Smog, alla Giunta non resta che la danza della pioggia. Servono misure strutturali serie, non tampone

di Francesco Fantuzzi*
9/2/2016 – E’ stata confermata dall’Amministrazione locale la domenica “ecologica” ma, viste le previsioni meteo dei prossimi giorni, il Comune ha rinunciato alla possibilità di abbassare a 19 gradi la temperatura di abitazioni, negozi ed uffici. «La Giunta – riferisce l’assessore all’Ambiente Mirko Tutino – ha ritenuto di non doverla applicare in considerazione del fatto che la qualità dell’aria è molto migliorata da giovedì e che sono previste altre piogge capaci di abbattere al suolo le sostanze inquinanti. Non sarebbe stata una soluzione adeguata imporre quei divieti proprio nei giorni in cui non si prevedevano sforamenti»
Ebbene, mentre il 2015 si è concluso all’insegna dell’emergenza smog e la qualità dell’aria della nostra città è tra le peggiori in Emilia-Romagna, in Giunta si spera nella pioggia.
Non possiamo che esprimere preoccupazione e sconcerto per l’evidente sottovalutazione di un problema ormai cronico e che impatta sulla qualità della nostra vita e della nostra salute. Occorre una visione, una strategia contro quella che ormai è una situazione gravissima che ci riguarda, tutti.
Nonostante le piste ciclabili abbiano raggiunto nel 2014 i 200 chilometri, Reggio Emilia ha il più alto di tasso di motorizzazione auto (67.3 auto/100 abitanti) in Regione, anche a causa dello sviluppo urbanistico incontrollato degli ultimi venti anni.
Servono allora misure strutturali serie e non tampone: – ampliare la pedonalizzazione del centro storico – ridurre i permessi Ztl – creare corsie preferenziali per gli autobus, che devono diventare competitivi non solo per il prezzo ma per i tempi di percorrenza – riorganizzare la mobilità nelle aree adiacenti alle scuole, potenziando bicibus e pedibus, organizzando trasporti collettivi per gli studenti e attribuendo un peso sempre maggiore al “criterio di vicinanza” nelle graduatorie, così come chiudendo al traffico le vie limitrofe agli edifici scolastici più affollati negli orari di ingresso e uscita. Basta Far west davanti alle scuole – informare maggiormente ai cittadini, anche sotto l’aspetto dei rischi sanitari, con relativi e maggiori controlli – ultimo, non per importanza: bloccare realmente nuovi insediamenti, i quartieri dormitorio e i cimiteri industriali dell’era Spaggiari Delrio parlano da soli. E basta danza della pioggia. Non fate gli indiani: se avrete coraggio, vi sosterremo.

*Reggio città aperta

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