La Grissin Bon batte Reyer Venezia 98-96 dopo un tempo supplementare: un match all’ultimo respiro

07/03/2016 – (Carlo Codazzi) – Ricordando la bellissima serie di semifinale scudetto 2015, Grissin Bon e Umana hanno dato vita ad un infuocato match, degno proprio dei play off, che si è snodato a mò di thrilling con tanto di tempo supplementare risoltosi all’ultimo respiro a favore dei biancorossi.

La Reggiana ha vinto 98-96 conservando l’imbattibilità interna in gare della regular season che dura dal 18 ottobre 2014 (ko con Cremona) e agganciando nuovamente Milano al comando della classifica di serie A. Tanta roba per la truppa di Menetti che ha festeggiato il 25° successo casalingo consecutivo nella stagione regolare mettendo in bella mostra la classe intramontabile di Kaukenas e il talento di Pietro Aradori incontenibile nel 2°quarto. Alla Reyer non sono bastate le giocate di Mike Green  e Phil Goss  a loro volta in versione superman.

Veremeenko infila il libero del 96-93 per la Grissin Bon.

Veremeenko infila il libero del 96-93 per la Grissin Bon.

Nel 1° tempo gli attacchi hanno prevalso sulle difese e la Reggiana è stata brava ad ammortizzare l’immediato break degli ospiti subito scappati avanti 2-9. Sono stati proprio Aradori e Kaukenas a ricucire lo strappo e a permettere ai biancorossi di sorpassare i rivali sul traguardo del 1° quarto terminato 20-18, a loro favore, grazie al canestro in penetrazione di De Nicolao.

Nella seconda frazione Reggio è andata in sofferenza perdendo certezze in attacco causa la difesa individuale di Venezia che impediva la fluidità ai padroni di casa. L’Umana scappava via piazzando un break che l’ha spinta sopra di 10 lunghezze (27-37) con una bomba di Bramos. Il solito Kaukenas, con una tripla, ha suonato la carica ai grissini che a 1’48” dalla chiusura di parziale hanno operato il sorpasso (42-39). Fase nervosa del match con Polonara che veniva pizzicato in fallo in attacco dagli arbitri. Per Achille era il 3° personale. L’ala biancorossa non ha gradito e ha protestato rimediando un tecnico che l’ha costretto a uscire con 4 falli personali sulle spalle. Viggiano ha avuto a disposizione 3 tiri dalla lunetta di cui ne ha infilati 2 (42-41). Aradori è salito di prepotenza in cattedra e ha trascinato i suoi con 14 punti messi a segno nel parziale oltre a 2 rimbalzi catturati e 2 assist. Green ha chiuso la frazione con una bella penetrazione per il 46-45 che ha portato alla pausa lunga le due contendenti.

Kaukenas in lunetta nel 2° quarto.

Kaukenas in lunetta nel 2° quarto.

Da brividi per i grissini l’avvio di 3° quarto che li ha visti fermi al palo per 2’15” in cui gli uomini di De Raffale hanno messo a referto un parziale di 10-0 (46-55). Quando il match pareva girare da una parte ecco che l’inerzia si spostava beffardamente dall’altra, così i biancorossi hanno reagito attaccando con convinzione il ferro e chiudendo in difesa il perimetro agli avversari. I due coach si sono sfidati a suon di difesa individuale con un brevissimo passaggio a zona di Reggio che ha tappato il buco raggiungendo il 56 pari a 3’40” dalla fine di frazione. Il parziale è stato di dominio di Phil Goss che ha infilato 12 punti non sufficienti alla Reyer per la fuga perché il quarto si è concluso sul 62 pari proprio con una bomba di Goss che ha pareggiato i conti sulla sirena. Nel finale della frazione  Menetti aveva rischiato Polonara gravato, come citato, di 4 falli. Achille (bravo a prendersi un fallo sotto il tabellone) ha segnato dalla lunetta l’ultimo punto biancorosso del parziale.

Un attacco dell'Umana nel 2° quarto. Tiro da 3 di Viggiano.

Un attacco dell’Umana nel 2° quarto. Tiro da 3 di Viggiano.

Combattutissimo ed incertissimo il quarto conclusivo condotto punto a punto, sempre  sul filo del rasoio, dalle due sfidanti. Difese a Match up e a uomo per i due coach con Reggio sempre più propensa ad attaccare il ferro e Venezia ad aprire il campo per cercare le bombe di Green e Goss. Difese energiche e tanto atletismo da parte delle due formazioni che vedevanoprima Owens poi Aradori incappare nel 4° personale. A2’10” dalla fine Reggio era avanti 82-79. Dopo un time out di De Raffaelel, Green (11 punti per lui nella frazione) ha infilato una tripla dall’angolo per il nuovo pareggio (82-82). E’ uscito definitivamente dal parquet Viggiano per il 5° fallo personale che ha mandato in lunetta De Nicolao per un 2/2 che ha spinto Reggio sopra 84-82. Il finale dell’ultimo quarto è stato un vero thrilling. Goss ha pareggiato ancora i conti (84-84) e Veremeenko ha mancato la presa lasciando sfilare sul fondo, in attacco, un pallone sanguinoso. La difesa di Reggio ha costretto Venezia all’infrazione dei 24”, così Kaukenas ha avuto in mano il pallone della vittoria. Il tiro del lituano, però, ha preso il ferro e si è arrivati all’overtime.

Nel supplementare la lotta si è fatta sempre più incerta, un vero corpo a corpo tra le due formazioni che volevano a tutti i costi la vittoria. Ha dovuto abbandonare la contesa per il 5° fallo Owens, mentre resisteva Polonara. Esauriti i bonus è iniziata la roulette russa dei liberi. Sul 90 pari, a 1’10” dalla fine, Kaukenas ha segnato una tripla tanto bella quanto fondamentale che ha spinto Reggio al +3 (93-90). Un fallo di Ress in attacco su Polonara ha permesso al guerriero Achille di andare in lunetta. Polonara ne ha messo dentro solo uno per il 94-90 che pareva, comunque, una sentenza. La classe di Goss teneva in ansia i biancorossi perché il colored ha infilato una bomba che ha riportato i suoi ad 1 punto da Reggio (94-93). Veremeenko (prestazione di sostanza la sua, soprattutto negli istanti terminali) si è conquistato un fallo “pesante” (di Ress) al rimbalzo in attacco (ferro di De Nicolao) ed è andato in lunetta a firmare un 2/ 2 che ha portato Reggio sul 96-93 a 9”61 dalla sirena finale.

Phil Goss va al tiro sulla sirena di fine match.

Phil Goss va al tiro sulla sirena di fine match.

Dopo il time out chiesto da De Raffaele ferro di Goss dalla distanza e fallo su Aradori al rimbalzo. Dalla lunetta Pietro il grande ha sigillato il successo dei grissini con 2 liberi che hanno messo in ghiaccio i 2 punti. Utile solo per le statistiche la bomba proprio sulla sirena di Goss. Tabellone che riportava  98-96 per la Grissin Bon. Salutate la capolista! (dopo il tabellino le dichiarazioni post match dei due coach)

TABELLINO

 GRISSIN BON REGGIO EMILIA – UMANA VENEZIA    98-96

Singoli Quarti: 20-18;  26-27;   16-17;   22-22   SUP.  14-12

Progressivi :   20-18;   46-45;   62-62;   84-84   SUP.  98-96

GRISSIN BON REGGIO EMILIA: Aradori 25, Silins 8, Della Valle 5, Kaukenas  24, Veremeenko 10, Strautins , Golubovic  6, De Nicolao 8, Polonara  12. N.E. Bonacini. Allenatore: Massimiliano Menetti.

UMANA VENEZIA:  Jackson  8, Bramos 12, Green 28, Savovic 1, Viggiano 10, Ress, Goss 21, Ruzzier 2, Ortner 6, Owens 8, Tonut. N.E. Ndoye Hadim.  Allenatore: Walter De Raffaele.

NOTE:  TIRI DA 2: REGGIO EMILIA 22/44 (50%) VENEZIA 23/44 (52%)   TIRI DA 3: REGGIO EMILIA 10/23 (43%) VENEZIA 13/33 (39%)  TIRI LIBERI: REGGIO EMILIA 24/32 (75%) VENEZIA  11/14 (79%)   RIMBALZI: REGGIO EMILIA: Off.10, Dif. 34, : VENEZIA  Off.8 , Dif. 27; STOPPATE:, REGGIO EMILIA DATE 3; VENEZIA  DATE 3; PALLE PERSE:, REGGIO EMILIA 12; VENEZIA 10  PALLE RECUPERATE : REGGIO EMILIA 5; VENEZIA  3 ASSIST:, REGGIO EMILIA 23; VENEZIA 15.

Arbitri: Sabetta Enrico; Filippini Massimiliano, Aronne Emanuele

Note: spettatori 3460 – incasso 73.334,00.

DICHIARAZIONI POST MATCH

C’era comprensibile rammarico nelle parole pronunciate nel post gara da Walter De Raffaele: “Abbiamo concesso 32 liberi a Reggio, noi ne abbiamo tirati solo 14. La chiave del match sta anche in questo dato – l’analisi del coach della Reyer che ha anche ammesso di non aver gradito la condotta arbitrale -. Faccio i complimenti alla Grissin Bon, ma la differenza in questa partita l’hanno fatta gli episodi. Un tiro in più, uno in meno – ha proseguito amaro – e quando potevamo chiudere il match regolamentare abbiamo fatto morire il tempo con la palla in mano.

Walter De Raffaele, coach dell'Umana Reyer Venezia.

Walter De Raffaele, coach dell’Umana Reyer Venezia.

Hanno deciso gli episodi e proviamo dispiacere perché potevamo chiudere la gara in più occasioni. Come ho visto Aradori? La Grissin Bon ha  vissuto sulle sue fiammate nei primi 2 quarti – ha risposto piccato -. Pietro (ex della Reyer con cui ha giocato la serie di semifinale scudetto 2015 proprio contro i grissini ndr) è un “giocatore di striscia” e ha grande talento. Sarebbe stato meglio se avesse aspettato di andare in striscia fino a domenica prossima”. Il coach di Venezia è stato sollecitato ad analizzare i cambiamenti tattici da lui operati da quando ha preso il posto di Charlie Recalcati sulla panchina veneziana: “La nostra difesa è cambiata? La matrice difensiva è mutata già da un po’ – ha spiegato -. Certo non è stato facile da parte della squadra assorbire il cambio di guida tecnica, poi con la coppa europea i ragazzi hanno dovuto allenarsi giocando e ciò rendeva complicato assimilare le nuove tattiche di gioco. Ho cercato fin dall’inizio di alzare il rito dell’attacco per aumentare il numero di possessi e per giocare più in contropiede perché abbiamo i giocatori adatti per fare questo. L’obiettivo era cambiare così la nostra fase offensiva mantenendo, però, equilibrio difensivo”. Incalzato sulla maggiore propensione mostrata da Reggio ad attaccare il ferro, particolare che avrebbe favorito l’alto numero di liberi di cui hanno usufruito i biancorossi, De Raffaele ha replicato così: “L’osservazione è pertinente perché in effetti la Grissin Bon ha caratteristiche diverse dalle nostre ed è portata più di noi ad attaccare il ferro. Reggio ha fatto una scelta, anche in questo match, in attacco diversa dalla nostra. Noi tendiamo ad aprire il campo per trovare il tiro da 3 e cerchiamo meno di loro la penetrazione. E’ la nostra natura – ha concluso – che non possiamo stravolgere”.

Massimiliano Menetti gongolava per il 25° successo consecutivo interno in regular season della Reggiana ottenuto in una gara degna di una finale scudetto: “Dopo aver perso le coppe per noi è fondamentale prepararsi al meglio per i play off e la gara di stasera ha avuto i connotati emotivi e le schermaglie tecniche da play off – ha chiosato -. Se dopo l’eliminazione in Coppa Italia ci potevano essere dei dubbi sul carattere della nostra squadra sono stati fugati dalle prestazioni dei ragazzi nel match con Cremona e in quello di stasera. E’ stata una gara di cui non siamo riusciti a prendere del tutto l’inerzia, anzi in alcuni tratti l’abbiamo anche persa. E’ un percorso di crescita il nostro – ha aggiunto – che deve passare attraverso una prova mentale e caratteriale simile a quella di stasera con Venezia anche in una partita in trasferta e vorrei fosse la prossima. Abbiamo una settimana per lavorarci. In 2 settimane abbiamo conquistato 4 punti osservando su cosa dobbiamo lavorare per compiere un ulteriore passo avanti a livello tecnico. Cosa non ha funzionato nel momento brutto del 3° quarto? Le rotazioni erano più corte in quella frazione. Dall’avvio di gara eravamo senza Gentile (infortunato e assente ndr) e nella terza frazione ho tenuto de Nicolao in panchina perché aveva già 2 falli e temevo arrivasse rapidamente il 3°, così abbiamo perso il ritmo . Quando abbiamo fatto i cambi l’inerzia è tornata dalla nostra parte. Sicuramente lì ho notato che dobbiamo migliorare sulle palle vaganti perché circa 6 o 8 punti li abbiamo subiti in quelle situazioni.”

