La scottante lettera di Brescia
I 5 Stelle vogliono le scuse del sindaco Vecchi, “altrimenti lo quereliamo”
“Perchè hanno sospeso la quasi scorta a Reggio e a Modena?”

3/3/2016 – Il sindaco minaccia querele (e forse le ha già presentate), i 5 Stelle si preparano a querelare il sindaco. Tira aria di carte bollate in Sala del Tricolore, con la tensione al diapason per la vicenda della casa di Masone, per la valanga di accessi agli atti sugli appalti e i piani urbanistici, la lettera dal carcere di Pasquale Brescia e da ultima la vicenda surreale della “scorta-non scorta”, non decisa dalla Prefettura, ma solo “consigliata” da “chi di dovere”.

I consiglieri del Movimento 5 Stelle hanno fatto un balzo sulla sedia dopo aver letto la dichiarazione di ieri sera del sindaco Luca Vecchi: in un passaggio gli rimprovera di “far proprie le parole di un imputato per mafia e ripetendole, provando a portare a termine il tentativo di delegittimare le istituzioni“.

Il riferimento è, appunto, alla lettera con cui il costruttore Pasquale Brescia, cutrese di Reggio, in carcere al 41br in attesa delprocesso Aemilia, chiede le dimissioni del sindaco Vecchi “per non aver difeso la comunità cutrese”. Lettera che per il suo contenuto ritenuto minaccioso, ha messo in moto i provvedimenti di vigilanza nei conronti del sindaco e della sua famiglia, compreso il “consiglio” di farsi accompagnare da un vigile urbano nei sui spostamenti lavorativi. E’ la famosa “scorta non scorta”, o “scorta bufala”, su si è scatenato l’ultimo pandemonio politico.

Replica del gruppo consiliare 5 Stelle: “Parole false, gravissime ed inaccettabili.  Per l’esposto alla Procura e Corte dei Conti sono stati utilizzati l’articolo di una giornalista, Sabrina Pignedoli, minacciata da imputati in Aemilia e parte lesa nel processo contro la ‘ndrangheta, un comunicato del Siulpm e quello di risposta del Comune di Reggio. E sulla lettera (pubblicata da tutti i giornali) mai abbiamo fatto politicamente nostre le parole di Brescia ed abbiamo espresso solidarietà al primo cittadino e la necessità di garantire sicurezza allo stesso”. Conclusione: “O il sindaco chiede scusa, o procediamo per le vie legali“.

I pentastellati elencano documenti che smentiscono Luca Vecchi, compreso l’ordine del giorno presentato in consiglio comunale l’8 febbraio, dopo la lettera dal carcere di Brescia in cui veniva espressa   “condanna per contenuti minacciosi della lettera inviata dall’imputato al sig. Sindaco” con l’affermazione che va garantita la sicurezza al Primo Cittadino della città così come stabilito da Prefetto e Questore” .

“Sono i fatti e nostri atti istituzionali a smentire clamorosamente il sindaco Luca Vecchi chiosano i grillini –  Ragion per cui chiediamo al sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi di chiedere pubblicamente scusa al Movimento 5 Stelle per le informazioni totalmente false diffuse. Oppure verranno valutare azioni legali”.

Diverso è invece ” da parte nostra, non condividere  totalmente le politiche ipocrite del Pd e della Giunta Vecchi, la mancanza di trasparenza e autocritica politica denunciata anche da altri esponenti del partito di Vecchi e chiedere tra l’altro di far luce sulla gestione della cosiddetta “quasi scorta”.

Da qui alcuni interrogativi pepati: “Perchè la “quasi scorta” è già stata sospesa sia a Reggio che a Modena (apprendiamo oggi dalla stampa d’Oltre Secchia)? Recarsi la sera al ristorante è un impegno lavorativo-istituzionale?  Esistono atti dell’amministrazione comunale di Reggio che danno disposizioni in seguito alle semplici ‘raccomandazioni’ della Prefettura?  Su questo abbiamo depositato un accesso agli atti.  Domande lecite in democrazia”.

 

 

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