Via all’unificazione delle Camere di Commercio di Reggio, Parma e Piacenza
Primo incontro tra i presidenti

3/2/2016 – Un cambiamento storico all’orizzonte perl’assetto istituzionale e per l’economia emiliana. E’ iniziato il processo di unificazione delle Camere di commercio di Parma, Piacenza e Reggio Emilia. Non è ancora chiaro cosa ne pensino le categorie economiche (e probabilmente qualche problema esiste) ma l’iter è cominciato ieri, con un incontro ai massimi vertici degli enti camerali e si concluderà in breve tempo.

I presidenti assicurano che, qualunque sarà la formula dell’unificazione (assetto federale o fusione) “saranno salvaguardate le identità socio economiche dei singoli territori locali”.

“Martedì 2 febbraio si è svolto a Parma un incontro fra i vertici delle Camere di commercio di Parma Piacenza e Reggio Emilia. Le delegazioni delle tre Camere erano composte dai rispettivi Presidente, Vice Presidente e Segretario Generale e da un componente della Giunta2. Così si legge in un comunicato congiunto.

“In agenda vi era un solo argomento: verificare la disponibilità ad approfondire in via preliminare i punti sui quali potrebbe essere avviato il processo di accorpamento tra le tre Camere. Questo era il mandato che tutte e tre le delegazioni avevano ricevuto dai loro organi politici. Il clima collaborativo che ha caratterizzato i lavori ha trovato conferma nella manifestata disponibilità ad avviare tale approfondimento, non essendo emersa l’esistenza di alcun elemento ostativo e avendo, al contrario, già individuato, a sostegno dell’ipotesi di lavoro, alcuni dei possibili elementi positivi in favore di un miglioramento dei servizi resi alle imprese.

Nel decidere pertanto di avviare immediatamente una ricognizione puntuale sugli elementi che compongono e caratterizzano le tre realtà camerali, i presenti hanno inoltre evidenziato e condiviso  la necessità di prestare particolare attenzione, fin dall’inizio, alla salvaguardia delle identità socio economiche dei singoli territori locali, qualunque sia la formula che si potrà individuare per l’operazione.

La ricognizione avviata si concluderà in tempi brevi e le delegazioni ne riferiranno gli esiti ai rispettivi organi.  Su queste basi i Consigli delle tre Camere potranno meglio valutare quali decisioni assumere”.

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