Iren, il comune di Parma rientra nel patto di sindacato: assemblea dei sindaci il 14 marzo
E qualcuno rastrella grossi pacchetti di azioni

9/3/2016 – Il Comune di Parma rientra nel patto di sindacato di Iren con una quota azionaria inferiore al 2%. La decisione è stata assunta in sede politica, col sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi in veste di mediatore tra il collega di Parma Federico Pizzarotti e gli altri soci pubblici, e sarà deliberata in un’assemblea del sub-patto emiliano convocata per lunedì 14 marzo.

Pizzarotti avrebbe avuto un incontro con i sindaci reggiani del Pd, che lo avrebbero sottoposto a un mezzo processo per alcuni aspetti spiacevoli. Insomma, l’aria continua ad essere pesante. Non si sa quali contropartite siano state chieste al sindaco parmigiano a 5 Stelle. Nei giorni scorsi erano trapelate le richiesta di un accordo  sui rifiuti reggiani nell’inceneritore di Uguzzolo e di un’intesa non meglio specificata sulla governance: in pratica la pretesa dei sub pattisti emiliani di mettere becco nelle nomine spettanti a Parma. In questo senso si era parlato della giubilazione di Lorenzo Bagnacani  temuto non solo a Reggio ma anche a Torino  perle sue posizioni non propriamente allineate ai voleri del Pd, ma è tutto ancora in alto mare. L’unica certezza, appunto, è il rientro di Parma nel sub patto emiliano alla vigilia dell’assemblea che – oltre ad approvare un bilancio 2015 del gruppo Iren caratterizzato da un debito aggregato forse più elevato delle attese –  avrà all’ordine del giorno anche l’introduzione nello Statuto della clausola del voto maggiorato, in base alla quale per certe decisioni strategiche in assemblea (ad esempio la nomina e la revoca degli amministratori) il voto delle azioni detenute da più di 24 mesi varrà il doppio. In questo modo i soci pubblici, oggi poco sopra la soglia del 50%, vorrebbero garantirsi il pieno controllo della società anche in caso di vendita del 25% delle azioni in loro possesso.

Non possono escludersi tuttavia sorprese sul fronte degli investitori istituzionali, che hanno una pessima opinione del “voto maggiorato”: senza il loro accordo non sarebbe possibile approvare le modifiche allo Statuto in assemblea. Non mancano le avvisaglie di grandi manovre sul titolo Iren: proprio ieri sera alla chiusura della Borsa è passato di mano un pacchetto di 274 mila azioni. Qualcuno rastrella i titoli per mettere in difficoltà i soci pubblici? Lo vedremo nei prossimi giorni.

Be Sociable, Share!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *