Guardia di Finanza: boom di evasori totali, richieste di sequestro per 55 milioni
Giro di riciclaggio per 25 milioni: bilancio 2015 delle Fiamme Gialle reggiane

15/3/2016 – Scoperto un giro di riciclaggio per 25 milioni di euro, che ha portato alla denuncia di sei responsabili, e truffe nei finanziamenti europei per nove milioni di euro.  Scoperti 29 evasori fiscali totali, su 629 individuati in tutta la regione. Richieste di sequestri per 55 milioni di euro per reati penali fiscali. Scoperti 89 lavoratori irregolari di cui 27 completamente in nero. Sequestrati beni per 11 milioni di euro a 34 persone in base alla normativa antimafia.
Accertati danni erariali per 600 mila euro provocati da dipendenti o amministratori pubblici, fra i quali due dipendenti che arrotondavano in modo cospicuo lo stipendio con consulenze extra in violazione della disciplina sulle incompatibilità e il cumulo di incarichi.

Queste alcune cifre di un 2015 particolarmente brillante per la Guardia di Finanza di Reggio Emilia, contenute nella relazione sul bilancio dell’attività svolta dai reparti del Comando Provinciale.
“L’impegno del Corpo, al fine di rendere l’azione più incisiva e capillare, si è articolato nell’esecuzione di 40 piani operativi – si legge nella relazione –  costituenti altrettanti mirati settori di intervento a contrasto dei fenomeni di illegalità economico – finanziaria, raggruppati in 3 principali aree strategiche”.

I DATI REGIONALI

Gli evasori totali, completamente sconosciuti al fisco, smascherati nel 2015 in tutta Emilia-Romagna dalla Guardia di Finanza sono stati 629 (contro i 466 del 2014), mentre sono 278 i datori di lavoro finiti nei guai per avere impiegato 525
lavoratori ‘in nero’ e 1.338 lavoratori irregolari. Solo nel contrasto all’economia sommersa e alle frodi fiscali, le Fiamme Gialle a livello regionale hanno eseguito oltre 5.100 verifiche.
    I controlli hanno portato alla denuncia di 1.051 soggetti responsabili di reati fiscali, il 61% per illeciti gravi come
l’emissione di fatture per operazioni inesistenti e la presentazione di dichiarazioni fraudolente. I controlli nel settore appalti pubblici hanno smascherato irregolarità per 9 milioni, con 36 denunce; quelli legati all’erogazione di prestazioni sociali agevolate e per l’esenzione del ticket sanitario hanno evidenziato una percentuale di irregolarità pari al 70% dei casi, per un danno complessivo allo Stato di oltre 367.000 euro.

Il CONSUNTIVO A REGGIO EMILIA
La relazione del Comando provinciale sull’attività 2015

“Il contrasto all’evasione, all’elusione ed alle frodi fiscali”.

“Il contrasto alle frodi fiscali ed all’economia sommersa costituisce obiettivo prioritario del Corpo ed è stato attuato sia mediante l’esecuzione delle ordinarie attività ispettive di natura amministrativa (le “verifiche”, di natura più approfondita, ed i “controlli”, di tipo più speditivo) che con mirate indagini di polizia giudiziaria.

L’attività eseguita, orientata e calibrata sulla base dell’analisi della realtà economica locale, ha comportato l’esecuzione di 73 indagini di polizia giudiziaria e 453 verifiche e/o controlli ai fini II.DD., IVA ed altri tributi.

Sono stati scoperti 29 evasori totali, denunciate alla competente Autorità Giudiziaria 202 persone per violazioni penali tributarie (inerenti principalmente l’emissione / utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, l’omessa o infedele dichiarazione di redditi e l’occultamento e/o distruzione di documentazione contabile) e sottoposte al vaglio dell’Autorità Giudiziaria  proposte di sequestro per oltre 55 milioni di euro, mentre sono stati eseguiti sequestri “per equivalente” per 1,5 milioni di euro.

Sono stati effettuati 10 interventi di iniziativa in materia di “contrasto all’evasione fiscale internazionale”, riscontrando 2 casi di “fittizia residenza all’estero” e 8 di violazioni in materia di “transfer pricing” (una tecnica elusiva attraverso la quale operando manovre contabili sui prezzi di trasferimento praticati nelle transazioni infragruppo si spostano redditi imponibili da una società ad un’altra); inoltre, sono state sviluppate 5 deleghe dell’Autorità Giudiziaria.

Sono complessivamente 89 i lavoratori irregolari scoperti, di cui 27 completamente “in nero”, e 18 di datori di lavoro verbalizzati per impiego di manodopera irregolare; i rilievi hanno interessato principalmente i settori della ristorazione, dell’edilizia, del commercio al minuto e quello industriale.

Nel comparto dei giochi e delle scommesse “illegali” sono stati effettuati 5 interventi che hanno portato alla verbalizzazione di 10 persone, di cui 7 denunciate all’Autorità Giudiziaria.

Sono stati effettuati 17 controlli in materia di accise ed altre imposte indirette sulla produzione e sui consumi, nei confronti sia di impianti di produzione e deposito dei prodotti energetici che di distributori stradali di carburante.

Tali interventi hanno la finalità di riscontrare non solo l’assolvimento degli obblighi verso l’Erario, ma l’effettivo quantitativo erogato dalle colonnine, la qualità merceologica dei prodotti immessi in consumo, il rispetto degli obblighi in tema di corretta e trasparente informazione all’utenza dei prezzi praticati.

“Il contrasto agli illeciti in materia di spesa pubblica e all’illegalità nella Pubblica Amministrazione”.

