Iren: fatturato a 3 miliardi 94 milioni. Cedola 5 cent e mezzo, al comune di Reggio dividendi per 9,6 mln

15/3/2016 – Un utile netto di 118, 2 milioni di euro, in crescita del 71, 4% rispetto al 2014, e un dividendo di 0,055 euro per azioni (equivalente al 3,4% del valore del titolo di 1,49 euro alla chiusura di Borsa di ieri sera). Il comune di Reggio Emilia riceverà 9,6 milioni di euro, Parma 4,3 milioni, la holding STU di Genova e Torino 23,3 milioni. Lo ha annunciato oggi la multiutility a conclusione del consiglio di amministrazione  che ha approvato il bilancio 2015 da sottoporre all’assemblea del 22 aprile. Assemblea che si preannuncia contrastata per diversi fattori: la proposta di voto maggiorato che manterrebbe il controllo dell’azienda agli enti locali anche perdessero la maggioranza, e che in questi termini non piace agli investitori istituzionali; le richieste di trasparenza dei piccoli azionisti, concretizzate in un esposto a Consob  sui crediti “permanenti” verso il comune di Torino e sulla posizione rispetto a Iren Rinnovabili; le politiche territoriali e il codice etico (vedi la chiusura dell’acqua potabile a un condominio moroso) e lo stesso livello di indebitamento,  che un lato scende a  2 miliardi 169 milioni di euro, quindi in diminuzione di 117 milioni rispetto al 2014, ma dall’altra in termini aggregati, comprendendo altri centri di costo come il rigassificatore Olt di Livorno, sarebbe molto più elevato.

Comunque sia, il cda della multiutility Reggio-Genova-Torino targata Pd, oggi ha diffuso notizie di segno positivo che hanno fatto subito balzare il titolo a 1,54 euro, con un bel +3,07% che brilla indiscutibilmente in una giornata depressa per piazza Affari.

“Rispetto all’anno precedente tutti gli indicatori di performance operativi sono in crescita – si legge nella nota diramata a mercati aperti –  Il Gruppo chiude il 2015 con ricavi a 3.094,1 milioni di euro in crescita del 6,6% rispetto all’anno precedente e un Margine Operativo Lordo a 677,8 milioni di euro (+8,8% rispetto al 2014). L’utile netto di Gruppo cresce del 71,4% a 118,2 milioni di euro mentre l’indebitamento Finanziario Netto al 31/12/2015 si attesta a 2.169 milioni di euro, in riduzione di circa 117 milioni”.

 Buoni risultati “resi possibili dalle sinergie realizzate su tutte le aree di business a cui si aggiunge il consolidamento di Amiat, la società che gestisce l’igiene ambientale nella città di Torino, oltre alle iniziative volte alla crescita che hanno permesso, tra l’altro, di superare per la prima volta il milione e mezzo di clienti energetici. Tutto questo mantenendo una forte attenzione allo sviluppo dei territori in cui il Gruppo Iren opera che rappresentano il focus strategico anche per la crescita futura e lo sviluppo economico e sociale condiviso.

 Un 2015 soddisfacente anche sul fronte finanziario – aggiunge ilcomunicato –  come testimoniato dall’ottenimento del rating investment-grade da parte dell’agenzia Fitch che consentirà un accesso migliore ai mercati finanziari”.

 “Le ottime performance registrate nell’anno – ha commentato l’amministratore delegato  Massimiliano Bianco – attestano la capacità da parte dell’Azienda di implementare rapidamente ed efficacemente le linee guida strategiche delineate nel piano industriale; la razionalizzazione delle partecipazioni ha portato alla costituzione  di IRETI, la società che gestirà in maniera unificata i business a rete del Gruppo, garantendo nei prossimi anni importanti efficienze e risparmi; l’attenzione verso il consolidamento territoriale ha consentito di porre le premesse per rilevanti progetti che si concluderanno nel corso dell’anno. Tali elementi costituiscono una solida base da cui partire per affrontare le sfide che ci attendono nei prossimi anni.”

 Il 2015 si era chiuso con l’annuncio dell’accordo quadro con il Comune di Vercelli che consentirà a Iren di diventare socio di maggioranza di Atena, multiutility di Vercelli, l’acquisizione del 40% della società Ecoprogetto Tortona, attiva nella costruzione e gestione di impianti di trattamento rifiuti, e la costituzione di IRETI, la società che gestirà in modo integrato i business a rete del Gruppo e su si è registrata l’occupazione manu militari da parte del Pd, che si è assicurato quattro consiglieri su quattro, con una vendetta di bassa lega verso  Lorenzo Bagnacani, consigliere non allineato, messo fuori dalla porta senza tanti complimenti.  

Il 2016 – aggiunge il gruppo Iren – “è proseguito nel solco dell’anno passato con l’acquisizione nel mese di gennaio della maggioranza del termovalorizzatore di Torino per 94,5 milioni di euro, operazione in linea con le linee strategiche del Piano Industriale al 2020 che vedono Iren come polo aggregatore nei propri territori di riferimento”. Prossimo inoltre, l’assorbimento di Amiu, l’azienda ambientale del comune di Genova diretta dal reggiano Ivan Strozzi, già amministratore delegato di Enia.

”  È importante sottolineare – ha dichiarato il presidente Profumo – anche l’importanza di quegli elementi non immediatamente esprimibili tramite cifre ma sulle quali il Gruppo sta costruendo il proprio futuro: il turnover generazionale, che ha portato nuove competenze ed energie al servizio dei business, l’innovazione diffusa, che è stata driver sostanziale nelle scelte strategiche effettuate e infine l’attenzione dimostrata verso il processo di aggregazione territoriale di cui IREN è e vuole continuare ad essere protagonista nei prossimi anni.”

” In seguito alle positive performance realizzate – conclude il comunicato –  il Consiglio di Amministrazione ha deliberato di proporre all’Assemblea degli azionisti il pagamento di un dividendo pari a 0,055 euro per azione, in crescita del 5,2% rispetto allo scorso anno, con un payout del 59,4%. Dividendo che, in epoca di tassi zero, offre un significativo rendimento (dividend yield) del 3,4% rispetto al prezzo di chiusura del titolo in Borsa al 14 marzo (1,49 euro per azione).

A beneficiare maggiormente del dividendo saranno i principali comuni soci di Iren. FSU, la holding che riunisce i comuni di Genova e Torino, riceverà 23,3 milioni di euro cui sono da aggiungersi, per il solo comune di Torino, ulteriori 5,2 milioni derivanti dalla partecipazione diretta di Fct. Seguono il Comune di Reggio Emilia che riceverà 9,6 milioni di euro, Parma 4,3 milioni e infine Piacenza 1,1 milioni. Un buon ritorno dunque per i territori dove Iren è presente che si aggiunge agli investimenti che l’azienda tradizionalmente fa per cultura, attività sociali ed educazione ambientale.

 

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