Spari nella notte contro birreria alla moda e altri locali: uno squilibrato in azione lungo la via Emilia

1/2/2016 – Spari nella notte contro i locali pubblici: in poche ore Reggio Emilia è ripiombata nel clima degli incendi e degli attentati notturni registrati a decine per almeno tre anni prima dell’inchiesta Aemilia.

Dopo il colpo di pistola sparato nella notte tra sabato e domenica contro il bar Cadè di Pieve Modolena, questa mattina anche i titolari del ristorante Giusto Spirito di via Fratelli Cervi, che è anche fabbrica di birra artigianale, hanno trovato la vetrata perforata da un proiettile. Il foro è in una posizione a cinque metri dal suolo. E’ intervenuta la polizia anche con il personale della scientifica. Sul fatto indaga la Squadra Mobile.

La polizia non alcuna pista e neppure un possibile collegamento con l’attentato ai danni del bar Cadè di via Giordano Bruno. 

A denunciare il fatto i gestori cinesi del bar, madre e figlio, che ieri mattina all’alba hanno trovato un foro saracinesca del locale. Del proiettile però nessuna traccia. Anche su questo caso indaga la polizia.

“E’ IL GESTO DI UN FOLLE”

“Deve ricondursi al gesto di un folle ciò che è accaduto nella notte di sabato al locale Giusto Spirito, noto birrificio artigianale di Reggio Emilia”: lo ha dichiarato oggi l’avvocato Gianluca Dallari, dello studio Pagliani-Dallari.

“E’ la stessa persona che ha esploso un colpo di pistola contro la vetrina di un bar a Cade’ e che, non pago di questo gesto sconsiderato e pericoloso, ha pensato di rivolgerne un altro contro la parte alta della vetrata anteriore del Giusto Spirito.

“Solo ieri i proprietari del locale si sono accorti di ciò che era accaduto e ne hanno fatto prontamente denuncia alla Questura reggiana – aggiunge Dallari –  Il locale non ha mai subito nessun episodio del genere e l’evento va ricondotto alla pazzia di un singolo soggetto che nella tarda notte di sabato aveva già sferrato altri colpi verso altre attività commerciali ubicate lungo la via Emilia all’entrata di Reggio Emilia”.

“La massima collaborazione possibile – conclude – sarà da noi fornita agli inquirenti che indagano sul gesto di uno squilibrato che va di certo fermato”.

 

 

 

 

 

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