L’antico sigillo dell’università di Reggio: nuove scoperte
Ne parlano Alberto Cadoppi e Carlo Baldi alla FarSr

10/3/2016 – La recente scoperta del sigillo settecentesco dell’Università di Reggio Emilia è al centro del Caffè del Giovedì della Far-Studium Regiense in programma oggi, 10, marzo, alle 18 nella sala dell’Oratorio della Trinità in via San Filippo 14, nel centro di Reggio Emilia.

Ne parleranno Alberto Cadoppi,  docente all’università di Parma, autore della scoperta, e Carlo Baldi, presidente della FarSr, il primo ad aver incoraggiato le ricerche del sigillo. La conferenza è patrocinata dalla Deputazione di Storia Patria delle Antiche province modenesi.

Il sigillo settecentesco dell'Università di Reggio ritrovato dal professor Cadoppi all'Archivio di Stato

Il sigillo settecentesco dell’Università di Reggio ritrovato dal professor Cadoppi all’Archivio di Stato

E’ la prima iniziativa pubblica, dopo la conferenza stampa di presentazione, in cui saranno illustrate le circostanze e i contenuti della scoperta del sigillo, ritrovato all’archivio di Stato di Reggio Emilia in un faldone di documenti settecenteschi del Collegio dei Giudici e degli Avvocati della città. Il professor Cadoppi, fra l’altro, riferirà di nuove scoperte sempre relative al sigillo e all’antica Università di Reggio Emilia.

Alberto Cadoppi e, a sinistra, Carlo Baldi

Alberto Cadoppi e, a sinistra, Carlo Baldi

LA RISCOPERTA DEL SIGILLO SETTECENTESCO DELL’UNIVERSITA’ DI REGGIO

di Alberto Cadoppi

“Durante una ricerca presso l’Archivio di Stato di Reggio Emilia, relativa ad altra indagine, sfogliavo i rogiti del notaio Gian Manfredo Ferrari, ed in particolare un fascicolo di carte descritte nell’inventario relativo semplicemente come “carte miscellanee”. In realtà, si trattava di documenti di spettanza del Collegio degli Avvocati e dei Giudici di Reggio dalla quarta all’ottava decade del Settecento, che si trovavano fra le filze del predetto notaio per il fatto che egli era stato in quei decenni il cancelliere del Collegio. Il Collegio degli Avvocati e dei Giudici aveva a Reggio, fin dalla concessione imperiale del 1529, la prerogativa di poter conferire le lauree in legge. I collegamenti fra l’Università reggiana e il Collegio sono dunque sempre stati molto stretti.

Una delle lettere del rettore Ipolito Maioli, con il sigillo della Universitas Studiorum Regii, ritrovate all'Archivio di Stato dal professor Alberto Cadoppi
Una delle lettere del rettore Ipolito Maioli, con il sigillo della Universitas Studiorum Regii, ritrovate all’Archivio di Stato dal professor Alberto Cadoppi

 

Fra le carte del Collegio conservate fra le filze del notaio Ferrari, ho scoperto in particolare alcune lettere scritte dal Rettore dell’Università Ippolito Maioli, arciprete del duomo, al Collegio degli Avvocati. Il Rettore attestava ufficialmente l’idoneità di alcuni studenti dell’Università ad ottenere la laurea dottorale in legge, alla fine del percorso di studi. Si trattava di poco meno di una decina di lettere comprese fra il 1753 e il 1756. Con mia grande sorpresa, notai che le attestazioni portavano in calce il sigillo dell’Università di Reggio. Il sigillo, di forma ovale, conteneva la raffigurazione della Madonna della Ghiara in alto e di San Prospero in basso, in contemplazione della Vergine. Attorno alle immagini in rilievo, stava l’iscrizione UNIVERSITAS STUDIORUM REGII, e in basso lo stemma del Comune di Reggio.

Si tratta di una scoperta importante, perché prima di oggi non era mai stato reperito o segnalato dagli studiosi della storia dell’Università di Reggio il sigillo in questione. Negli anni 90, il dottor Carlo Baldi, promotore della rinascita dell’Università di Reggio, aveva cercato e fatto cercare il sigillo, ma senza successo. E Carlo Baldi è stato naturalmente il primo ad essere da me avvisato del fortunato ritrovamento, poche settimane fa.

Che l’Università di Reggio avesse un sigillo proprio e autonomo rispetto a Modena o alle insegne ducali non deve stupire. Furono quelli i decenni di maggior splendore dell’Università reggiana. Essa era molto antica, risalendo al Medioevo. Tuttavia, in tempi moderni, l’attività dell’Ateneo di Reggio fu piuttosto limitata fino al 1752. I collegi, sia quello giuridico che quello medico, avevano potestà di conferire lauree grazie a diplomi imperiali del XVI secolo, ma le attività di insegnamento erano state sempre poco organizzate, e svolte da pochi lettori malpagati. Non solo, i professori insegnavano in luoghi privati, spesso nelle loro case.

Nel 1752 le cose cambiarono profondamente. Su impulso del duca di Modena Francesco III e del suo Ministro Giacobazzi, nel 1752 al Seminario vescovile fu affiancato un Collegio destinato ad ospitare giovani laici nobili e non nobili. Il Seminario stesso (collocato nell’isolato delle ex poste) aveva acquistato Palazzo Busetti – oggi oggetto di una imponente ristrutturazione e destinato a varie attività commerciali – e lo aveva ampliato verso est, costruendo la parte più bassa dell’edificio da cui oggi si diparte una galleria inaugurata nei giorni scorsi. I professori, a partire da quell’anno, avrebbero dovuto impartire le loro lezioni nel predetto palazzo, al piano nobile. Al piano terreno sarebbero rimasti dei negozi, e l’ultimo piano sarebbe stato dedicato a camerate.

Alla fondazione del Collegio seguì una vera e propria (ri)fondazione dell’Università reggiana. Nel 1753 il Duca emanò un “Regolamento […] Per l’Università degli Studj della Città di Reggio”. Finalmente l’Ateneo reggiano era regolato da statuti paragonabili a quelli delle altre più prestigiose e consolidate Università. Il nuovo Regolamento prevedeva anche la nomina di un Rettore (che fino al 1752 non era neppure contemplato). Il Rettore doveva essere scelto dal Duca fra cinque soggetti individuati dalla Comunità: il 20 ottobre 1753  il Consiglio degli Anziani recepiva la scelta del Duca del nuovo Rettore, l’arciprete e canonista Ippolito Maioli.

Fu proprio il Maioli, come abbiamo visto, a inviare al Collegio degli Avvocati le lettere contenenti il sigillo della rinnovata Università di Reggio. Non sappiamo ancora quando e da chi fu realizzato il sigillo, di cui si è ritrovato per ora solo il riscontro cartaceo. Ma è probabile che sia stato appaltato a qualche artigiano dal Rettore Maioli: se così fosse, si spiegherebbe anche la scelta, da parte di un religioso, di inserire nel sigillo le immagini del patrono della città e della Beata Vergine della Ghiara.

L’Università di Reggio, come si diceva, visse vent’anni di splendore, nel corso dei quali insegnarono alcuni prestigiosi professori, come Lazzaro Spallanzani, Bonaventura Corti e Giovambattista Venturi.

Nel 1772, però, il duca, seguendo l’esempio di altri governi (ad es. a Parma nel 1769 era stata riformata in senso statalista l’Università), soppresse l’Ateneo reggiano, e concentrò tutti gli studi universitari a Modena. Una situazione che si protrasse per oltre 200 anni, fino al 1998, quando l’Università di Modena divenne un Ateneo a rete di sedi, acquisendo il nome di Università di Modena e Reggio Emilia.

Il sigillo ritrovato contribuisce a restituire ai reggiani una chiara memoria storica dell’Università di Reggio, che finalmente oggi, unita a quella di Modena, ha ritrovato lustro e prestigio, e ha riportato in città numerosi studenti, anche “forestieri”, come già accadeva 250 anni fa”.

LE LETTERE DEL RETTORE IPPOLITO MAIOLI  

Trascrizione e traduzione di due lettere di Ippolito Maioli, rettore dell’Università degli Studi di Reggio, al Collegio degli avvocati e giudici, del 1753 e del 1754, con cui si attesta che alcuni studenti sono degni di ricevere la laurea dottorale da parte del Collegio stesso.

In calce alle lettere, si trova il sigillo dell’UNIVERSITAS STUDIORUM REGII, rappresentante in alto la Madonna della Ghiara e in basso San Prospero.

DI ALBERTO CADOPPI

 

Nos Hippolytus Majoli J. U. D. de Collegio D.D. Judicum, et Advocatorum Civitatis Regii, Ecclesiae Cathedralis Archipresbiter, et Regiensis Archigimnasii Rector ab Illma Comunitate Regii Electus, et Deputatus

Cum Nobis constet ex attestationibus Illmorum Dnorum Advocatorum Canonici Andreae Rota Juris Pontificii, Marii Suzari Canonicarum Institutionum, et Joannis Rota Cesarei Juris in hac Universitate Professorum, Dnum Herculem Beltrami Clericum, et Civem Regiensem per plures annos Canonico, Civilique Juri egregiam operam navasse, Eapropter Eundem D. Herculem Beltrami dignum omnino arbitramur Laurea Doctorali in utroque Jure.

Datur Regii Lepidi in Aemilia VIII Kalendas Maii Anni 1755.

Hippolytus Majoli qui supra  

“Noi Ippolito Majoli Dottore in Entrambe le Leggi del Collegio dei Signori Giudici e Avvocati della Città di Reggio, Arciprete della Chiesa Cattedrale, ed eletto e deputato come Rettore dell’Archiginnasio reggiano dall’Illustrissima Comunità di Reggio

Poiché ci consta da attestati degli illustri signori avvocati canonico Andrea Rota professore di Diritto Canonico in questa Università, Mario Suzari professore di Istituzioni Canoniche in questa Università, e Giovanni Rota professore di Diritto Civile in questa Università, che il signor Ercole Beltrami chierico, e cittadino reggiano per molti anni si è dedicato con attività egregia allo studio del diritto canonico e civile, per cui riteniamo lo stesso Signor Ercole Beltrami pienamente degno della Laurea dottorale in entrambe le leggi.

Dato a Reggio Lepido in Emilia 24 aprile 1755

Ippolito Majoli”     DSC_8382

II

Nos Hippolytus Majoli J. U. D. de Collegio D.D. Judicum, et Advocatorum Civitatis Regii, Ecclesiae Cathedralis Archipresbiter, et Regiensis Archigimnasii Rector ab Illma Comunitate Regii Electus, et Deputatus

Cum Nobis constat ex attestationibus expeditis ab illmis Dnis Advocatis Can.co Andrea Rota Juris Pontifici, Mario Suzari Canonicarum Institutionum, et Joanne Rota Cesarei Juris in hac Universitate Professoribus, Dnos Joannem Mariam Martelli, et Jacobum Copelli clericos Regienses per integrum quadriennium Canonico, Civilque Juri eximiam operam navasse; et aliunde Eorum Studii, ingenii, ac profectus publicum in hisce defendendis facultatibus experimentum fecisse compertum sit, Eosdem Dnos Martelli, et Copelli Doctorali Laurea in utroque Jure dignos omnino arbitramur.

Datur Regii Lepidi in Aemilia ex Studiorum Universitate tertio Idus Julii Anni 1754.

Hippolytus Majoli qui supra.

 

Noi Ippolito Majoli Dottore in Entrambe le Leggi del Collegio dei Signori Giudici e Avvocati della Città di Reggio, Arciprete della Chiesa Cattedrale, ed eletto e deputato come Rettore dell’Archiginnasio reggiano dall’Illustrissima Comunità di Reggio

Poiché ci consta da attestati redatti dagli illustrissimi signori avvocati canonico Andrea Rota professore di Diritto Canonico in questa Università, Mario Suzari professore di Istituzioni Canoniche in questa Università, e Giovanni Rota professore di Diritto Civile in questa Università, che i signori Giovanni Maria Martelli, e Giacomo Copelli chierici reggiani per un intero quadriennio si sono dedicati con attività eccellente allo studio del diritto canonico e civile; ed essendo da altra fonte certo che, difendendo in queste materie, hanno dato prova pubblica del loro studio, del loro ingegno e del loro progresso, riteniamo gli stessi signori Martelli e Copelli pienamente degni della Laurea Dottorale in entrambe le leggi.

Dato a Reggio Lepido in Emilia dalla Università degli Studi il 13 luglio 1754

 

 

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