Il sindaco “Vecchi perde le staffe in consiglio: assalto con rabbia ai grillini
“La città non vi segue, perderete ancora le elezioni”

di Pierluigi Ghiggini

15/2/2016 – “Il vostro atteggiamento è inammissibile. La città non vi segue, avete perso le elezioni e le perderete ancora“. Se non proprio l’urlo, almeno il tono concitato del sindaco Luca Vecchi è risuonato questa sera in consiglio comunale, come non accadeva da molto tempo. Un attacco a testa  al gruppo dei Cinque Stelle, che a sua volta lo tiene sotto tiro da un mese per la spinosissima vicenda della casa di Masone (e molto altro ancora). Si può dire, senza giri di parole, che il primo cittadino ha perso le staffe  in una seduta diventata ad alta tensione sul fare della sera : non si è venuti alle mani, ma poco c’è mancato. Vecchi ha tradito un nervosismo visto di rado in Sala del Tricolore. Ma anche  il capogruppo Pd Andrea Capelli  ha fatto la sua parte: mentre si aggirava come un licaone ( o come un pretoriano) per la sala consiliare accarezzandosi la barba fulva, ha preso il foglio con la mozione dei Cinque Stelle contenente la richiesta di dimissioni dell’assessore Maramotti e del dirigente Russo (che è anche comandante della Municipale) e lo ha strappato davanti a tutti. Scene viste difficilmente nella sala che il 7 gennaio 1797 diede i natali al Tricolore italiano.

Il casus belli è stato offerto, come detto dalla mozione con cui i pentastellati di Norberto Vaccari chiedevano il ritiro delle deleghe alla Maramotti e la rimozione di Russo “per incapacità” a seguito dei fatti della sagra di San Prospero con la guerriglia urbana scatenata per alcuni minuti da alcune decine di venditori abusivi africani che avevano preso d’assalto il centro storico, arrivando a stendere la loro merce taroccata proprio sotto il Municipio.

E’ nella replica ai consiglieri che Vecchi, dopo aver spiegato come Reggio Emilia abbia dovuto fronteggiare una calata di massa degli abusivi, mai vista e inattesa in quelle proporzioni, all’improvviso ha alzato il tiro nei confronti dei grillini i quali poco prima, proprio con Vaccari avevano accusato lui e la Giunta di essere “fuori tempo massimo nel governo della città”.

“Dobbiamo registrare una novità – ha detto il sindaco – Prima le opposizioni venivano in consiglio con argomenti e proposte, e c’era un dibattito serio sia pure da posizioni distinte, ma francamente che oggi le opposizioni chiedano le dimissioni di un assessore e di un dirigente un giorno sì e l’altro pure, è inammissibile. Voi avete perso le elezioni, non nominate voi gli assessori e nemmeno li rimuovete: provare per credere. Avete perso le elezioni e le perderete ancora, perchè questa città non vi sta seguendo”.

Evidentemente il sindaco non ha ancora metabolizzato la richiesta di dimissioni e di convocazione davanti all’Antimafia, insieme alla moglie Maria Sergio e al suo predecessore, il ministro Graziano Delrio. Fatto sta che mentre le opposizioni rumoreggiavano il sindaco ha abbandonato la sala, forse per far sbollire la rabbia, ed è rientrato solo dopo che aveva preso la parola per fatto personale l’architetto Vaccari: “Non si era mai sentito in quest’aula un discorso tanto basso e squallido – ha detto il capogruppo 5 Stelle – Avete vinto le elezioni? Bravi. Ma non potete raccontare favole, con questa mozione mettiamo in evidenza la mancanza di sicurezza legalità, parola questa che avete rimosso dal vostro vocabolario. Stasera abbiamo visto un sindaco debole e fragile, invece la città ha bisogno di un sindaco sereno e tranquillo che governi con legalità”.

Ha calato i suoi carichi anche la presidente del consiglio Emanuela Caselli che sul filo del regolamento, ma non della sostanza democratica,  ha negato la parola a Bertucci per dichiarazione di voto. Poi ha negato il voto segreto (che prue è previsto quando si delibera su un dirigente) mentre la consigliera Guatteri continuava a leggere il regolamento ad alta voce. A quel punto Capelli ha strappato ostentatamente il foglio con la mozione ed è balzato al centro della sala gridando all’indirizzo dei grillini: “Provateci pure, tanto noi non mandiamo a casa nessuno”. Bellentani ha ironicamente commentato che “a questo punto, possiamo anche eliminare le elezioni”, a significare l’atteggiamento antidemocratico del sindaco e del Pd.

Il voto palese si concluso con 19 voti contrari alla mozione e 11 favorevoli. Defezioni anche stasera, comunque, nella maggioranza: tra gli assenti Marchi e Salvatore Scarpino.

 

 

Be Sociable, Share!

Una risposta a 1

  1. Mauro Rispondi

    16/02/2016 alle 00:46

    No comment la morale è assente l’etica inesistente l’arroganza dilaga la democrazia è morta!! W il MoVimento. Ento 5 Stelle #staiserenovecchi #staiserenocapelli è solo questione di tempo…. la resilienza è in noi!!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *