L’antimafia va bene quando non tocca l’establishment? Direzione Pd: attacchi alla Dna per i giudizi sull’Emilia omertosa
Ma giro di vite sui rapporti con le imprese coinvolte in Aemilia: sul tavolo dossier Vecchi-Macrì

22/3/2016 – Proprio non vanno giù al gruppo dirigente del Pd  le severe considerazioni della relazione annuale della Direzione nazionale antimafia  sul livello di mafiosità dell’Emilia, che per omertà avrebbe superato persino la Calabria.

Ieri sera alla direzione provinciale del Pd sono risuonate soprattutto critiche alla Dna , anche da parte dell’ex membro della commissione parlamentare antimafia, il deputato correggese Maino Marchi. Critiche che hanno finito per oscurare le valutazioni sulla manifestazione  di ieri e anche le autocritiche sulla situazione di Brescello, dove peraltro il Pd avrebbe deciso organizzare dei corsi di legalità per i cittadini (e a quanto pare a pagamento).

Insomma, dopo le valutazione critiche dello studioso Enzo Ciconte (tra i primi a teorizzare l’Emilia degli anticorpi contro la mafia) e la dichiarazione dell’assessore regionale alla Legalità, Mezzetti, che ha parlato esplicitamente di “generalizzazioni ingenerose” e di magistrati troppo assenti, il Pd sembra aver virato verso una nuova strategia: nessuna autocritica e difesa a spada tratta del sistema emiliano,  a costo anche di creare un solco con la magistratura antimafia.

Sembra che stia scattando l’istinto di sopravvivenza: scoprire che l’Emilia è una realtà lontana dalle narrazioni di cui si è nutrita la sinistra significherebbe  anche mettere in discussione un’intera storia politica, e ciò ovviamente non può essere accettato da chi ha creduto nella superiorità del sistema emiliano e dei suoi anticorpi, veri o presunti che fossero.

La tesi di fondo è “se l’Emilia è diventata una terra mafiosa, dov’era la magistratura?”. Anche se è evidente che situazioni come Brescello, la bolla edilizia che ha spalancato le porte alla ndrangheta, le relazioni pericolose con gli amministratori hanno una connotazione politica ben precisa, ed è quella di chi ha governato per 70 anni questa terra.

Altro capitolo è quello delle procure-porto delle nebbie, ma ciò non giustifica il repentino cambiamento di linea  quando la magistratura alza il tiro e diventa scomoda per l’establishment.

Va rilevato che il segretario Costa ha annunciato un’iniziativa per passare al setaccio i rapporti delle amministrazioni con soggetti implicati nel processo Aemilia: “Possono esserci atti legittimi ma non opportuni, e noi vogliamo avere cura di verificare con ancora più puntualità queste inopportunità”. Una risposta alle massicce richieste di accesso agli atti da parte delle opposizioni in Sala del Tricolore, che intendono esaminare gli appalti e i piani edilizi. Certamente sul tavolo del c’è il caso scottante dei lavori assegnati dal Comune di Reggio a Francesco Macrì imputato nel processo Aemilia, e dal quale Maria Sergio – moglie del sindaco Luca Vecchi – nel 2012 aveva acquistato al grezzo la casa di Masone.

IL COMUNICATO FINALE DELLA DIREZIONE PD

22/3/2016 – “E’ stato il voto unanime a un documento di solidarietà per Ignazio Cutrò, testimone di giustizia che vive una situazione di pesante disagio, ad aprire la direzione provinciale del Partito democratico convocata dal segretario Andrea Costa proprio lunedì sera, in occasione della giornata in ricordo delle vittime di mafia promossa da Libera e che ha portato a Reggio Emilia oltre 8000 persone in corteo.

“Cutrò – ha detto Costa nel corso del suo intervento – è stato ospite di diverse amministrazioni reggiane ed anche di FestaReggio, oggi vive un dramma personale perché l’Agenzia delle Entrate gli ha chiesto 500.000 euro per presunti debiti pregressi legati alla sua attività imprenditoriale dimenticandosi che la sua azienda è stata compromessa e messa in difficoltà proprio dalla mafia. Chiediamo risposte immediate sul suo caso al Ministero dell’Interno e una iniziativa legislativa sui testimoni di giustizia”.

Prima di aprire il dibattito la stessa direzione ha osservato un minuto di silenzio per le giovani studentesse vittime di un incidente in Catalogna.

Poi Costa ha illustrato le iniziative di contrasto alla criminalità organizzata che l’assemblea dei sindaci del Pd sta mettendo in campo: “I legali sono al lavoro per fornire alle nostre amministrazioni la black-list delle imprese coinvolte nel processo Aemilia; elenco alla mano verificheremo se esistono atti passati dai nostri Comuni che vedono quelle ditte protagoniste e in tal caso daremo tutte le informazioni utili alla magistratura.

Sempre in base a quella lista valuteremo ogni nuova pratica avendo cura di appurare se i proponenti siano in qualche modo legati al processo: possono esserci atti legittimi ma non opportuni e noi vogliamo avere cura di verificare con ancora più puntualità queste inopportunità.

Siamo al lavoro, e in questo il Comune di Reggio è capofila attraverso un apposito accordo, per la costruzione delle cosiddette “pagine gialle della legalità”: vanno costruite insieme alle associazioni di categoria e conterranno le aziende che si sottopongono volontariamente ai controlli prefettizi. Chiederemo anche aiuto per la realizzazione di un nuovo prezziario, più puntuale di quello della Camera di Commercio, da utilizzare per costruire le gare.

Insomma – ha concluso Costa –  qui si sta facendo sul serio a partire dai due ‘scudi’ che bloccano le attività delle aziende criminali in campo edilizio e che valgono per le opere pubbliche e da ora in avanti anche per i lavori dei privati”.

C’è anche una ulteriore azione politica, il Partito democratico reggiano ha presentato in direzione la ‘scuola di legalità’ cui ha lavorato Andrea Bonacini che si terrà per amministratori ed iscritti tra aprile e maggio: relatori saranno l’avvocato reggiano Marco Scarpati e il sociologo e docente universitario Vittorio Mete.

Tra i temi che saranno affrontati, oltre ad una analisi delle carte del processo Aemilia, la normativa sui Comuni sciolti per mafia, la presenza della criminalità in territorio reggiano e uno studio sociologico del radicamento della ‘ndrangheta in Emilia. La direzione di lunedì è stata anche l’occasione per fare il punto sulle prossime elezioni amministrative che vedono per il Partito democratico reggiano un quadro quasi del tutto completo: dopo le primarie sul Ventasso i democratici avranno di fatto candidati e alleanze pronte per la campagna elettorale”.

 

Be Sociable, Share!

3 risposte a L’antimafia va bene quando non tocca l’establishment? Direzione Pd: attacchi alla Dna per i giudizi sull’Emilia omertosa
Ma giro di vite sui rapporti con le imprese coinvolte in Aemilia: sul tavolo dossier Vecchi-Macrì

  1. full Rispondi

    23/03/2016 alle 16:50

    Vittorio Mete spero non racconti ancora la storia dello studio che ha fatto sul perché davanti al bagno delle donne c’è sempre più fila che davanti a quello degli uomini.

  2. Fausto Poli Taneto Rispondi

    24/03/2016 alle 15:51

    Era meglio Mussolini.

  3. Fausto Poli Taneto Rispondi

    24/03/2016 alle 15:51

    C’era piu’ ordine.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *