Aemilia, aperto il processo, urla di un imputato contro Delrio Ma i reggiani disertano l’aula bunker
Prossima udienza il 20 aprile, poi avanti a tappe forzate

23/3/2016 – Alle 10,32, in ritardo di un’ora sulla tabella di marcia, il presidente del Tribunale di Reggio Emilia, Francesco Maria Caruso, è entrato nell’aula bunker prefabbricata che occupa interamente il vasto cortile di palazzo di Giustizia e, affiancato dai giudici Cristina Beretti e Andrea Rat, avendo di fronte a sé i pm della Dda Marco Mescolini e Beatrice Ronchi che sostengono l’accusa, ha dichiarato aperto il processo Aemilia contro la ndrangheta radicata nel reggiano.

Dopo due ore di formalità procedurali (l’appello degli imputati e dei loro avvocati, la chiamata delle parti civili) il processo è stato sospeso, come previsto, per quasi un mese, in modo da completare l’allestimento dell’aula straordinaria e anche per mettere ai pm di intervenire nei riti abbreviati in corso davanti al Gup di Bologna. Prossima udienza il 20 aprile, poi si andrà avanti a marce forzate: ben 24 udienze , con una media di due alla settimana, in quattro mesi sino a fine luglio. Dopo la pausa feriale, ripresa il 7 e il 9 settembre, poi si vedrà.

L'aula bunker prefabbricata

L’aula bunker prefabbricata

Dei 147 imputati erano presenti quasi tutti i detenuti, in aula  dentro le “gabbie” a sinistra della Corte o in video conferenza da diverse carceri, e buona parte di quelli agli arresti  domiciliari: fra gli altri Michele Bolognino, Gianni e Antonio Floro Vito,  Alfredo Amato, Gaetano Blasco, Pasquale Brescia (l’autore della lettera dal carcere al sindaco Vecchi), Francesco Amato, Antonio Muto del 1978,Antonio Muto del 1955, Salvatore Muto, Alfonso Paolini, Antonio Rocca, Mario Ursino in videoconferenza da Ascoli Piceno, Palmo e Giuseppe Vertinelli.

L'arrivo degli imputati in stato di carcerazione preventiva

L’arrivo degli imputati in stato di carcerazione preventiva

Assenti in grande maggioranza gli imputati in stato di libertà, e fra questi il calciatore Vincenzo Iaquinta e suo padre Giuseppe. E Francesco Macrì, il costruttore che nel 2012 aveva venduto la casa di Masone a Maria Sergio, moglie del sindaco Vecchi.

Le gabbie per gli imputati detenuti

Le gabbie per gli imputati detenuti

Ma ancora meno erano i cittadini reggiani che hanno voluto seguire la prima udienza nello spazio in fondo all’aula, occupato in gran parte dai giornalisti (che solo a udienza conclusa hanno avuto l’autorizzazione a effettuare riprese video e a scattare fotografie) .

Imputati in stato dio detenzione al termine dell'udienza, prima della traduzione in carcere

Imputati in stato dio detenzione al termine dell’udienza, prima della traduzione in carcere

Pochissimi cittadini  contro una presenza massiccia delle parti civili (oltre quaranta , comprese le costituzioni avvenute in mattinata) e delle autorità locali: il presidente della Regione Stefano Bonaccini, il sindaco Luca Vecchi con altri primi cittadini, il presidente della provincia Giannmaria Manghi, il segretario della Cgil Guido Mora e altri  sindacalisti.

Mezzi di polizia e Carabinieri all'esterno di palazzo di Giustizia (foto Bucaria)

Mezzi di polizia e Carabinieri all’esterno di palazzo di Giustizia (foto Bucaria)

In aula anche il Questore Isabella Fusiello e il comandante dei Carabinieri Antonino Buda, responsabili di un imponente schieramento di forze dell’ordine. Ma tutto è filato per il meglio: anche le procedure all’ingresso sono state celeri.

Un agente blocca lo scatto

Un agente blocca lo scatto

Oltre un centinaio gli avvocati presenti. Fra questi, il presidente dei penalisti Domenico Noris Bucchi ha ostentato un fiocco bianco fissato ai cordoli della toga, per protesta contro le severe considerazioni che la Dna ha riservato ai professionisti del settore legale.

Imputati nelle gabbie al termine dell'udienza

Imputati nelle gabbie al termine dell’udienza

Tuttavia anche con cento avvocati l’aura bunker è apparsa semideserta. Vedremo cosa accadrà nelle prossime udienze, quando il processo entrerà nel vivo, ma c’è da scommettere che la vedremo piena solo in pochissime occasioni.

Il collegio giudicante col presidente Caruso visto dal monitor

Il collegio giudicante col presidente Caruso visto dal monitor

Le uniche vibrazioni dell’udienza le ha offerte Francesco Amato , imputato ai domiciliari, che ha chiesto ripetutamente di parlare e alla fine si è fatto buttare fuori dal presidente Caruso. Mentre gli agenti lo portavano via, ha fatto in tempo a gridare “Delrio è implicato, con la Masini e il prefetto”, pronunciando parole come “Isis”,   “terrorismo internazionale” e un sarcastico “bravi comunisti”. L’impressione è che la protesta di Francesco Amato possa non restare isolata: altri imputati potrebbero riservare dichiarazioni a sorpresa, magari non così sgangherate.

Giornalisti e fotografi nell'ala del pubblico

Giornalisti e fotografi nell’ala del pubblico

Del resto tutti gli occhi sono puntati ora sul 4 aprile, quando il pentito Giuseppe Giglio parlerà davanti al Gup di Bologna nel corso del rito abbreviato che procede di pari passo col processo reggiano e dovrebbe concludersi alla fine di aprile.

Sempre oggi, Michele Bolognino ha chiesto e ottenuto la parola per lamentarsi del fatto che il direttore del carcere pretenderebbe la richiesta di autorizzazione ogni volta che lo viene a trovare la figlioletta, mentre il Gip gli ha concesso la visita permanente.

LE PARTI CIVILI

Nell’udienza di oggi si sono costituite nuove parti civili: il comune di Parma, il consorzio ricominciamo di San Felice sul Panaro, la fondazione Caponnetto, il comune di Mirandola, la fondazione anti Usura Inreresse Uomo, il comune di Viadana e altri ancora.

Palazzo di giustizia (foto Bucaria)

Palazzo di giustizia (foto Bucaria)

La loro posizione sarà valutata il 20 aprile. si aggiungono comunque a una lista già molto lunga, più istituzioni che persone: Francesco Salvo, giuseppina Mazzei, Francesco Pellegri, la giornalista Sabrina Pignedoli, la Regione Emilia Romagna, il comune di Finale Emilia,, Confindustria nazionale, la Provincia di Reggio Emilia, i comuni di Reggio Emilia, Sala Baganza, Gualtieri, Bagnolo, Reggiolo, Montecchio (presente in aula con il sindaco Paolo Colli) e Brescello attualmente commissariato. Inoltre la Cna, il sindacato autotrasportatori Fita Cna guidato da Cinzia Franchini, Associazione Stampa Emilia-Romagna, l’Ordine dei Giornalisti, Cgil, Cisl e Uil regionali, le Camere del Lavoro di Reggio Emilia e Modena, Legambiente, l’associazione Paolo borsellino onlus, i ministri dell’Interno e dell’Ambiente, l’Agenzia delle Entrate.

L'arrivo dei detenuti

L’arrivo dei detenuti

IL CALENDARIO DELLE UDIENZE

Il processo, secondo quanto indicato dal presidente Caruso, riprenderà il 20 aprile per andare avanti al ritmo di otto udienze al mese. Un ritmo che ha suscitato i malumori degli avvocati, ai quali Caruso ha fatto osservare che l’esigenza di fare presto prevale su tutto.

Ecco il primo calendario:

Aprile – giorni 20, 27 e 29

Maggio – giorni 4, 6, 11, 13, 18, 20, 25, 27

Giugno – giorni 1, 8, 10, 15, 17, 22, 24, 29

Luglio –  giorni 6, 8, 13, 15, 20, 22

Dopo la pausa feriale, in Settembre giorni 7 e 9. Poi sarà fissato un nuovo calendario: il processo durerà più di due anni.

L'aula e le gabbie per gli imputati detenuti

L’aula e le gabbie per gli imputati detenuti

” MANGHI: QUI NON E’ SOTTO ACCUSA UN’INTERA COMUNITA’ “

“Questo non è un processo ad una comunità nella sua interezza, ma a un gruppo di persone, a un sistema che ha prodotto eversione mafiosa: la comunità reggiana è quella che si è ritrovata lunedì in piazza insieme a tantissimi giovani per riaffermare il proprio convinto rifiuto di ogni tentativo di prevaricazione e di infiltrazione maf iosa e per tenere alta, anche dal punt0 di vista culturale, una barriera che siamo impegnati a rafforzare sempre di più”. Lo ha detto il presidente della Provincia di Reggio Emilia Giammaria Manghi a margine del processo Aemilia.

Il presidente della Provincia Giammaria Manghi (al centro) insieme ai sindaci Angeli e Carletti

Il presidente della Provincia Giammaria Manghi (al centro) insieme ai sindaci Angeli e Carletti

La Provincia di Reggio Emilia si è costituita parte civile al maxiprocesso attraverso l’avvocato Salvatore Tesoriero del Foro di Bologna insieme ai Comuni di Bibbiano, Brescello, Gualtieri, Montecchio e Reggiolo. “La cost ituzione a parte civile è un’ assunzione di responsabilità in nome e per conto di tutti i comuni del territorio: avanzata, e accolta, all’udienza preliminare per tutti i procedimenti relativi ai reati di associazione a delinquere di stampo mafioso e di concorso esterno, oggi l’abbiamo estesa anche ai delitti e ai reati di scopo”, ha aggiunto Manghi presente questa mattina al processo insieme ai sindaci di Bibbiano, Gualtieri, Montecchio e Reggiolo (quello di Brescello  è commissariato).

L'aula bunker prefabbricata vista dall'alto: occupa l'intero cortile di palazzo di Giustizia

L’aula bunker prefabbricata vista dall’alto: occupa l’intero cortile di palazzo di Giustizia

Come illustrato all’udienza preliminare svoltasi a Bologna tra ottobre e novembre dall’avvocato Salvatore Tesoriero , che è affiancato dal legale di Palazzo Allende Alessandro Merlo, la Provincia di Reggio Emilia e i cinque Comuni si ritengono “persona offesa e danneggiata rispetto a tutti i capi di imputazione che hanno ad oggetto i delitti commessi nel territorio dell’ente o la cui manifestazione abbiacomunque arrecato un danno all’ente stesso”.  Analoga, ma distinta iniziativa è stata attuata anche dal Comune di Reggio Emilia e dalla Regione Emilia-Romagna, pure presenti questa mattina col sindaco Vecchi e il presidente Bonaccini.

Peraltro il sindaco di Montecchio deve ancora spiegare perchè fu assegnato l’appalto della scuola media a una ditta del casertano che non presentò la certificazione antimafia, e perchè esponenti dell’opposizioni furono minacciati di querele per le loro denunce. Se è vero che la Provincia rappresenta tutti, dovrebbe essere il presidente Manghi ad esigere chiarimenti dal sindaco di Montecchio che questa mattina lo ha accompagnato in aula, e a comportarsi di conseguenza.

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