Alla vigilia di Aemilia arriva in Tribunale con un coltello : denunciato settantenne di Reggiolo

23/3/2016 –  Ieri mattina, alla vigilia del maxi processo Aemilia,un uomo di 70 anni che si stava recando in Tribunale per i propri affari ha fatto squillare  i segnali di allarme al varco d’ingresso. Sono subito intervenuti i Carabinieri impegnati nei servizi di assistenza e sorveglianzaai dibattimenti.

Nel borsello dell’uomo, che ha 70 anni e vive a Reggiolo,  è stato trovato un coltello a serramanico non a scatto lungo una quindicina di cm di cui 7 di lama. E’ stato  denunciato alla Procura della Repubblica.

Il fatto è avvenuto poco dopo le 11,00. . Dall’ingresso del Tribunale alla vicina caserma dei carabinieri di Corso Cairoli il passo è stato breve: i Carabinieri  hanno sequestrato il coltello detenuto dall’uomo che dopo le formalità di rito è stato rilasciato con a carico una denuncia in stato di libertà per il reato di porto abusivo di armi.

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2 risposte a Alla vigilia di Aemilia arriva in Tribunale con un coltello : denunciato settantenne di Reggiolo

  1. Alessandro Raniero Davoli Rispondi

    24/03/2016 alle 00:53

    Solito Paese del diritto e del rovescio. Il coltello NON è un’arma se non ha caratteristiche da pugnale, ovvero affilato da entrambi i lati della lama. Inoltre l’uso plausibile come attrezzo, per esempio nel tagliare il cibo, una mela, il pane ecc. fanno decadere la definizione di arma e di arma impropria. Considerata anche la personalità e la storia del cittadino, se non ha precedenti penali per violenza contro persone e/o con uso di armi, dovrebbero far desistere il PM dal perseguire, o meglio, perseguitare ingiustamente un incensurato. Ma, come ripeto, più che dalla legge, il destino del malcapitato settantenne dipende dalla discrezionalità e dall’umore del magistrato/a di turno… Ricordo che qui in montagna venne arrestato un ottantenne che tornava dalla casa in campagna con un pennato nel baule della macchina. L’aveva usato per potare alcuni arbusti nel giardino e lo stava riportando al suo domicilio. Poiché protestava che quella non era un arma, ma un attrezzo, si fece una notte in cella. E un decreto penale di condanna, da quella stessa Procura che per trent’anni non ha indagato alcun ‘ndraghetista a Reggio Emilia …
    Povera Italia e poveri cittadini.

    • Fausto Poli Taneto Rispondi

      24/03/2016 alle 18:48

      Ben scritto Sig. Rainero Davoli. Sul processo Aemilia, ci si dovra’ reinventare la politica. E per i convocati a processo, che si sono resi latitanti, vedremo ad aprile.

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