Violati conti bancari online
Hacker deruba coniugi reggiani: individuato e denunciato dai Carabinieri

29/3/2016 – Si moltiplicano in modo drammatico le denunce di piccole e grandi truffe sul web. E  questa volta si tratta di un caso molto preoccupante: non il “solito” raggiro della merce pagata e non arrivata, bensì la violazione dei conti bancari. Un hackeraggio in piena regola che ha demolito le barriere informatiche di una banca online.

Il caso è stato scoperto dai carabinieri di Quattro Castella che con l’accusa di frode informatica hanno denunciato alla Procura di Reggio Emilia un uomo di 38 anni, con significativi precedenti specifici, che agisce dalla provincia di Bari. Grazie alla sua abilità di hacker, il figuro riesce a entrare nei conti bancari on line e ad alleggerirli di somme significative, che vengono stornate a favore del suo conto corrente. Il tutto naturalmente all’insaputa delle sue vittime.

A chiede l’intervento dei Carabinieri della stazione di Quattro Castella sono stati due coniugi reggiani che, a seguito dell’indebito prelievo di un migliaio di euro dal proprio conto online, hanno denunciato la frode informatica. Così i militari, attraverso indagini telematiche, sono riusciti a individuare il grassatore informatico, che non si sa come era riuscito a decodificare le credenziali di accesso al conto delle vittime designate. Ed è bastato un clic per effettuare un bonificato di mille euro sul proprio conto corrente. Le indagini continuano per accertare il reale giro d’affari del barese che non si esclude, come sta emergendo nella fase embrionale delle indagini,  possa aver agito più volte con le stesse modalità alleggerendo altri conti correnti.

Resta da scoprire come sia stato possibile violare le protezioni della banca online: fatto che potrebbe rivelarsi disastroso.

Intanto è sempre bene tenere riservati e inaccessibili dal web le password ai propri conti bancari, che vanno tenuti costantemente sotto controllo. Inoltre ogni minima irregolarità va segnalata alle forze dell’ordine: ciò vale non solo per le banche, ma anche e soprattutto per piccole transazioni dell’e-commerce. I truffatori online, infatti, confidano proprio nel fatto che i cittadini di fronte a cifre relativamente piccole non vanno a denunciare i raggiri.

A questo proposito è emblematico il caso accaduto pochi giorni fa a Montecchio: una signora reggiana di 40 anni credendo di acquistare un Samsung Galaxy S6 Edge, ha versato una caparra di 175 euro ma senza mai ricevere l’agognato smartphone. Le indagini dei Carabinieri, ai quali la donna si è rivolta,  sono risalite a due indagati, di 50 e di 20 anni, entrambi di Taranto: questi hanno agito con rara sfrontatezza inserendo nel loro annuncio trappola il numero del cellulare  effettivamente in uso e intestato al più giovane, facendosi accreditare il danaro su un iban bancario  intestato al cinquantenne.

Ciò si spiega col fatto che non sempre le vittime raggirate sporgono denuncia, in quanto il più delle volte si tratta di piccoli importi,  che tuttavia garantiscono lauti guadagni aitrufatori che operano in scala industriale. Non è il caso della signora di Montecchio, grazie alla cui denuncia è stato possibile risalire ai due tarantini.

Resta il fatto che le truffe telematiche si moltiplicano in modo esponenziale, a giudicare dal numero di segnalazioni che arrivano ogni giorno ai vari comandi dell’Arma in provincia di Reggio Emilia.

Per questo, ferme restando le attività di indagine, i Carabinieri raccomandano di diffidare da chi promuove prodotti nei siti di annunci con prezzi troppo allettanti. Inoltre ricordano che su internet nessuno è anonimo, in quanto ogni utente è associato a un numero IP utilizzato per collegarsi al web. Se si è quindi caduti in una finta vendita online si può riuscire ad arrivare al responsabile e chiamarlo in causa quanto meno per il risarcimento del danno subìto. Nel caso, è bene consegnare ai carabinieri il numero più alto possibile di prove: stampa della pagina web in cui era presente l’annuncio, eventuali risposte e-mail, numeri di telefono, nickname etc., con cui corredare la denuncia.

 

 

 

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