L’attività operativa in questo particolare settore si è estrinsecata nel monitoraggio dei flussi di spesa originati dai contributi alle imprese, di origine nazionale o comunitaria, dai finanziamenti del servizio sanitario nazionale, nonché dalle risorse movimentate per i pubblici appalti e dal sistema previdenziale nazionale.

In particolare, sono stati effettuati n. 10 interventi finalizzati a riscontare la corretta percezione di risorse a carico del bilancio dell’Unione Europea, per “aiuti all’agricoltura e fondi strutturali”, ovvero del bilancio nazionale e/o locale per “incentivi alle imprese”, individuando oltre 9 milioni di euro di contributi indebitamente percepiti e/o richiesti e denunciando 3 persone.

In materia di “spesa sanitaria” sono stati effettuati 14 controlli, mentre 55 sono gli interventi in materia di “prestazioni sociali agevolate”, di cui il 27% circa conclusi con esito irregolare.

Le attività svolte in materia di “danni erariali” hanno consentito di accertare violazioni per oltre 600.000 euro, rivenienti, tra l’altro, da approfondite indagini nei confronti di 2 lavoratori nel pubblico impiego che effettuavano prestazioni professionali “extra” in violazione alla disciplina sulle incompatibilità, cumulo di impieghi e di incarichi dei pubblici dipendenti.

In materia di “appalti” sono state denunciate 2 persone per aver, rispettivamente, affidato e ricevuto un subappalto senza la prevista autorizzazione, in violazione delle Legge 646/1982.

“Il contrasto alla criminalità economico-finanziaria”.

“L’impegno operativo in questo comparto è stato focalizzato sull’individuazione ed aggressione sistematica dei patrimoni illecitamente accumulati dai soggetti direttamente o indirettamente (tramite prestanome) riconducibili all’area della criminalità organizzata. Ne deriva che strettamente connessa e complementare è stata l’attività ispettiva svolta nel più ampio settore del mercato dei capitali, a contrasto dei fenomeni di “usura”, “riciclaggio”, “trasferimento fraudolento di valori” e “falso nummario”. Gli interventi sono stati sviluppati attraverso mirate indagini di polizia giudiziaria, ma anche con lo sviluppo di segnalazioni di operazioni sospette pervenute dagli operatori qualificati, nonché con le ispezioni antiriciclaggio svolte nei confronti degli intermediari finanziari abilitati.

In particolare, si è proceduto all’esecuzione di:

– articolate indagini in materia di “riciclaggio” che hanno condotto alla denuncia di 6 responsabili per complessivi 25 milioni di euro di riciclaggio accertato;

– approfondimento di n.156 segnalazioni per operazioni sospette;

-3 interventi di iniziativa in materia di “usura” ed allo sviluppo di 10 deleghe dell’Autorità Giudiziaria, nel corso delle quali 5 tra le persone escusse in atti ostacolavano l’attività di indagine con dichiarazioni omissive e/o reticenti e, pertanto, sono state denunciate per favoreggiamento; inoltre, lo sviluppo di successivi accertamenti patrimoniali nei confronti di uno dei soggetti denunciati per “usura”, ha consentito di sottoporre a sequestro 3 unità immobiliari per il valore di € 360.000;

6 interventi di iniziativa in materia di “reati fallimentari”, che hanno portato alla denuncia di 7 responsabili, per i reati di bancarotta fraudolenta patrimoniale e/o documentale;

15 interventi a tutela degli strumenti di pagamento, con la denuncia di 14 soggetti per “falso nummario” e 4 responsabili di falsificazione di “altri mezzi di pagamento”;

9 interventi a contrasto della criminalità organizzata con accertamenti patrimoniali ai sensi della normativa antimafia nei confronti di 34 soggetti, conclusi con il sequestro di beni per circa 11 milioni di euro, sul territorio nazionale. Inoltre, nell’ambito di accertamenti patrimoniali finalizzati all’applicazione di misure di prevenzione nei confronti di un condannato in primo grado per il reato di associazione per delinquere di stampo mafioso, sono stati individuati beni immobili e disponibilità finanziarie allo stesso indirettamente riconducibili in territorio lituano che, con rogatoria internazionale, sono stati sottoposti a sequestro”.

Particolare attenzione è stata rivolta anche alla lotta al fenomeno della contraffazione ed alla tutela del “made in Italy”, del “diritto d’autore” e della “sicurezza prodotti”, con l’esecuzione di 35 interventi, la denuncia di 27 persone e il sequestro di circa 8.000 prodotti, tra capi di abbigliamento e accessori, apparecchiature elettriche ed elettroniche, ricambi meccanici e giocattoli. L’attività in tale specifico comparto ha consentito a questo Comando, nel mese di dicembre 2015, di donare alla Caritas reggiana oltre 7.000 capi di abbigliamento da destinare alle persone più bisognose.

“L’attività della Guardia di Finanza, in tutti i settori istituzionali di intervento e di vicinanza al cittadino, trova sicuramente tra i suoi punti di forza il controllo economico del territorio ed il servizio di pubblica utilità “117”.

Il controllo economico del territorio, fondamentale per il monitoraggio delle dinamiche locali e l’acquisizione di input investigativi, viene attuato mediante costante presenza dei militari sul territorio provinciale.

La prossimità ai cittadini viene assicurata oltre che dalle pattuglie che quotidianamente operano e interagiscono a diretto contatto con la popolazione locale, anche dal canale telefonico e telematico offerto dal numero di pubblica utilità “117”, al quale il contribuente può rivolgersi per richieste di intervento e segnalazioni.

Nel rispetto delle funzioni istituzionali attribuite al Corpo dal vigente quadro normativo – conclude la relazione –  anche per l’anno 2016 l’obiettivo primario continuerà ad essere la tutela dell’economia legale a favore delle imprese rispettose delle regole e dei cittadini onesti”.

Be Sociable, Share!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *