Fiaccolata sotto la pioggia per Jessica Filianti , trucidata vent’anni fa. Nascerà una fondazione in suo nome

9/3/2016 – C’erano anche il sindaco Luca Vecchi, il presidente di palazzo Allende Giammaria Manghi, la consigliera comunale Cinzia Rubertelli, esponenti di diverse associazioni, prima fra tutte NonDaSola che gestisce la Casa delle Donne, e numerosi  cittadini, ieri sera sotto una pioggia gelida, alla fiaccolata nel centro di Reggio Emilia  in memoria di Jessica Filianti, trucidata a 17 anni il 14 marzo 1996 con 43 coltellate dal fidanzato Luca Ferrari.

La partenza del corteo per Jessica

La partenza del corteo per Jessica

In testa al corteo la mamma di Jessica, Giuliana Reggio, che ha da sempre si batte con tutte le sue forze per la memoria della figlia, per ottenere giustizia e la sicurezza delle donne e delle ragazze: è lei che ha voluto la manifestazione nella giornata della donna, a distanza di vent’anni dall’omicidio. La Mamma Coraggio reggiana intende costituire una fondazione nel nome di Jessica  per affermare i valori di una cultura in cui “la donna non sia solo un oggetto di desiderio e possesso”. Per questo ieri sera sono stati  raccolti i primi fondi per un’iniziativa destinata ad avere un significato simbolico elevato, contro il femminicidio e per la difesa delle donne.

jessica corteo 2

La fiaccolata è partita dal portico del palazzo dell’Università, in viale Allegri e, attraverso il centro storico, ha raggiunto via Bruno Buozzi, teatro del terribile omicidio, dove Giuliana Reggio e gli altri partecipanti hanno deposto mazzi di fiori.

“Siamo qui – ha detto la presidente di NonDaSola  Carmen Marini – perchè nel nome di Jessica vogliamo ricordare tutte le donne vittime di violenza e per impegnarci sempre di più per quelle che dobbiamo salvare”.

Giuliana Reggio depone i fiori in via Buozzi, nel punto dove fu uccisa la figlia Jessica

Giuliana Reggio depone i fiori in via Buozzi, nel punto dove fu uccisa la figlia Jessica

Drammatiche le considerazioni di Giuliana Reggio: “In tutti questi anni – ha ripetuto – mai una parola, un gesto da parte di chi mi ha portato via mia figlia. Quando è uscito dal carcere ha chiesto di essere dimenticato, ma da lui neppure un  minimo di pentimento. No, io non riesco a perdonarlo”.

 

 

 

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