“Il Pd col sacco edilizio di Reggio
ha aperto le porte alla ‘ndrangheta”

29/3/2016 – “Sono stati i tanti sindaci, assessori e consiglieri di maggioranza (comunali e provinciali), con le proprie scelte politiche e amministrative tradotte nei piani regolatori a permettere specialmente dal 2000 in poi il radicamento economico di queste realtà (mafiose, ndr.), solo oggi definite criminose ma in precedenza ben inserite nel tessuto economico provinciale”.

 

Gianluca Nicolini

Gianluca Nicolini

Dopo un lungo silenzio sul processo Aemilia, collegato alla posizione di imputato del consigliere Giuseppe Pagliani, Forza Italia esce dalla tana e, come il bambino del Re Nudo, dice quello che molti pensano non da oggi e che comunque è sotto gli occhi di tutti: il sacco edilizio di Reggio col marchio della ndrangheta porta anche obbligatoriamente la firma del partito e della casta che governa senza interruzione la terra reggiana sin dalla Liberazione, e che negli ultimi quindici anni ha fatto ponti d’oro ai costruttori calabresi in un patto che ha integrato politica, professionisti, aziende poi rivelatesi inquinate o condizionabili dalle mafie.

Pierluigi Saccardi

Pierluigi Saccardi

Questa lettura dei fatti, che neppure la Dda – almeno per ora – è stata capace di affrontare in tutta la sua crudezza (pur introducendo il concetto inedito almeno in Emilia di “mafia imprenditoriale”) , è contenuta in una dura dichiarazione del coordinatore provinciale azzurro Gianluca Nicolini. L’occasione è fornita da un’intervista a 24emilia in cui il consigliere Pd Pierluigi Saccardi (ex presidente della Provincia di Reggio Emilia) afferma per l’ennesima volta che Pagliani sino alla sentenza -attesa per la fine di aprile, non dovrebbe intervenire nelle sedi istituzionali in cui è stato eletto. Saccardi si riferisce in particolare alle dichiarazioni del pentito Giuseppe Giglio, diffuse dalla Dda quando il dibattimento nel rito abbreviato era già chiuso, secondo cui alcuni personaggi tentarono un patto “lavoro in cambio di voti” con l’avvocato di Arceto. Ma Giglio aggiunge anche che quel patto o presunto non andò avanti, e non se ne fece nulla.

“Non voglio neanche pensare che quanto riferito nei verbali riferito a Pagliani sia vero afferma tra l’altro Saccardi – Il mio non è un giudizio penale, che ovviamente non mi spetta. E’ un giudizio politico. Lo ripeto da oltre un anno, ossia dal blitz delle forze dell’ordine che diede seguito all’inchiesta: nella posizione prima di indagato e poi di imputato, il consigliere Pagliani si sarebbe dovuto astenere dalla frequentazione delle sedi istituzionali.

Giuseppe Pagliani con Anna Maria Bernini e e il governatore della Liguria, Toti

Giuseppe Pagliani con Anna Maria Bernini e e il governatore della Liguria, Toti

Oggi Gianluca Nicolini risponde all’ex vice della Masini, ricordandogli che sino ad oggi l’unica sentenza emessa (quella del Tribunale del Riesame) scagiona Pagliani su tutti i fronti, e che a rispondere del sacco edilizio e di un patto con le imprese ndranghetiste devono essere piuttosto, i sindaci e le amministrazioni targate Pd responsabili del sacco edilzio che ha sfigurato Reggio e ha inquinato l’economia.

Il responsabile di forza Italia parla di “di affermazioni inaccettabili”: “saccardi da oltre un anno conduce una personale battaglia nei confronti dell’avvocato Giuseppe Pagliani reo, a suo dire, di continuare a svolgere il ruolo di consigliere comunale e provinciale, ruolo per il quale è stato eletto da tanti onesti cittadini.

A Saccardi vogliamo ricordare che Pagliani è, a tutt’oggi, un incensurato che si è visto suo malgrado applicato un provvedimento di carcerazione preventiva senza che ve ne fossero gli estremi – afferma Nicolini –  Infatti, la sentenza del Tribunale delle Libertà con la quale l’avvocato Pagliani è stato liberato, non solo ha contestato la necessità del provvedimento ma ha chiarito che le sue condotte «non integrano né l’elemento oggettivo, né quello soggettivo della fattispecie delittuosa contestata» e, in un altro passaggio, che «non integrano un contributo dotato di una effettiva rilevanza causale nella conservazione o nel rafforzamento delle capacità operative dell’associazione». Saccardi non vuole accettare l’unico fatto ad oggi certo, vale a dire che l’unica sentenza fin qui emessa nei confronti di Pagliani, e passata in giudicato nel settembre scorso, lo ha visto innocente e ha di fatto smontato tutte le accuse”

Pertanto” le affermazioni di Saccardi sono politicamente inaccettabili, in quanto si vorrebbe applicare nei confronti dell’avvocato Pagliani una “legge non scritta” in nome di una “opportunità morale” che il Pd reggiano non può certo rivendicale”.

E qui l’affondo: “È ben noto a tutti che il PCI-PDS-DS-PD ha ininterrottamente governato i comuni della nostra provincia, salvo rare eccezioni. Pertanto chi ha permesso con le proprie scelte politiche e amministrative tradotte nei piani regolatori comunali, specialmente dagli anni 2000 in poi, il radicamento economico di queste realtà, solo oggi definite criminose ma in precedenza ben inserite nel tessuto socio economico provinciale, sono stati i tanti sindaci, assessori e consiglieri di maggioranza (comunali e provinciali) che hanno largamente accordato a tali ditte varianti e incrementi urbanistici, contribuendo a quello che da tutti viene definito come il “grande sacco urbanistico” del nostro territorio”

“Molto presto – conclude Nicolini – avremo il pronunciamento del Tribunale Ordinario che confidiamo confermerà la sentenza del Tribunale della Libertà ristabilendo anche in quella sede la verità delle cose”. Avremo anche un’inchiesta Aemilia-quater che vada a scavare negli affari, negli appalti, nei piani e nelle concessioni edilizie e dei relativi patti tra politica, economica e mafie?

 

 

 

Be Sociable, Share!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *