Il titolo Iren ai massimi storici: 1,594 euro
E continua l’ondata di acquisti

17/3/2016 – Oggi il titolo Iren ha raggiunto un nuovo massimo storico alla Borsa di Milano: ha chiuso a 1,594 euro, +,59%  rispetto alla chiusura di mercoledì dove già aveva guadagnato il 2,77%. E martedì, dopo la diffusione dei dati di bilancio a mercati aperti, era balzato di un +3,6%. In pratica l’8% in tre giorni.

Ma non sono soltanto i conti 2015 (Ebitda oltre le previsioni, utile a 118 milioni) a spingere la multiutiliy del Nord ovest. Da giorni si registrano scambi sostenuti: qualcuno sta facendo incetta del titolo, ed è possibile che questo movimento continui sino alle soglie dell’assemblea del 22 aprile. Oggi sono passati di mano 1 milioni 595 mila titoli, ma solo nella giornata di ieri gli scambi hanno interessato 6 milioni 381mila titoli, addirittura più di A2A su cui  il movimento è di regola largamente superiore a Iren. C’è chi ritiene che siano soprattutto gli investitori istituzionali a prendere posizione in vista dell’assemblea, nel tentativo di bloccare l’adozione del voto maggiorato; tuttavia la pressione parallela su A2A ( stasera sul filo della chiusura sono stati comprati quasi 2 milioni di titoli sul totale di 10 milioni 43 mila della giornata) può far pensare a una mossa convergente per spingere la cabina di regia politica in direzione della fusione tra i due gruppi energetici.

 INTERMONTE E EQUITA PROMUOVONO IREN: TARGET PRICE TRA 1,7 E 1,18

Mercoledì, dopo i dati di bilancio, per Irenarrivata la   promozione di Intermonte, che ha confermato il rating sul   titolo ad outperform con target price aumentato da 1,65 a 1,8   euro sottolineando i dati oltre le attese del quarto   trimestre e il dividendo in crescita del 5% (mentre era  previsto stabile). Secondo il broker, il titolo tratta a   sconto rispetto ai concorrenti nonostante la qualità degli   impianti termoelettrici e le opportunità di consolidamento.   Anche Equita conferma il buy con prezzo obiettivo a 1,7 euro,   sottolineando che l’Ebitda è arrivato a 677,8 milioni (oltre   le attese di 672 milioni) e la posizione finanziaria netta è   migliorata a 2,169 miliardi (rispetto ai 2,226 miliardi   attesi).

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