Max Menetti nel dopo match con la Reyer.

Max Menetti nel dopo match con la Reyer.

Se a parere di De Raffaele Reggio ha campato sulle fiammate di Aradori, Venezia non è stata da meno con le giocate di Green e Phil Goss. Menetti in proposito ha commentato così: “Non è facile marcare un play come Green – ha ammesso -. Quale era la nostra strategia per arginarlo? Al di là del fatto che Green è bravissimo nelle palle spot, noi abbiamo fatto bene sui pick&roll. Owens dava profondità a Green, quindi, noi abbiamo provato cose diverse cercando gli accoppiamenti giusti sui loro tiratori da 3. Siamo riusciti in questo e abbiamo impedito a Venezia di prendere l’inerzia totale della partita. Ci avrebbe fatto molto comodo avere Gentile che, per caratteristiche fisiche e atletiche, sarebbe stato il giocatore perfetto per marcare Green sul quale è partito Pietro, poi ho cambiato la marcatura passandola a Kaukenas come avrete notato. Come fa Kaukenas a giocare così a 39 anni? Rimas non è venuto a Reggio per caso e non è un caso che lui si esprima a questi livelli con noi – ha risposto orgoglioso alla domanda -. Lui ha grande sintonia con tutto il nostro ambiente, con la squadra e con lo staff tecnico. Per Rimas giocare a Siena era troppo semplice, qui deve accompagnare giovani talenti italiani nella crescita ed è molto più appagante per lui che ci sta riservando i  migliori anni della sua carriera. Con noi ha una condivisione del progetto societario maggiore rispetto a quella che poteva avere con Siena. Il club e i suoi compagni credono ciecamente in lui”.

Chiuso l’argomento dell’intramontabile Kaukenas, Menetti ha replicato a De Raffaele: “Noi ci siamo aggrappati alle fiammate di Aradori? Sì, Pietro ci ha trascinati all’inizio del match, poi loro hanno “pareggiato” con le fiammate di Green. Dopo le cose sono cambiate e siamo riusciti a servire bene l’attacco, soprattutto ad innescare Veremeenko anche se non è stato semplice. In fase difensiva siamo migliorati rispetto allo scorso anno perché tutti i ragazzi lavorano e provano ad andare oltre i propri limiti. Nelle ultime due gare non ci siamo mai nascosti con la zona e non vogliamo farlo nemmeno nelle prossime perché dobbiamo provare soluzioni tattiche diverse e dobbiamo farlo ora, prima dei play off. Della Valle non al top? Stasera ha faticato a passare sopra i blocchi di Venezia.”

Josh Owens in lunetta dopo il "tecnico" sanzionato a Polonara.

Josh Owens in lunetta dopo il “tecnico” sanzionato a Polonara.

L’ultima analisi del coach ha riguardato il palpitante finale con tanto di supplementare: “Cosa volevamo fare sul tiro da 3 di Goss che poteva girare il match dalla loro? La conclusione da 10 metri di Goss ci ha fatto tremare anche perché abbiamo perso uno scudetto in una situazione simile – ha ammesso Max -. Era scontato che Venezia avrebbe cercato il tiro della disperazione da 3 con lui e ho raccomandato ai ragazzi di non fare fallo per non concedergli 3 liberi. Comunque, caratterialmente abbiamo aggredito il supplementare anche se abbiamo rischiato sbagliando 2 liberi che potevano farci pensare ad una gara che stava fuggendo via. Nell’overtime siamo stati bravi a reagire e a catturare rimbalzi preziosi sia in attacco che in difesa dove non ne abbiamo perso nemmeno uno. Infatti, a decidere la partita è stato un rimbalzo in attacco di Veremeenko”.

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