Sgominata dalla Mobile banda delle rapine: due nonni della mala e due detenuti in permesso premio
Il questore Fusiello: “Risultato importante, renderemo questa città più sicura”

Il questore Isabella Fusiello e il comandante della Squadra Mobile Guglielmo Battisti

Il questore Isabella Fusiello e il comandante della Squadra Mobile Guglielmo Battisti

27/2/2016 – Dopo un anno di indagini la Squadra Mobile della Questura è riuscita a mettere le mani su un banda di rapinatori che tra l’ottobre del 2014 e il febbraio 2015 ha compiuto ben nove colpi a mano armata ai danni di supermercati, banche e farmacie del reggiano. Sono quattro malviventi: due di loro erano detenuti alla Pulce e sfruttavano i permessi premio, gli altri sono due ” nonni” della mala reggiana che nonostante l’età non ci pensano nemmeno a ritirarsi dalla professione di rapinatori, in linea del resto con il costante slittamento in avanti dell’età pensionabile.

 

Si tratta di Marco Sassi di 69 anni, che ha una fedina penale enciclopedica, e Angelo Moratti di 76 anni, salito agli onori delle cronache nel 2013 per un grosso quantitativo di hascisc, non meno di 25 kg.

Ieri mattina il Tribunale di Reggio a conclusione delle indagini ha ordinato la custodia in carcere di Daniele Zangirolami di 48 anni, originario di Rivoli (Torino) e del salernitano Paride Astorre di 57 anni. Arresti domiciliari invece per Sassi e Moratti, i quali sono già in carcere per altri procedimenti, come del resto gli altri due. Inoltre il tribunale ha disposto per tutti misure di prevenzione straordinarie: quando usciranno dal carcere, dovranno restare in casa dalle 7 alle 22 e non potranno lasciare la città.

Il quartetto era stato arrestato in flagranza di reato nel febbraio 2015 quando Zangirolami, Astorre e Sassi armati di cutter (con Moratti che faceva l’autista) rapinarono la farmacia h. 24 di via Pansa a Reggio. Ma intorno a loro il cerchio si è stretto per altre otto rapine grazie al fatto che il 19 dicembre 2014 un cittadino riuscì a prendere parzialmente i numeri di targa dell’auto dei banditi durante l’assalto al Conad di Baragalla. Da lì la Mobile è risalita passo dopo passo ai malviventi, che ora devono rispondere di associazione a delinquere finalizzata alla rapina.

Erano stati  Zangirolami e Paride Astorre ad accordarsi in carcere, nell’ottobre di due anni fa, per realizzare dei colpi sfruttando i permessi premio ottenuti perchè in carcere facevano i bravi ragazzi. Ma secondo la polizia è stato Sassi, di gran lunga il malvivente più esperto (un vero laureato: il suo curriculum criminale comincia nel 1977) a instradarli verso rapine più complesse.

In definitiva, gli inquirenti sono riusciti ad attribuire alla banda dei quattro, a vario titolo,  le rapine al Target di via Martiri di Cervarolo del 17 ottobre 2014, la rapina alla farmacia della Papagnocca del 4 novembre 2014, il colpo al Target di via Bizet del 21 novembre, quello all’Arca Planet di via Emilia Ospizio del 13 dicembre e la rapina al Conad Baragalla del 19 dicembre 2014 dove sono cominciati i loro guai perchè qualcuno era riuscito a prendere i numeri di targa. . Quindi un’altra incursione al target di via Martiri del 10 gennaio 2015, la rapina all’ufficio postale di Rubiera sempre in gennaio, di nuovo al Conad Baragalla con l’impiego di un’auto rubata e infine l’irruzione alla farmacia di via Pansa avvenuta il 10 febbraio 2015, che gli costò l’arresto.

I risultati delle indagini e i provvedimenti giudiziari sono stti presentati dal questore Isabella Fusiello e dal capo della Mobile Guglielmo Battisti, che hanno sottolineato come tra arresti e misure di prevenzione speciali, sia stato fatto il massimo con la legislazione vigente per mettere in condizione questi banditi di non nuocere più a reggiani: “Dopo il decreto svuota carcere era impensabile ottenere di più“. In particolare il questore ha voluto lanciare un messaggio rassicurante ai cittadini: “Il nostro è un lavoro certosino e  anche se non si vedono nell’immediato, i risultati ci sono. Sono consapevole di quanto sia difficile il momento, anche perchè sono sempre  a stretto contattato con i cittadini, ma operazioni come queste ci permettono di rassicurarli: lavoriamo in profondità per garantire la sicurezza”. Fusiello ha sottolineato come anche in questo caso siano stati determinanti la collaborazione dei cittadini sia il contributo delle reti di videosorveglianza: “Invito nuovamente a denunciare i reati e a segnalare ogni movimento sospetto”.

 

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