Sino a Bologna per pagare un multino di 6 euro: Seta e Tper chiedono scusa, ma vogliono lo stesso i soldi
Aziende e dirigenti non rispondono mai degli errori?

16/2/2016 – L’azienda trasporti Seta e Tper (treni Emilia-Romagna) hanno presentato le loro scuse alla madre di uno studente che è stata costretta, a causa dell’indicazione sbagliata di uno sportellista, ad andare a Bologna per una sanzione elevata al figlio che si era dimenticato l’abbonamento ferroviario a casa. Seta e Tper esprimono in un comunicato congiunto ” rammarico e doverose scuse alla madre dello studente abbonato,  per una vicenda nata da un difetto di comunicazione di una procedura che esiste da tempo, ma di cui evidentemente l’operatore di sportello non era a conoscenza. Una lacuna di cui le aziende coinvolte si scusano, impegnandosi a far sì che inconvenienti analoghi, fortunatamente legati a casi limitatissimi, non abbiano più a verificarsi”.

Il caso era stato denunciato ieri da Federconsumatori Reggio Emilia, che aveva ricostruito una  vicenda al limite dell’incredibile. e’ bene riepilogare i fatti.

“Uno studente di Novellara sta viaggiando su un treno della Reggio-Guastalla, purtroppo si è scordato l’abbonamento a casa e quindi, a seguito di un controllo, prende una multa irrisoria: 6 euro, se pagata entro 5 giorni e si presenta all’ufficio preposto con l’abbonamento.

La mamma dello studente si precipita in Piazzale Europa, a Reggio Emilia, perchè una volta superati i 5 giorni la multa lievita fino quasi a 90 euro”.

E qui, scrive Federconsumatori ” comincia la parte terzomondista del nostro racconto sulla burocrazia unita al trasporto pubblico: a seguito del nuovo assetto non è più possibile, comunica lo sportellista di Piazzale Europa, pagare le multe a Reggio Emilia. Bisogna andare a Imola o a Bologna o a Ferrara.

La donna è incredula e chiede se non ci sia un IBAN o un CC postale. Non c’è.

La donna a questo punto si organizza e delega un’ amica che sarebbe comunque dovuta andare a Bologna. L’amica si presenta all’ufficio preposto di Bologna ma anche qui cominciano i problemi. Prima la copia dell’abbonamento non va bene, e spiegare al funzionario che l’originale ce l’ha il ragazzo, altrimenti prende una seconda multa, non è cosa semplice come potrebbe apparire.

Poi, superato questo non problema, viene fuori che quello non è il luogo giusto in cui bisogna pagare, poi risulta che la fotocopia dell’abbonamento che la donna sta mostrando come prova della sua effettiva esistenza abbia una mancanza in termini di codificazione, poi invece va bene ma comunque non si può pagare a Bologna una multa presa a Reggio. La signora viene reindirizzata verso Reggio Emilia, a nulla vale la sua protesta quando spiega che lei viene da Reggio e che sono loro ad averle detto di rivolgersi a Bologna.

L’impiegato a questo punto è nel panico. Chiama un superiore. Anche il superiore non sa cosa fare,  si decide quindi di temporeggiare… il capoufficio si assume la responsabilità di chiamare la donna lunedì (oggi) per comunicarle la soluzione che, nel week end, studierà.

Intanto i 6 euro rischiano di dover diventare 90, la donna si è spostata da Novellara a Reggio, e poi ha dovuto trovare un modo per arrivare a parlare con Bologna che comunque non ne sapeva nulla. Nell’epoca della semplificazione, della modernità, dei servizi online, in Emilia, il trasporto pubblico (che dovrebbe traghettarci in un futuro più giusto ed equo) è in ritardo, su tutta la linea”.

 Ed ecco le spiegazioni diffuse oggi da Seta, con le doverose scuse per un catena di errori e di ottusità che lascia senza parole.

“Le sanzioni elevate dai verificatori Tper per mancanza di titolo di viaggio valido sulle tratte ferroviarie della rete regionale ammontano ad 87 euro, importo previsti dalla Legge Regionale, più l’importo del titolo evaso. La sanzione è pagabile attraverso un bollettino postale che viene rilasciato insieme al verbale.

Quando il sanzionato dichiara di aver dimenticato il proprio abbonamento annuale personale, il verificatore ne fa menzione sul verbale; in tal caso, il passeggero, dimostrando il possesso dell’abbonamento annuale in corso di validità entro 5 giorni, può saldare un importo di soli 6 euro per estinguere la sanzione.

Sui treni delle ferrovie reggiane sono in vigore biglietti e abbonamenti Seta, integrati con il servizio di bus del territorio secondo la tariffazione zonale; ciò agevola l’utenza, in quanto Tper, che gestisce il servizio ferroviario e la verifica a bordo treno, non ha propri sportelli commerciali nei bacini di Reggio Emilia e di Modena. Conformemente, la convenzione tra le aziende Seta e Tper prevede che, in caso di sanzioni per dimenticanza ricevute sui treni dellelinee reggiane e della Modena–Sassuolo, i titolari di abbonamento annuale si rechino entro 5 giorni a mostrare il proprio titolo di viaggio dimenticato alle biglietterie Seta, dove possono pagare anche la relativa sanzione. Solo alle biglietterie Seta, infatti, è possibile la verifica dell’abbonamento, dei termini di validità e della regolarità sulla tratta su cui è stata elevata la sanzione.

Correttamente la madre del ragazzo si era recata allo sportello Seta di Piazzale Europa a Reggio Emilia, dove però, purtroppo, le è stata fornita un’indicazione sbagliata che ha generato una serie spiacevole di disguidi e di vani contatti con le biglietterie Tper di Bologna.

Resta il rammarico e le doverose scuse alla madre dello studente abbonato per una vicenda nata da un difetto di comunicazione di una procedura che esiste da tempo, ma di cui evidentemente l’operatore di sportello non era a conoscenza. Una lacuna di cui le aziende coinvolte si scusano, impegnandosi a far sì che inconvenienti analoghi, fortunatamente legati a casi limitatissimi, non abbiano più a verificarsi.

Alla madre del ragazzo, erano già state date ieri, lunedì 15 febbraio, le istruzioni utili per il pagamento di 6 euro secondo sua maggiore comodità, formulandole anche le sincere scuse per i disagi che la vicenda ha comportato.

Anche Seta e Tper hanno capito che la vicenda è degna di un film surrealista, e che le aziende ci fanno la classica figura di merda. Fra l’altro, nella comprensibile pressione perchè i controllori ( o meglio, gli addetti di ditte in appalto che pare non siano pubblici ufficiali) diano la caccia agli evasori, vengono commesse continue ingiustizie, ad esempio ai danni di cittadini stranieri che vengono multati perchè ignari dei meccanismi Seta, oppure di persone materialmente impossibilitate a timbrare i biglietti su bus stipati come scatole di sardine che vengono multate comunque e in modo illegale, viste le condizioni di forza maggiore.

Ciò che lascia stupefatti è che nessuno risponda degli errori (non è una questione di travet, perchè quando a sbagliare sono in molti l’errore è nel manico, vale a dire nelle scelte dei dirigenti) e che alla fine nessuno risarcisca la famiglia, ma anzi si ribadisca che “con tutta comodità” deve pagare 6 euro.

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