Dipendente infedele ruba dalla cassa e danneggia computer per far sparire le prove
Meccanico di Bagnolo nei guai

4/3/2016 – Assunto in una officina meccanica, un dipendente infedele alleggeriva la cassa e rubava pure gli attrezzi da lavoro. E stato scoperto dai Carabinieri della Stazione di Poviglio  hanno installato un sistema video e lo hanno immortalato mentre metteva in tasca del denaro appena prelevato dalla cassa. Inoltre i militari gli hanno trovato in casa un avvitatore, sempre sottratto all’officina.

Con l’accusa di furto aggravato e continuato i Carabinieri della Stazione di Poviglio hanno denunciato alla Procura della Repubblica un meccanico di 24 anni di Bagnolo in Piano. Al giovane un mese dopo l’assunzione, avvenuta a luglio dello scorso anno, era stata affidata la gestione delle revisioni di autovetture. Tutto andava per il meglio se non fosse che a dicembre il ragazzo veniva notato caricare in macchina alcuni attrezzi da lavoro. Vistosi scoperto riportava in officina gli attrezzi riferendo di averli prelevati per usarli temporaneamente a casa.  La circostanza insospettiva il titolare che a gennaio controllando la contabilità relativa agli incassi delle revisioni delle autovetture ha registrato un ammanco di oltre 1.000 euro. A quel punto è scattata la denuncia ai Carabinieri di Poviglio,  che  ottenevano dalla Procura reggiana l’autorizzazione a installare i dispositivi d iripresa e registrazione delle immagini all’interno dell’officina, nonchè un un decreto di perquisizione presso l’abitazione dell’indagato al fine di ricercare alcuni attrezzi risultati mancanti dall’officina. Ma il computer che si trovava nascosto nel sottotetto del locale  revisioni, a cui era collegato il sistema di registrazione, veniva danneggiato. Le telecamere esterne hanno documentato che a danneggiare il computer era stato il dipendente infedele, nell’intento di cancellare le prove a suo carico. Nondimeno i carabinieri sono riusciti a recuperare i dati dell’hard disk con le immagini del meccanico che allungava le mani sulla cassa: al mattino aveva preso 80 euro,  al pomeriggio 20 euro. Quindi la perquisizione a casa e il sequestro dell’avvitatore. Nonostante l’evidenza dei fatti il giovane respingeva ogni accusa, circostanza che tuttavia non ha fermato la denuncia alla Procura reggiana in ordine al reato di furto aggravato e continuato.

 

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