Alberto Colombo promuove la Reggiana: “Con la Pro Patria la squadra mi ha felicemente sorpreso”

23/03/2016 – (Carlo Codazzi-Cassia Bezzerra) – Alberto Colombo gongolava nel dopo match con la Pro Patria. Secondo successo consecutivo della Reggiana che può continuare a sperare nei play off e far trascorrere una buona Pasqua ai suoi tifosi: “Sapevo che non sarebbe stata una partita facile e così è stato. Non averla sbloccata subito è stato un problema, ma non è mancato l’impegno – l’analisi del mister -. Abbiamo faticato davanti e non la squadra non è stata lucidissima nel 2° tempo, ma ha dato tutto.

Alberto Colombo.

Alberto Colombo.

Contro un avversario inferiore non è sempre facile, però non abbiamo mai dato alla Pro Patria la possibilità di uscire e di arrivare nella nostra metà campo. In gare così – ha ribadito – se non si passa subito poi si rischia. Il gol è stato un pò fortunato, ma l’abbiamo meritato. Vorrei ricevere fischi come è capitato all’Alessandria, ma portare a casa il risultato. Sono stato smentito dalla squadra che mi ha felicemente sorpreso perché la gara pareva facile, ma poteva diventare insidiosa.

I fischi ad Arma quando è uscito? Sotto profilo impegno non c’è nulla da rimproverargli – ha sottolineato Colombo -. Rachid ha colpito 3 volte di testa , ma è stato bravo il portiere ad evitare le reti. Arma è stato presente, il gol sarebbe stato liberatorio per lui. Deve sbloccarsi per attirarsi simpatie. L’ho sostituito perché non potevo togliere nessuno dei giocatori appena messi in campo. Siega e Letizia corrono molto e ho tolto Arma anche se non è stato giusto lui perché così è andato incontro ai fischi, ma era giusto farlo per la squadra. Potevamo rischiare nel finale se arrivava una palla bassa e, magari, su una palla inattiva che potevamo concedere all’ultimo minuto prendevamo gol e addio! Perché i fischi a Arma? Perché è logico che se un attaccante sbaglia  dei gol che sembrano facili si attira antipatie – ha risposto filosoficamente -. Poi, ogni pubblico ha il suo punto debole da colpire. L’anno scorso era Andreoni ad essere nel mirino della tifoseria. Se entri nel mirino non ti viene concesso niente, mentre ad altri anche se sbagliano viene passato tutto. Ci sono 2 pesi e 2 misure. A chi viene o veniva passato tutto? Mi riferisco a qualcuno in particolare – ha risposto con un pizzico di polemica -, ma non dico il nome.

Nolè? L’ho visto più pimpante e spero che questo gol lo aiuti. Per noi è un giocatore utile tatticamente, inserito in altro contesto dal nostro sarebbe diverso perché a noi serve una punta che attacca di più lo spazio come Siega che riesce a dare profondità. Comunque – ha rimarcato -, ritengo Raffaele un attaccante di valore.

Danza? Non ha nelle sue corde la fase difensiva. Finchè attacca lo spazio non corre rischi perché attacca alto e frontalmente. Ha disputato una grande gara oggi, ha tempi e giocate ed è bravo nella fase di riconquista quando questa prevede l’uscita frontale. Se deve correre verso la sua area ha qualche problema. Il lavoro della settimana di Pasqua? Faccio lavorare i ragazzi solo domani – ha concluso -, ma a patto che quando si rientra lunedì si mettano sotto a lavorare sodo”.

Raffale Nolè si è presentato davanti ai microfoni e ai taccuini nei panni di eroe della serata: “Voglia di fare ne ho – ha detto deciso – e ne avevo tanta perché il gol è pane per un attaccante. Sono venuto qui con grande entusiasmo, volevo fare bene e raggiungere obiettivi importanti, poi purtroppo per infortuni e altre cose non  ho avuto buona continuità. Cercavo il gol da tempo e oggi finalmente è arrivato.

Raffaele Nolè.

Raffaele Nolè.

Rete importante? Sì. Ora abbiamo tutti scontri diretti e se li vinciamo è giusto che noi si vada ai play off,  altrimenti è giusto stare fuori. Cosa pensavo in panca? Col mister ho da sempre buon rapporto e lui deve fare le sue scelte. In panca stavo male perchè da anni non mi capitava di starci, ma anche questa situazione deve servire da stimolo. Vi racconto il mio gol? Dopo la punizione di Maltese c’è stato il colpo di tacco di Parola, poi  Spanò ha preso palla, io glielo ho rubata e ho calciato dove c’ero spazio pensando “speriamo che non arrivi anche lì il portiere”. La Reggiana ha giocato un bel primo tempo, ma nella ripresa si è un po’ inceppata. Nolè ha dato la sua spiegazione: “Se non la sblocchi subito una gara di questo tipo si fa dura – ha spiegato -. Loro si sono piazzati tutti dietro e man mano a noi sono calate le energie, così le occasioni si sono diradate. Può capitare che gare come questa diventino difficili. A chi sono pronto a togliere il posto in attacco? Per queste cose chiedete al mister”.

Dejan Danza è stato autore di una prova maiuscola. Anche per lui spazio davanti a microfoni e taccuini per godersi le luci della ribalta: “In partite come quella di stasera si ha tutto da perdere – ha esordito -. E’ stata una gara difficile perchè non l’abbiamo sbloccata subito, poi abbiamo segnato ed è andata bene. I gol si sbagliano come ci è capitato nel 1° tempo, nel 2°, invece, non trovavamo le linee di passaggio.

Dejan Danza.

Dejan Danza.

Era difficile, non c’era profondità perché loro erano tutti dietro. Se ho imparato la fase difensiva? Era ed è un obiettivo per me impararla e faccio il possibile. Stasera bisognava trovare subito la verticalità perché se puntavamo a girare palla loro ci chiudevano le linee di passaggio. In situazioni simili se si punta sul giro palla bisogna farlo con velocità. Senza infortuni come sarebbe stata la stagione per me? Poteva essere come lo è ora – la pronta risposta -. Capita che le cose vadano storte, ma io non mollo mai e adesso sono rientrato. I crampi? Li ho avuti solo al 90’, in settimana si lavora proprio per avere tenuta. Adesso arrivano le partite vere e ci dobbiamo credere. Se vinciamo 2 scontri diretti per i play off si può fare. Dobbiamo essere una squadra vera ed essere uniti e compatti nelle prossime gare. Non servono solo 11 giocatori – la chiosa finale di Dejan – e chi entra deve sentirsi importante. Tutti dobbiamo farci trovare pronti”.

 

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