Debiti, Iren passa alla tortura della sete
Otto famiglie reggiane private dell’acqua da 5 giorni

11/3/2016 – Ciò che si temeva è puntualmente avvenuto. Iren ha cominciato a sospendere  il servizio idrico ai condomini in forte arretrato con i pagamenti. Da cinque giorni le famiglie di una palazzina di un edificio di via Tonale, tra i quali bambini e anziani gravi, non hanno più l’acqua: a loro viene negato un diritto umano fondamentale  e di fronte a questo fatto non c’è morosità che tenga. Oltretutto gli inquilini sostengono di non saperne nulla dei debiti arretrati, che ammonterebbero a 17 mila euro, e che l’amministratore si è reso irreperibile. E’ la prima volta che si arriva a queste scelte estreme che mettono in discussione il diritto stesso alla sopravvivenza delle persone: sino ad oggi i distacchi di massa per morosità, principalmente nella zona di via Tutti,  avevano riguardato il gas e la fornitura di acqua calda.

A denunciare il caso Sono la Federconsumatori reggiana guidata da Giovanni Trisolini (che assiste gli utenti di via Tonale) la Cgil e il sindacato inquilini Sunia.

In un comunicato congiunto, le  tre organizzazioni denunciano che a fare le spese della legge del taglione  sono “diversi nuclei familiari, che comprendono bambini minori, i loro genitori, nonni e gli altri inquilini della palazzina, tra i quali una donna in stato interessante ed una persona gravemente malata” che “si trovano totalmente distaccati dal servizio idrico”.

“Non hanno l’acqua a nessun piano, nonostante Iren parli di una parcellizzazione – denuncia una nota – Non c’è l’acqua degli scarichi, non c’è l’acqua dai rubinetti, non c’è l’acqua per cucinare e lavarsi”.

E la stessa Iren  “ha verificato ieri mattina, tramite l’intervento dei propri tecnici, la totale assenza di acqua nello stabile, nonostante, fino a quel momento, continuasse a ritenere che fosse in opera solamente una parcellizzazione della fornitura”.

“Il condominio ha effettivamente maturato un debito nei confronti di IREN di 17.000 euro”, chiriscono Federconsumatori, Cgil e Sunia: debito che i condomini vogliono saldare “ma non sanno a chi rivolgersi, a chi pagare, in che modo concordare il rientro in quanto Iren  ritiene sia suo dovere parlare solo con l’amministratore condominiale, il quale però si nega al confronto”.

Ancora più grave il fatto che  “i condomini non erano nemmeno al corrente della situazione debitoria del loro condominio e quando hanno richiesto all’amministratore fatture e documenti,  questi ha incaricato un avvocato di rappresentarlo e si è reso irreperibile“.

Un vicenda complessa, “quello che però è certo è che 8 appartamenti sono totalmente senza acqua e versano in uno stato di disperazione”.

Federconsumatori, Cgil  e Sunia “invocano unite la riattivazione immediata del servizio minimo e di trovare un canale comunicativo con Iren per risolvere la situazione, attraverso la trattazione del rientro del debito”.

E concludono: “La privazione dell’acqua per dei cittadini non è uno scherzo, non è una piccolezza. La privazione dell’acqua per nuclei familiari interi rende impossibile continuare a vivere in condizioni di salubrità e di decoro.

Per questo motivo, visto che troppo spesso queste situazioni si ripresentano nella nostra città, chiediamo  l’immediata costituzione di un tavolo che – oltre i proponenti – veda coinvolte l’amministrazione comunale, Iren e le associazioni di categoria degli amministratori, sulla scorta di quanto già fatto per il teleriscaldamento, perché si definiscano procedure per gestire queste problematiche con le massime tutele e attenzioni, attraverso procedure chiarissime che non penalizzino o mettano in difficoltà cittadini incolpevoli”.

Sulla questione è intervenuto ieri sera il vicesindaco Matteo Sassi, chiarendo che l’amministrazione comunale è contraria ai distacchi, ma difendendo Iren rispetto alle responsabilità di condomini e amministratori.

“L’eventuale sospensione del servizio idrico – ha dichiarato Sassi – anche a fronte di morosità importanti e di condotte discutibili da parte degli amministratori di condominio, sarebbe un fatto grave, non condiviso né condivisibile da parte dell’Amministrazione comunale. In sede di Consiglio Atesir (l’autorità locale del bacino idrico che stabilisce le tariffe) proporremo una revisione della Carta dei servizi del servizio idrico integrato: vogliamo stabilire un principio imprescindibile, vale a dire che l’acqua non può essere staccata in quanto servizio pubblico per eccellenza: per questo, a fronte di morosità, per noi si può parlare solo di razionalizzazione del servizio, e non del suo distacco totale”.Spesso si scaricano su Iren e sui suoi soci – avverte Sassi – responsabilità che appartengono invece ai singoli amministratori di condominio, ma crediamo che nella vocazione pubblica della multi-utility ci si debba fare carico di questa situazione”.

L’incontro con Iren e Atesir è fissato per lunedì. E intanto cosa faranno gli inquilini di vias tonale: dovrà intervenire la Protezione Civile?

Proprio lunedì in consiglio comunale i consiglieri di opposizione Cinzia Rubertelli e Cesare Bellentani avevano lanciato un nuovo allarme sulle sospensioni delle forniture d’acqua a sette condomini della città e sul taglio dell’acqua calda e del gas a numerose famiglie che, senza possibilità di installare un riscaldamento autonomo, trascorrono l’inverno al freddo. Il consiglio comunale ha approvato all’unanimità la richiesta di intervento della seconda commissione, per affrontare il problema d’urgenza visto che “I singoli micro accordi temporanei tra amministratori e Iren a un anno di distanza non hanno sortito gli effetti sperati”.

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