Il Campovolo, il Mirabello off-limits e il colpo gobbo del Pd che avrà il monopolio degli spettacoli live
Inguardabile conflitto d’interessi: una gara da rifare

DI PIERLUIGI GHIGGINI

20/3/2016 – Reggio Emilia assiste a un’altra situazione di conflitto d’interessi con epicentro il Pd, particolarmente rilevante non solo per gli interessi in campo, ma perchè progettata a tavolino con notevole pelo sullo stomaco. Lunedì alle 13 in Comune sarà aperta la busta con l’unica offerta presentata per la subconcessione dell’area non operativa dell’aeroporto di Reggio (Campovolo). L’offerta è della società Aliante Servizi, controllata in toto dal Pd, che gestisce la festa de l’Unità: sarà dunque il Pd, a meno di irregolarità formali eclatanti, a sfruttare e far fruttare l’area per i prossimi nove anni.

Concerto di Ligabue al Campovolo

Concerto di Ligabue al Campovolo

E’ il sigillo a una situazione di fatto, si dirà, anche se qualche ignaro alieno sceso da un’altra galassia normale potrebbe trovare non esattamente elegante il fatto che il Comune conceda a lungo termine lo  il lucroso sfruttamento di quell’area  al partito politico che lo controlla, che esprime sindaco e Giunta e che è maggioritario in consiglio comunale. Non si sono fatti avanti altri concorrenti, si dirà: forse nessuno ha la forza o la voglia di mettersi a litigare per gestire una situazione politicamente pasticciata, o forse è scattata una moral dissuasion sulla base dell’ampia discrezionalità concessa al partito nel rito reggiano. Ma sono illazioni, ciò che contano sono i fatti.

Ed è qui che casca l’asino, anzi gli asini che si sono fatti prendere per il bavero. Perchè il sindaco Luca vecchi ha scelto strategicamente la giornata di ieri, sabato 19,  in occasione delle premiazioni Coni, per annunciare a sorpresa che il vecchio stadio Mirabello verrà rinnovato con un bel campo in sintetico, e di conseguenza lì non si faranno più spettacoli. Gli ultimi a calcare il Mirabello probabilmente saranno i Negramaro il 15 luglio, poi sipario calato sui live nel vecchi stadio urbano, che per gli spettacoli dal vivo era l’ideale anche in ragione della posizione centralissima in città.

“Il manto è delicato e ha bisogno di un grande investimento per trasformarlo in sintetico – ha detto sbrigativamente il primo cittadino – A partire dal 2017 non vi saranno pià spettacoli musicali: la scelta della città della musica è localizzata altrove, tipo nel capannone 15 delle Reggiane”.

Per la cronaca giovedì 17 marzo, un giorno prima della chiusura del bando per la concessione dell’area non operativa al campovolo (fare attenzione alle date) la giunta ha deliberato le linee guida per il recupero del capannone 15 da utilizzare per “sport, spettacoli, intrattenimento e cultura”. Si dovrà raggiungere un’intesa con Fantuzzi Immobiliare e  poi, questo il programma dell’amministrazione, affidare il pacco a partner privato. Questione di anni. La prospettiva del capannone 15 è oggi uno specchietto per le allodole. In realtà l’unica area disponibile per gli spettacoli live, col Mirabello off limits,  resterà l’area del Campovolo. In altri termini, chi vorrà fare spettacoli dal vivo a Reggio Emilia dovrà passare giocoforza dal cassiere del Pd.

Ora, Vecchi ha dato l’annuncio dell’inagibilità del Mirabello 24 ore dopo la chiusura del bando per l’area Campovolo. Una scelta causale? I soldi per il campo in sintetico si sono materializzati per incanto nella notte? No. E’ legittimo ipotizzare che se l’annuncio fosse arrivato prima, magari all’apertura del bando, qualche operatore forse avrebbe deciso di partecipare alla gara per l’area aeroportuale, che ora – con la mossa del cavallo del sindaco – diventa un business non indifferente in aggiunta quello solito della Festa de l’Unità.

Invece si è scelto di annunciare la “chiusura” dello stadio urbano, assunta evidentemente tempo prima (però lo sapeva solo l’amministrazione che fa riferimento al Pd) soltanto il giorno dopo la chiusura del bando che ha per unico concorrente la società Aliante Servizi del Pd. Qualcuno forse era stato avvertito in anticipo?

Tutto regolare? Forse, però inguardabile. Fossimo in Borsa scatterebbe un’inchiesta per aggiotaggio, vale a dire l’uso illecito di informazioni riservate al fine di realizzare un guadagno. Certamente sono cambiate le regole mentre la partita era in corso o, per meglio dire,  il sindaco ha modificato alcune coordinate decisive dello scenario in cui è svolta la gara per l’area aeroporto.

Non a caso le reazioni sono negative anche nei dintorni del Pd. Significative le considerazioni che Marco Vicini, del circolo Arci Tunnel, ha affidato a Facebook:  “Mesi passati ad annunciare concerti immaginari e immaginifici grandi spazi per lo spettacolo a Reggio Emilia – ha scritto nella sua bacheca – poi arriva l’unico annuncio davvero credibile: dall’anno prossimo non si potranno più fare spettacoli al Mirabello,  dove è stato annunciato un concerto (non immaginario) dei Negramaro il 15 luglio, dopo quello dei Negrita del 25 luglio scorso.

Chiunque volesse realizzare spettacoli all’aperto dall’estate prossima non avrà alternative: dovrà farli al campo volo, che sta per essere affidato tramite bando al partito democratico per i prossimi 9 anni. In sostanza – aggiunge Vicini – dovrà pagare l’affitto (e immagino diversi servizi) al partito che guida l’amministrazione della città. Il modo migliore per stimolare investimenti nel settore e qualificare Reggio Emilia come punto di riferimento per spettacoli medio grandi. Davvero una pagina di nobile, alta politica.”

Come dargli torto, se non altro sulla “nobiltà”  di questa pagina della politica reggiana? Non si governa a colpi di furbizie, soprattutto se a guadagnarci sono quelli di casa propria. Per riportare la vicenda Campovolo sui binari della trasparenza c’è una sola cosa da fare: sospendere l’apertura della busta, prevista per lunedì alle 13, e riaprire i termini del bando. Se vuole, il sindaco è ancora in tempo.

 

 

 

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