Tecnogear, l’azienda respinge la mediazione del Prefetto e va avanti con i 3 licenziamenti
Sciopero finito, la vertenza continua in tribunale

24/2/2016 – Si era profilata una possibilità  discussione tra la direzione aziendale della Tecnogear di Cavriago e il sindacato, ma ieri pomeriggio l’azienda ha respinto la proposta di mediazione del Prefetto Ruberto (ritiro dei licenziamenti e fine del presidio dei lavoratori davanti ai cancelli)  e ha annunciato di voler andare avanti a tutti i costi con i tre licenziamenti individuali: tra i lavoratori espulsi anche un delegato Fiom.

La prefettura si era detta disponibile anche a tenere aperto un tavolo di confronto a livello istituzionale, ma nell’incontro di ieri pomeriggio il  “niet” . A questo punto, visto che la vertenza andrà per le lunghe sul piano giudiziario la Fiom ha deciso di sospendere lo sciopero e il presidio che hanno bloccato l’azienda per dieci giorni: questa mattina i lavoratori sono rientrati in fabbrica.

 

I lavoratori Tecnogear sotto la prefettura

I lavoratori Tecnogear sotto la prefettura

“I rappresentanti della Tecnogear hanno detto chiaro e tondo al Prefetto e a noi che non esistono problemi di esuberi e che la loro volontè è di licenziare le tre persone che sono state mandate già fuori dall’azienda – riferisce  Sergio Guaitolini, segretario della Fiom reggiana che col segretario della Cgil  Guido Mora ha partecipato all’incontro –  Al punto che il  dottor Ruberto ha chiesto quale fosse allora lo loro idea di mediazione e si è detto dispiaciuto che una proposta arrivata dalle Istituzioni, e non dal sindacato, venisse rigettata. La mediazione per l’azienda era rappresentata solo da una transazione economica”.

Si è chiuso con l’amaro in bocca “il primo capitolo di questa storia che vede prevalere l’arbitrarietà e della sufficienza del potere, rappresentato qui dal datore di lavoro sul lavoratore scrive in una nota la Cgil –  Come va valutato dunque un licenziamento di tre persone, per motivi oggettivi cioè di natura economica, laddove non esiste un problema né di tipo economico né di esuberi, se non un atto di assoluta arbitrarietà e arroganza aziendale? E’ a questo che servono le leggi, visto che è grazie alla Legge Fornero che tale situazione ha potuto realizzarsi? A questo punto, giacché risulta prevedibile che l’appuntamento in Direzione Territoriale del Lavoro dell’8 marzo non produrrà cambiamenti significativi, visto l’esito dell’incontro in prefettura, la vertenza si sposterà sul piano legale, aprendo così il secondo capitolo di questa vicenda”.

Oggi stesso sarà presentato in tribunale un ricorso ex articolo 700, vale a dire la richiesta di un pronunciamento d’urgenza: “E ciò per sottolineare – aggiunge Guaitolini –  che non è previsto né dalla legge né dai contratti che i lavoratori oggetto di licenziamento per motivi oggettivi siano mandati fuori dall’azienda prima del termine della procedura di conciliazione davanti alla Direzione Provinciale del Lavoro. Pooi andremo avanti per dimostrare l’infondatezza dei motivi addotti dalla Tecnogear”. A questo punto “i tempi si dilatano e diventano quelli delle aule giudiziarie. Una volta terminata la conciliazione obbligatoria, se non si troverà una soluzione condivisa le lettere di licenziamento diverranno effettive e verranno impugnate. La Fiom Cgil seguirà l’iter legale insieme ai lavoratori ma i tempi non saranno brevissimi”.

tecnogear prefettura 3

Anche per questo l’assemblea dei lavoratori, dopo dieci giorni di sciopero consecutivi, ha deciso di sospendere lo sciopero e rientrare in fabbrica. “Non possiamo pensare di tenere i lavoratori in sciopero in attesa di tempi che a questo punto sono i tempi dei giudici – ha concluso il segretario della Fiom -. Continueremo a batterci contro l’applicazione di questa normativa e per ripristinare la tutela reale dei diritti e della dignità delle persone nei luoghi di lavoro”.

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