Carabinieri: Roberto Cesi, ex comandante a Correggio, assolto da 26 imputazioni su 27
Condanna a un mese per lo Student party mancato
Lo sfogo: “Inquietante quello che è accaduto a me in 5 anni”

23/3/2016 – Il luogotenente dei Carabinieri Roberto Cesi, già comandante della stazione di Correggio, esce a testa alta dal processo di primo grado intentato nei suoi confronti dalla Procura di Reggio Emilia.

Il Tribunale (presidente Francesco Caruso, a latere Alessandra Cardarelli e Dario De Luca) lo ha assolto da 26 imputazioni su un totale di 27 sette, dopo oltre quattro anni di indagini e un processo durato quattordici udienze. L’unica condanna a un mese di reclusione (pena sospesa) riguarda una delle imputazioni che hanno avuto minor risalto sui media:  violenza privata per aver impedito nel 2007 una festa degli studenti che occupavano l’istituto Einaudi in un locale di Correggio.

Per il resto una raffica di assoluzioni accolte in modo apparentemente  impassibile da Cesi, che era difeso dall’avvocato Giuseppe Rossodivita.

Assoluzione per la famosa vicenda dell’idromassaggio “regalato” da Unieco che ristrutturava la caserma di Correggio.  e assoluzione anche per la gestione della mensa, denunciata come arbitraria e irregolare dai sottoposto di Cesi. Prima della sentenza, il procuratore Grandinetti aveva ribadito che il processo “non si basa su un esposto anonimo, come sostenuto dalla difesa. Il 28 novembre 2001 era arrivata alla Procura una nota dei Carabinieri firmata dal tenente colonnello Vittorio Boccia, che aveva come oggetto attività di polizia giudiziaria a seguito di esposto anonimo. A tale nota erano allegate quattro dichiarazione del sindaco Iotti, della vice sindaco Gobbi e di due cittadini, e i documenti contenevano notizie di reato”. Ma Grandinetti e il pm Giacomo Forte non hanno convinto il Tribunale.

“L’esito del processo – ha dichiarato Cesi dopo la lettura della sentenza – ha confermato che il mio modo di lavorare è sempre stato incentrato sul volere operare per il meglio”. Poi il luogotenente si è tolto un bel sasso dalla scarpa: “Questo è stato un processo anomalo. In base alla memoria del pubblico ministero, le stazioni dei Carabinieri andrebbero chiuse tutte e al loro posto dovremmo creare degli uffici ricezione denunce, e basta. certo, dopo il mio processo molti colleghi vivono nella paura, specialmente in provincia di Reggio. Nel corso di questa vicenda giudiziaria ho sentito risuonare più volte la parola “inquietante” – ha detto – Credo invece sia inquietante quello che è successo a me in questi cinque anni”.

Cinque anni fa, al termine di una fulminea inchiesta interna dei Carabinieri, Cesi fu rimosso (e trasferito) dall’oggi al domani dal comando di Correggio.

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Una risposta a 1

  1. Ivaldo Casali Rispondi

    22/03/2016 alle 13:06

    La giustizia in Italia è una vergogna in piena sintonia con lo strapotere arbitrario dell’era renziana!

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