assolutamente non lo permettessero: continuava a battere la testa contro il muro. Poi la beffa: solo alle 10,20 si è affacciata la dottoressa che avrebbe dovuto visitarlo, dicendo però di avere “solo cinque minuti”, perchè alle 10,30 doveva andare via. A quel punto il padre del giovane ha lasciato l’ospedale ed è andato a presentare denuncia ai Carabinieri.

Ma è solo l’epilogo di una storia di ordinaria burocrazia che ha trasformato in un calvario il diritto a cure urgenti.

Racconta Roberto Vassallo, per lungo tempo presidente dell’associazione reggiana Aut Aut che sostiene le famiglie con figli autistici: “Daniel (il figlio, ndr) ha da tempo delle crisi di violenza, e soprattutto per mia moglie questa  situazione è diventata insostenibile: dopo aver atteso venti giorni, abbiamo ottenuto un appuntamento all’ospedale di Scandiano per venerdì 26 febbraio. Ma quando siamo arrivati la dottoressa non c’era,  così hanno spostato l’appuntamento alle 9,30 del 4 marzo, cioè oggi. Sono stati giorni d’inferno, può immaginarlo, ma finalmente questa mattina Daniel, mia moglie e io alle 9,30 eravamo davanti all’ambulatorio. Però nessuno si è fatto vivo, e più passava il tempo più le crisi di Daniel diventavano ingestibili. Una situazione praticamente fuori controllo, con nostro figlio che batteva la testa contro il muro, sino a quando finalmente alle 0,20 si è affacciata una dottoressa chiedendo la ragione del  frastuono. Dopo una breve discussione – aggiunge Vassallo – la dottoressa ha detto che sarebbe uscita per un impegno alle 10, 30. Erano già le 10,25: che visita avrebbe potuto fare? A qual punto siamo venuti via. Io sono andato a chiedere una appuntamento al direttore dell’ospedale, poi dai Carabinieri per la denuncia”.

Si attendono chiarimenti dall’Ausl e soprattutto un serio impegno perchè situazioni del genere non si verifichino più.

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2 risposte a Odissea di un disabile all’ospedale di Scandiano
La direzione Ausl chiede scusa a Daniel

  1. Ivan Rispondi

    05/03/2016 alle 10:16

    Assolutamente vergognoso: è inammissibile questa mancanza di sensibilità. Verso famiglie che vivono situazioni così dolorose intervenite e sanzionate. Capito, Ausl?!

    • Concordo col Signor Ivan Rispondi

      06/03/2016 alle 13:06

      E’ assolutamente inammissibile, nonché lo specchio (impietoso) dei governanti e politici con cui abbiamo a che fare.
      Vergognatevi.

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